ROMA – Domenica 27 gennaio 2008 (Vatican Diplomacy). Dopo qualche giorno riprendo e collezziono tutte assieme le polemiche di Pannella sul presunto affollamento di schermi Tv da parte del papa, rispondo solamente a chi pensa che quei dati siano giusti, che in realtà sono falsati.
Esattamente, avete capito bene, falsati! Da che che cosa? …vediamo: innazitutto bisogna sapere che è stato fatto 100 sul tempo totale dato a: Presidente della Repubblica, Primo Ministro, Ministri e sottosegretari, Papa, tuttavia chiunque si occupi di statistisca sa che quei dati non dovrebbero essere presi in considerazione in quanto gli estremi del periodo preso come riferimento sono l’elezione papale (dopo un papato, quello di Giovanni Paolo II, particolarmente lungo) e la crisi della mancata visita di Benedetto XVI alla Sapienza.
Che dire poi del fatto che si fa riferimento ai Tg 1, 2 e 3, ma non ad esempio al Tg parlamento nato specificatamente ad uso e consumo della politica? per non parlare poi del tempo che Pannella e i Radicali stessi spendono per parlare del papa alla Tv quando sono invitati. Quei dati quindi presi così non servono a nulla poiché i due estremi del campione indicano il periodo di maggior mass-mediaticità del Pontefice. Odifreddi in futuro forse potrebbe dare una mano a Pannella a calcolare meglio le sue statistiche.
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Le verità di Vespa e le cifre di Pannella
• da “il manifesto” del 18 gennaio 2008, pag. 17
di Norma Rangeri
Ci voleva la contestazione universitaria al papa per fare il miracolo di vedere seduti sulle poltroncine di Porta a Porta Marco Pannella, Marcello Cini e Piergiorgio Odifreddi. Al formidabile trio il compito di confutare l’ultima, colossale bufala mediatica, replicata da tutti i giornali e i telegiornali del regno: al papa è stato impedito di parlare. E, altro miracolo, ci sono riusciti. Nonostante gli insulti e il conduttore che gli giocava contro.
Agli insulti di Giuliano Ferrara (uno dei tre ospiti papalini: gli altri due erano Buttiglione e monsignor Fisichella), i professori non hanno badato. Se uno dice «raglio dell’asino non sale al cielo» (Ferrara), meglio lasciar perdere. Se un altro (Buttiglione) aggiunge «professori mediocri» mentre la telecamera inquadra il suo calzino calato rovinosamente sulla scarpa, non vale la pena aggiungere altro.
Ripetere che al papa è stato impedito di parlare è dura se c’è Pannella che ti snocciola i dati del presenzialismo Vaticano nei nostri telegiornali. Le cifre del leader radicale parlano da sole: dal 19 aprile 2005 (anno in cui è stato eletto Ratzinger) al 14 gennaio 2008, il Tgl ha dato il 35,45 per cento al governo e il 29,13 per cento al Vaticano, mentre il Tg2 ha assegnato il 34 per cento al governo e il 32 al Vaticano. Numeri che chiariscono quel che i telespettatori sanno molto bene: la nostra televisione è ossessivamente papalina come nessun altra al mondo.
Vespa prova a buttarla sul profano («le trasmissioni con il papa fanno audience»), seguito da Fisichella («noi non abbiamo bisogno di imbavagliarci come Pannella per farci ascoltare»). Il leader radicale lo ha lasciato dire, poi nel finale della serata, rivolto all’alto prelato, solo due parole: «spero che lei si vergogni».
Quanto ai professori e agli studenti antidemocratici che tappano la bocca al pontefice, il professor Odifreddi ha proposto una domanda molto semplice: «è possibile manifestare un dissenso per la visita del papa? anche Giovanni Paolo II fu contestato in Olanda, senza che questo destasse scandalo, forse anche l’Italia sta diventando un paese nord europeo». E il nostro Marcello Cini, il professore che ha scritto sul nostro giornale parole chiare sull’iniziativa contro l’invito del rettore al papa, è tornato sul punto: «dire che è stato vietato al papa di parlare è una deformazione, il problema è nella confusione di ruoli tra il professor Ratzinger e l’autorità massima di una religione».
Titoli di coda, appello di Fisichella a ritrovarsi in piazza S.Pietro, e replicometro di Vespa «il papa all’università non ci può andare». Non è un’opinione, ma la verità. Naturalmente rivelata.
Fonte:www.radicali.it
Roma, 19 gennaio 2008
Si è tenuta oggi, in Piazza San Pietro, una conferenza stampa di Emma Bonino e Marco Pannella, con la partecipazione di dirigenti e militanti radicali, tra i quali Rita Bernardini, Sergio Stanzani, Maurizio Turco e Sergio D’Elia (quest’ultimo deputato alla Camera, già terrorista di Prima Linea, pluripregiudicato con numerose sentenze passate in giudicato, durante la suddetta conferenza stampa si distingueva mentre vestiva un “manifesto a sandwich” con la scritta: “No Taliban No Vatican” …che dire? …No comment! Ndr. VD).
Sono stati resi noti e distribuiti alla stampa i dati relativi alla enorme presenza degli esponenti della Chiesa cattolica nei telegiornali italiani.
Riportiamo di seguito una sintesi dei dati allegati nelle tabelle
SINTESI DEI DATI
Classifica delle presenze nelle edizioni principali (pranzo e cena) dei TG Rai, nel periodo 19 aprile 2005 (elezione di Benedetto XVI)-14 gennaio 2008, di quattro soggetti: il Presidente della Repubblica, il Presidente del Consiglio, il Governo (Ministri e sottosegretari), il Vaticano (intendendo con esso il Papa e gli altri esponenti della Chiesa cattolica). Il Vaticano complessivamente ha avuto accesso per 26h 35’ sul TG1 (più del Presidente del Consiglio e del presidente della Repubblica); 20h 28’ sul TG2 (più del Presidente del Consiglio e del presidente della Repubblica,); 19h 32’ sul TG3 (più del presidente della Repubblica).
Classifica assoluta relativa ai tempi di intervento in voce nei telegiornali nell’anno 2007.
Benedetto XVI: 6°al TG1 (2h 30’); 5° al TG2 (2h 5’); 9° al TG3 (1h 34’); 2° al TG4 (2h 10’); 3 al TG5 (3h 15’); 4° al TGLA7 (42’).
In quattro Tg su sei (TG2,TG4,TG5,LA7), inoltre, BenedettoXVI ha avuto più interventi in voce del Presidente Napolitano.
Tabella III
Presenze giorno per giorno di esponenti della Chiesa cattolica sul TG1 nell’anno 2007
Su 365 giorni del 2007, in 275 giorni gli esponenti della Chiesa cattolica hanno avuto accesso (in voce o con dichiarazioni riprese) sul TG1. In particolare, 206 giorni nelle edizioni di pranzo, 227 nelle edizioni di cena, 158 giorni sia a pranzo che a cena
Tabella IV
Dati sul pluralismo religioso all’interno dei TG RAI dal 2004 al 2007. Considerato tutto il tempo dato agli esponenti religiosi nei telegiornali (su diversi argomenti), una media del 97% è riservato ad esponenti della Chiesa cattolica. Per questo motivo, nel gennaio 2007 sette confessioni religiose non cattoliche hanno denunciato al RAI all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni
Fonte: www.radicali.it
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Lo spazio dedicato dal Tg1 alle religioni? Appena il 2,44 per cento in sei mesi
Appena il 2,44 per cento. È questo lo spazio informativo che il principale telegiornale della Rai, il Tg1 della rete ammiraglia, ha dedicato alle religioni dal primo giorno di gennaio al 30 giugno 2007. Sono i dati dell’osservatorio Isimm, l’istituto che fornisce i numeri ufficiali all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Nella voce sono compresi, come specifica una nota della stessa Authority, il Vaticano e la Chiesa cattolica, ma anche gli altri soggetti confessionali.
Qualche tempo fa, il quotidiano La Stampa aveva riportato tuttavia i seguenti dati: nel periodo tra il 19 aprile 2005 e il 14 gennaio 2008 il Tg1 ha dedicato 26 ore e 35 minuti al Vaticano, pari al 29,13 per cento del tempo complessivo rispetto alle 32 ore e 21 minuti dedicate al governo (34,45 %).
Percentuali simili anche per gli altri telegiornali Rai: 20 ore e 28 minuti (32,17%) alle religioni varie per il Tg2 contro 21 ore e 45 minuti (34,41 %) dedicati al governo. Tg3: 47,48 per cento al governo, 30,71 a Vaticano e altri soggetti confessionali.
© il Giornale, 22 gennaio 2008, articolo disponibile anche qui.
Roma, 20 gennaio 2008
• Dichiarazione di Marco Pannella
Risponderemo in modo più completo ed esauriente alla nota della Authority per le garanzie nelle comunicazioni quale viene segnalata da una agenzia di stampa. Intanto possiamo sottolineare che l’Authority fornisce dati solo “dal 1° gennaio al 30 giugno 2007”. Prima domanda: e da allora? E nell’ultimo semestre? E cos’è accaduto dal 2005? Non è stato fatto ciò che invece noi abbiamo fatto, ribadito e documentato da allora nel monitoraggio dei dati?
L’Authority trasmette “dati dell’Osservatorio Isimm” secondo i quali il Tg1 ha dedicato il “2,44 % alle religioni e alle questioni religiose”. Viene inoltre precisato che nella voce sono compresi “il Vaticano e la Chiesa Cattolica, ma anche gli altri soggetti confessionali”. Noi invece abbiamo fornito dati assoluti e relativi – precisi al minuto e al secondo – riguardanti presenze in voce e notizie che hanno per oggetto interventi e spazi del Papa e di autorità vaticane dal 19 aprile 2005 al 14 gennaio 2008, confrontandoli con i dati delle presenze di altri soggetti istituzionali, dalla Presidenza del Consiglio alla Presidenza della Repubblica.
Avendo come punto di riferimento il tempo “dedicato alle religioni e alle questioni religiose” relative ai primi sei mesi del 2007, l’Authority dunque non smentisce né è in grado di smentire o confermare alcunché, e conferma anzi la vera e propria sgangheratezza con la quale sembrano venire monitorate le “comunicazioni” che si dovrebbero “garantire”. E mi apparirebbe francamente indecente che l’Authority osasse perfino far riferimento a “comunicazioni” relative a “gli altri soggetti confessionali”, sapendo bene al regime di censura al quale ogni voce religiosa non-vaticana viene sottoposta.
Fonte: www.radicali.it
Il Centro d’Ascolto dell’informazione radiotelevisiva e Marco Pannella hanno congiuntamente conferito mandato allo studio dell’avv. Giuseppe Rossodivita al fine di agire in giudizio per diffamazione sia contro la Rai, il Tg1 e Bruno Vespa, sia contro Italia Oggi.
Alla base dell’azione legale il servizio dell’edizione serale del Tg1 del 20 gennaio u. s., ove i dati forniti dal Centro d’Ascolto dell’informazione radiotelevisiva e relativi alla presenza del Vaticano nei Tg Rai, letti da Marco Pannella nel corso della trasmissione Porta a Porta del 16 gennaio e ripresi da diversi quotidiani il giorno seguente, sono stati definiti non veri.
Analoga “precisazione”, è stata letta da Bruno Vespa, presente in studio l’ex Ministro Mastella, nel corso della trasmissione di ieri sera, 21 gennaio.
Complessivamente – rileva l’avv. Giuseppe Rossodivita – oltre sette milioni di telespettatori sono stati portati a ritenere, contrariamente al vero e per quanto verrà dimostrato nel corso del giudizio, che il Centro d’Ascolto e Marco Pannella hanno strumentalmente riferito dati falsi, motivo per il quale verrà chiesto al Tribunale di Roma di liquidare un risarcimento record e che verrà quantificato nell’ordine di almeno tre milioni di Euro.
Analoga azione legale sarà incardinata anche nei confronti del giornale Italia Oggi che, al pari della Rai, ha insinuato reiteratamente che i dati forniti dal Centro d’Ascolto sono stati oggetto di “mistificazione” ad uso e consumo dei Radicali e di Marco Pannella.
Dulcis in fundo, una bella chicca:

La coerenza di Pannella parla da se: …per lo Stato laico qui in Italia, …poi a braccetto col Dalai Lama esponente religioso di spicco del mondo buddista del quale però sempre Pannella nel Ns. Paese sponsorizza la battaglia politca sul Tibet,
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