<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	>
<channel>
	<title>Commenti a: La lettera aperta del prof. Marcello Cini al rettore de La Sapienza</title>
	<atom:link href="http://vaticandiplomacy.wordpress.com/2008/01/15/la-lettera-aperta-del-prof-marcello-cini-al-rettore-de-la-sapienza/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://vaticandiplomacy.wordpress.com/2008/01/15/la-lettera-aperta-del-prof-marcello-cini-al-rettore-de-la-sapienza/</link>
	<description>EST MODUS IN REBUS - IN MEDIO STAT VIRTUS</description>
	<pubDate>Sat, 17 May 2008 17:24:12 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=MU</generator>
		<item>
		<title>Di: Dr. Franco Arezzo</title>
		<link>http://vaticandiplomacy.wordpress.com/2008/01/15/la-lettera-aperta-del-prof-marcello-cini-al-rettore-de-la-sapienza/#comment-108</link>
		<dc:creator>Dr. Franco Arezzo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Mar 2008 14:33:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vaticandiplomacy.wordpress.com/2008/01/15/la-lettera-aperta-del-prof-marcello-cini-al-rettore-de-la-sapienza/#comment-108</guid>
		<description>Sono rimasto sconcertato nel constatare quanto rancore si possa ancora oggi nutrire verso la Chiesa e in particolare verso il Papa. Due cose, inoltre, mi hanno particolarmente colpito: l’anacronismo e la scarsa scientificità del Prof. Cini.

Cini scrive: «Fin dai tempi di Cartesio, si è addivenuti per porre fine al conflitto tra conoscenza e fede culminato con la condanna di Galileo da parte del Santo Ufficio, a una spartizione delle sfere di competenza tra l’Accademia e la Chiesa». Così scrivendo, egli dimostra di essere rimasto diversi secoli indietro. La spartizione delle sfere di competenza non eliminerebbe la conflittualità, ove questa dovesse esistere; semmai alimenterebbe una sorta di guerra fredda tra le due istituzioni. Per fortuna, per la particolare natura della Chiesa la quale predica l’amore anche verso i nemici; la dichiarazione di guerra rimane unilaterale. Per lo scienziato credente, dunque, il problema di conflittualità non si pone nemmeno. Egli non si sente affatto umiliato dalla fede ed è perfettamente consapevole che tra essa e la scienza esiste una forma di reciprocità, senza prevaricazioni dall’una o dall’altra parte. Con la ragione indago e mi interrogo, con la fede confermo e accolgo il mistero. La reciprocità esclude naturalmente che sia solamente la concezione della realtà a condizionare la conoscenza acquisita, ma è vero anche il contrario, anzi è addirittura prevalente, prima del raggiungimento della fede. Infine è importante notare che è stata proprio la scienza moderna a risolvere il conflitto che una volta indubbiamente esisteva.

Il carattere probabilistico delle teorie quanto-meccaniche, di cui il Prof. Cini è un riconosciuto cultore, ha messo in risalto i limiti della conoscenza umana e ha suggerito fortemente che il significato di questa natura probabilistica delle cose possa avere un livello molto più profondo di quello a cui l’uomo possa mai arrivare, se non con la fede nella rivelazione.
Tale situazione ha definitivamente eliminato quelle forzature da parte di scienziati come Galileo e Copernico che, con la scienza e nella scienza, si rifiutavano di accettare qualsiasi cosa che non fosse compatibile con la loro fede. Certamente non per arroganza o disonestà intellettuale, ma perché il loro intelletto, per dirla con. Giovanni  della Croce, era diventato il candelabro della fede.

A parte il Prof. Cini e qualche suo illustre collega, qualsiasi scienziato, oggi, quanto meno esiterebbe a parlare di inconciliabilità tra fede e scienza; è in atto nel mondo scientifico un profondo cambiamento a causa del quale l’ambizione dell’uomo di costruire un’unica visione del mondo, in grado di abbracciare le verità essenziali di entrambi scienza e religione non gioca più un ruolo attivo. In altre parole, chi non vuole abbracciare la fede, è libero di farlo; ma mentre da una parte non c’è alcuna imposizione, dall’altra c’è la paura del confronto e anziché accogliere il Papa, discutere con lui, magari criticando il suo pensiero, si preferisce mandare una lettera di indignazione al rettore.
Franco Arezzo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono rimasto sconcertato nel constatare quanto rancore si possa ancora oggi nutrire verso la Chiesa e in particolare verso il Papa. Due cose, inoltre, mi hanno particolarmente colpito: l’anacronismo e la scarsa scientificità del Prof. Cini.</p>
<p>Cini scrive: «Fin dai tempi di Cartesio, si è addivenuti per porre fine al conflitto tra conoscenza e fede culminato con la condanna di Galileo da parte del Santo Ufficio, a una spartizione delle sfere di competenza tra l’Accademia e la Chiesa». Così scrivendo, egli dimostra di essere rimasto diversi secoli indietro. La spartizione delle sfere di competenza non eliminerebbe la conflittualità, ove questa dovesse esistere; semmai alimenterebbe una sorta di guerra fredda tra le due istituzioni. Per fortuna, per la particolare natura della Chiesa la quale predica l’amore anche verso i nemici; la dichiarazione di guerra rimane unilaterale. Per lo scienziato credente, dunque, il problema di conflittualità non si pone nemmeno. Egli non si sente affatto umiliato dalla fede ed è perfettamente consapevole che tra essa e la scienza esiste una forma di reciprocità, senza prevaricazioni dall’una o dall’altra parte. Con la ragione indago e mi interrogo, con la fede confermo e accolgo il mistero. La reciprocità esclude naturalmente che sia solamente la concezione della realtà a condizionare la conoscenza acquisita, ma è vero anche il contrario, anzi è addirittura prevalente, prima del raggiungimento della fede. Infine è importante notare che è stata proprio la scienza moderna a risolvere il conflitto che una volta indubbiamente esisteva.</p>
<p>Il carattere probabilistico delle teorie quanto-meccaniche, di cui il Prof. Cini è un riconosciuto cultore, ha messo in risalto i limiti della conoscenza umana e ha suggerito fortemente che il significato di questa natura probabilistica delle cose possa avere un livello molto più profondo di quello a cui l’uomo possa mai arrivare, se non con la fede nella rivelazione.<br />
Tale situazione ha definitivamente eliminato quelle forzature da parte di scienziati come Galileo e Copernico che, con la scienza e nella scienza, si rifiutavano di accettare qualsiasi cosa che non fosse compatibile con la loro fede. Certamente non per arroganza o disonestà intellettuale, ma perché il loro intelletto, per dirla con. Giovanni  della Croce, era diventato il candelabro della fede.</p>
<p>A parte il Prof. Cini e qualche suo illustre collega, qualsiasi scienziato, oggi, quanto meno esiterebbe a parlare di inconciliabilità tra fede e scienza; è in atto nel mondo scientifico un profondo cambiamento a causa del quale l’ambizione dell’uomo di costruire un’unica visione del mondo, in grado di abbracciare le verità essenziali di entrambi scienza e religione non gioca più un ruolo attivo. In altre parole, chi non vuole abbracciare la fede, è libero di farlo; ma mentre da una parte non c’è alcuna imposizione, dall’altra c’è la paura del confronto e anziché accogliere il Papa, discutere con lui, magari criticando il suo pensiero, si preferisce mandare una lettera di indignazione al rettore.<br />
Franco Arezzo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: vaticandiplomacy</title>
		<link>http://vaticandiplomacy.wordpress.com/2008/01/15/la-lettera-aperta-del-prof-marcello-cini-al-rettore-de-la-sapienza/#comment-67</link>
		<dc:creator>vaticandiplomacy</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Feb 2008 12:51:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vaticandiplomacy.wordpress.com/2008/01/15/la-lettera-aperta-del-prof-marcello-cini-al-rettore-de-la-sapienza/#comment-67</guid>
		<description>Cara lettrice, intanto se me lo permette Le rispondo io, alla parte dove Lei dice: "...e non malevole insinuazioni del prof. Cini", che in questa lettera per giustificare la sua tesi ha "nuovamente" attribuito in toto a Ratzinger il pensiero di Manuele II Paleologo sull'Islam, nella famosa citazione del discorso di Ratisbona, ormai ultra strumentalizzato, ...discorso che la invito a rileggere unitamente ad un libro appena uscito: "Manuele II Paleologo - Dialogo con un Persiano" edito da Rubettino, di cui in questo sito può trovare la prefazione a cura di mons. Fisichella. 
Punto due, il dialogo con l'Islam non è mai stato così proficuo come durante il papato di Ratzinger, e lo dimostra la prima visita in assoluto del Re dell'Arabia Saudita, custode dei luoghi santi, la lettera dei 138 saggi Musulmani (già arrivati a 221 per la verità) e mi si lasci poi citare l'esistenza del "Pontificio Istituto di Studi Arabi e d’Islamistica"...che in pochissimi conoscono, e che il "Ministro degli esteri vaticano", mons. Dominque Mamberti è per metà Franco-Corso e per metà marocchino e parla fluentemente l'arabo, sarebbe questo il papa oscurantista? colui che ha aperto le relazioni diplomatiche con gli Emirati Arabi Uniti? e i cui diplomatici nelle sedi ONU chiedono la moratoria delle bombe a grappolo, e condannano inascoltati il genocidio perpetrato in Darfour?
Per quanto riguarda poi un altro passaggio da lei scritto, che le cito "...il rischio che una morale che non possa che coincidere con quella cattolica significhi in definitiva una forma mortificante di totalitarismo etico? Sarebbe disposta ad accettare la poligamia, la lapidazione. Penso…spero di no" ...Infatti la poligamia e la lapidazione non fanno parte della dottrina cattolica, anzi! ...si ricorda in quale occasione e chi disse: «Chi di voi è senza peccato, scagli la prima pietra»?
Per finire, Le dico che ha ragione nel sostenere che "le norme religiose non debbano essere leggi dello Stato" ma sbaglia a dire "quando il peccato è reato la libertà è finita", ...quindi l'omicidio, il furto, lo stupro renderebbero l'uomo libero? Se così fosse ...Mala tempora currunt!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara lettrice, intanto se me lo permette Le rispondo io, alla parte dove Lei dice: &#8220;&#8230;e non malevole insinuazioni del prof. Cini&#8221;, che in questa lettera per giustificare la sua tesi ha &#8220;nuovamente&#8221; attribuito in toto a Ratzinger il pensiero di Manuele II Paleologo sull&#8217;Islam, nella famosa citazione del discorso di Ratisbona, ormai ultra strumentalizzato, &#8230;discorso che la invito a rileggere unitamente ad un libro appena uscito: &#8220;Manuele II Paleologo - Dialogo con un Persiano&#8221; edito da Rubettino, di cui in questo sito può trovare la prefazione a cura di mons. Fisichella.<br />
Punto due, il dialogo con l&#8217;Islam non è mai stato così proficuo come durante il papato di Ratzinger, e lo dimostra la prima visita in assoluto del Re dell&#8217;Arabia Saudita, custode dei luoghi santi, la lettera dei 138 saggi Musulmani (già arrivati a 221 per la verità) e mi si lasci poi citare l&#8217;esistenza del &#8220;Pontificio Istituto di Studi Arabi e d’Islamistica&#8221;&#8230;che in pochissimi conoscono, e che il &#8220;Ministro degli esteri vaticano&#8221;, mons. Dominque Mamberti è per metà Franco-Corso e per metà marocchino e parla fluentemente l&#8217;arabo, sarebbe questo il papa oscurantista? colui che ha aperto le relazioni diplomatiche con gli Emirati Arabi Uniti? e i cui diplomatici nelle sedi ONU chiedono la moratoria delle bombe a grappolo, e condannano inascoltati il genocidio perpetrato in Darfour?<br />
Per quanto riguarda poi un altro passaggio da lei scritto, che le cito &#8220;&#8230;il rischio che una morale che non possa che coincidere con quella cattolica significhi in definitiva una forma mortificante di totalitarismo etico? Sarebbe disposta ad accettare la poligamia, la lapidazione. Penso…spero di no&#8221; &#8230;Infatti la poligamia e la lapidazione non fanno parte della dottrina cattolica, anzi! &#8230;si ricorda in quale occasione e chi disse: «Chi di voi è senza peccato, scagli la prima pietra»?<br />
Per finire, Le dico che ha ragione nel sostenere che &#8220;le norme religiose non debbano essere leggi dello Stato&#8221; ma sbaglia a dire &#8220;quando il peccato è reato la libertà è finita&#8221;, &#8230;quindi l&#8217;omicidio, il furto, lo stupro renderebbero l&#8217;uomo libero? Se così fosse &#8230;Mala tempora currunt!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: raffaella carone</title>
		<link>http://vaticandiplomacy.wordpress.com/2008/01/15/la-lettera-aperta-del-prof-marcello-cini-al-rettore-de-la-sapienza/#comment-66</link>
		<dc:creator>raffaella carone</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Feb 2008 11:28:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vaticandiplomacy.wordpress.com/2008/01/15/la-lettera-aperta-del-prof-marcello-cini-al-rettore-de-la-sapienza/#comment-66</guid>
		<description>In risposta ad Eleonora, la quale sostiene che il ricordo delle nefandezze perpetrate in nome di dio sia "inopportuno ed anacronistico"(e non si capisce perchè visto che si tratta di vicende storiche e non malevole insinuazioni del prof. Cini) vorrei anche aggiungere  che non si fa bene ad essere cosi' sicuri che la chiesa abbia mutato radicalmente le sue intenzioni.Il Concilio Vaticano II ha certamente portato una ventata d'aria nuova, cara Eleoora, ma questa "primavera" è stata soffocata dal vento della reazione del partito più retrivo e conservatore che da Giovanni  Paolo II in poi è trionfante. Non avverte, signora, il rischio che una morale che non possa che coicidere con quella cattolica significhi in definitiva una forma mortificante di totalitarismo etico? Sarebbe disposta ad accettare la poligamia, la lapidazione. Penso...spero di no ma si è mai chiesta perchè certe barbarie persistono in certi paesi? La risposta è che quando le norme religiose sono leggi dello Stato, quando il peccato è reato la libertà è finita. Provi a pensare con la sua testa e mi risponda se vuole. Ad maiora</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta ad Eleonora, la quale sostiene che il ricordo delle nefandezze perpetrate in nome di dio sia &#8220;inopportuno ed anacronistico&#8221;(e non si capisce perchè visto che si tratta di vicende storiche e non malevole insinuazioni del prof. Cini) vorrei anche aggiungere  che non si fa bene ad essere cosi&#8217; sicuri che la chiesa abbia mutato radicalmente le sue intenzioni.Il Concilio Vaticano II ha certamente portato una ventata d&#8217;aria nuova, cara Eleoora, ma questa &#8220;primavera&#8221; è stata soffocata dal vento della reazione del partito più retrivo e conservatore che da Giovanni  Paolo II in poi è trionfante. Non avverte, signora, il rischio che una morale che non possa che coicidere con quella cattolica significhi in definitiva una forma mortificante di totalitarismo etico? Sarebbe disposta ad accettare la poligamia, la lapidazione. Penso&#8230;spero di no ma si è mai chiesta perchè certe barbarie persistono in certi paesi? La risposta è che quando le norme religiose sono leggi dello Stato, quando il peccato è reato la libertà è finita. Provi a pensare con la sua testa e mi risponda se vuole. Ad maiora</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: raffaella carone</title>
		<link>http://vaticandiplomacy.wordpress.com/2008/01/15/la-lettera-aperta-del-prof-marcello-cini-al-rettore-de-la-sapienza/#comment-65</link>
		<dc:creator>raffaella carone</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Feb 2008 11:03:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vaticandiplomacy.wordpress.com/2008/01/15/la-lettera-aperta-del-prof-marcello-cini-al-rettore-de-la-sapienza/#comment-65</guid>
		<description>La lettera del professore è l'espressione più nobile di una qualità che nel nostro paese sembra smarrita dai più, l'intelligenza razionale, quella che non si appoggia ai dogmi e che non si smarrisce di fronte alla complessita' di ciò che è dentro e fuori di noi. Complimenti e coraggio a lei e a quanti si sforzano di resistere all'ondata reazionaria di una chiesa che continua a trattare le persone come bambini capricciosi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La lettera del professore è l&#8217;espressione più nobile di una qualità che nel nostro paese sembra smarrita dai più, l&#8217;intelligenza razionale, quella che non si appoggia ai dogmi e che non si smarrisce di fronte alla complessita&#8217; di ciò che è dentro e fuori di noi. Complimenti e coraggio a lei e a quanti si sforzano di resistere all&#8217;ondata reazionaria di una chiesa che continua a trattare le persone come bambini capricciosi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Eleonora</title>
		<link>http://vaticandiplomacy.wordpress.com/2008/01/15/la-lettera-aperta-del-prof-marcello-cini-al-rettore-de-la-sapienza/#comment-58</link>
		<dc:creator>Eleonora</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Jan 2008 15:15:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vaticandiplomacy.wordpress.com/2008/01/15/la-lettera-aperta-del-prof-marcello-cini-al-rettore-de-la-sapienza/#comment-58</guid>
		<description>Intervento davvero inopportuno e anacronistico quello di Cini!Non si può parlare ancora oggi nel 2008 di Crociate,Inquisizione e quant altro vada a mortificare le radicali mutate intenzioni della Chiesa Cattolica!Questa è la risposta di chi ha paura del confronto e si chiude in se stesso, nella convinzione di essere nel giusto.Mi è stato dato il compito di documentarmi su questa vicenda,senza farmi influenzare da ciò che si dice,ma di fronte a un simile intervento non è possibile restare in silenzio.La figura penosa l'avreste fatta,anzi l'avete fatta, non nel far venire il Papa, ma nell'averlo rifiutato.
Non vi avrebbe imposto la fede a furia di torture nè vi avrebbe messi sul rogo!Ridicolo!La scienza cerca la verità e proteggendosi dagli altri per paura di confrontarsi non è il criterio di un bravo scienziato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Intervento davvero inopportuno e anacronistico quello di Cini!Non si può parlare ancora oggi nel 2008 di Crociate,Inquisizione e quant altro vada a mortificare le radicali mutate intenzioni della Chiesa Cattolica!Questa è la risposta di chi ha paura del confronto e si chiude in se stesso, nella convinzione di essere nel giusto.Mi è stato dato il compito di documentarmi su questa vicenda,senza farmi influenzare da ciò che si dice,ma di fronte a un simile intervento non è possibile restare in silenzio.La figura penosa l&#8217;avreste fatta,anzi l&#8217;avete fatta, non nel far venire il Papa, ma nell&#8217;averlo rifiutato.<br />
Non vi avrebbe imposto la fede a furia di torture nè vi avrebbe messi sul rogo!Ridicolo!La scienza cerca la verità e proteggendosi dagli altri per paura di confrontarsi non è il criterio di un bravo scienziato.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
