Il contesto delle frasi incriminate
Antonio Carioti
Il testo del filosofo della scienza Paul Feyerabend pubblicato qui accanto, che il Corriere ha tradotto per la prima volta in lingua italiana, comincia con le parole diventate famose in seguito alla disputa sulla mancata visita del Papa all’Università La Sapienza di Roma. Si tratta delle frasi, favorevoli alla posizione assunta dalla Chiesa del Seicento nei riguardi di Galileo Galilei, che l’allora cardinale Joseph Ratzinger citò in una conferenza del 1990.
Gli studiosi contrari all’invito rivolto al Pontefice dal rettore per l’inaugurazione dell’anno accademico hanno richiamato proprio quella citazione dell’epistemologo austriaco, adducendola come prova dell’atteggiamento antiscientifico di Benedetto XVI.
In realtà Ratzinger non sposava in pieno la posizione di Feyerabend, ma la utilizzava allo scopo di porre in rilievo i limiti della conoscenza scientifica. Per chiarire meglio la questione, è comunque importante inserire il giudizio di Feyerabend nel suo contesto originario, con gli argomenti da lui adottati per motivare un giudizio così distante dall’opinione corrente.
Si tratta di un capitolo, riguardante specificamente il processo a Galileo, della sua opera più nota, Contro il metodo: un capitolo che però non compariva nella prima edizione del saggio, uscita nel 1975 in inglese e nel 1976 in tedesco, poi pubblicata in Italia da Feltrinelli, con una prefazione di Giulio Giorello, nel 1979.
Il testo, qui riprodotto in modo pressoché integrale, venne poi inserito nelle successive edizioni tedesca (da cui lo citava Ratzinger) e inglese, mentre l’unica versione di Contro il metodo disponibile per il lettore italiano resta quella tradotta nel 1979, che non lo include. Bisogna considerare peraltro che Feyerabend amava ampliare, integrare e modificare in modo assai rilevante le successive edizioni delle sue opere. Basti pensare che nella versione tedesca questa parte sul processo a Galileo è il quattordicesimo capitolo, mentre in quella inglese è il tredicesimo. Allo stesso modo la seconda edizione tedesca comprende in tutto 19 capitoli (rispetto ai 18 della prima, tradotta anche in italiano), mentre per quanto riguarda le edizioni inglesi, la seconda include 21 capitoli e la terza 20.

© Copyright Corriere della sera, 25 gennaio 2008 consultabile online anche qui
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