I capi delle Chiese a Gerusalemme: “Porre fine all’assedio di Gaza”

“E’ una punizione collettiva illegale”

GERUSALEMME – Martedì, 22 gennaio 2008 (ZENIT.org).- I capi delle Chiese a Gerusalemme hanno rivolto un appello a “porre fine all’assedio di Gaza” “nel nome di Dio”, perché “un milione e mezzo di persone è imprigionato e non ha cibo e medicinali”.In base a un comunicato dei Patriarchi e delle guide delle Chiese cristiane a Gerusalemme, 800.000 persone sono senza elettricità.

“E’ una punizione collettiva illegale, un atto immorale di violazione del diritto umanitario e naturale di base, così come del Diritto Internazionale. Non può essere più tollerato. L’assedio di Gaza dovrebbe finire subito”, affermano.

Le misure sono un mezzo di pressione per fermare il lancio di razzi Qassam da parte dei miliziani palestinesi.

I leader cristiani rivolgono il loro appello alla comunità internazionale, al Presidente degli Stati Uniti George W. Bush e ai leader israeliani.

In particolare, chiedono “a Israele di attivare l’iniziativa del Primo Ministro Salam Fayyad per il controllo a responsabilità palestinese dei confini, assicurando in questo modo un flusso sufficiente di medicinali, cibo, combustibile e beni verso Gaza”.

“Negare ai bambini e ai civili le le derrate di base non è un mezzo per garantire la sicurezza, ma piuttosto provoca nella regione una situazione ancor più deteriorata e pericolosa”, denunciano.

Il comunicato esorta “la comunità internazionale e l’Unione Europa ad agire in base alle loro recenti richieste. Non c’è tempo da perdere quando la vita umana è in pericolo”.

La leadership palestinese è esortata “a unirsi per porre fine alle controversie interne per il bene del popolo a Gaza”.

“Mettete da parte i contrasti e fate fronte a questa crisi per il bene di tutti gli esseri umani, dimostrando che vi importa dei vostri fratelli e delle vostre sorelle che hanno già sofferto abbastanza”, si chiede.

Rivolgendosi ai miliziani palestinesi che hanno lanciato i razzi, il documento afferma: “finché insisterete a lanciare razzi su Israele incoraggerete l’opinione pubblica fuori da queste terre a pensare che questo assedio sia giustificato”.

Di fronte alle crescenti pressioni internazionali, il Governo israeliano ha allentato il blocco del traffico di merci e di combustibile imposto da giovedì scorso alla Striscia di Gaza. Martedì nel Territorio è arrivata una limitata quantità di gasolio destinata agli ospedali e ai servizi di emergenza.

Israele ha inoltre consentito l’ingresso di medicinali e di altre forniture di carattere umanitario, ma non quello di benzina né di prodotti alimentari.

**********

Church Leaders Urge End to Gaza Violence

Say Situation Is an “Illegal Collective Punishment” of the Innocent

JERUSALEM – Jan. 22, 2008 (Zenit.org).- Church leaders in the Holy Land are appealing to international leaders to end what they called the siege of Gaza, an “illegal collective punishment.”A statement released by religious leaders of Jerusalem and the Holy Land said that some 1.5 million people in Gaza are “imprisoned” without proper food and medicine, more than half of them also without electricity.

“This is illegal collective punishment,” the statement said, “an immoral act in violation of the basic human and natural laws as well as international law. It cannot be tolerated anymore. The siege over Gaza should end now.”

The leaders urge “the international community, [U.S.] President Bush and the leaders of Israel, to put an end to this suffering.” They called upon Israel to ensure “sufficient, normal flow of medicine, food, fuel and goods to Gaza.”

Both sides

The religious leaders called on both Israelis and Palestinians to work toward peace.

The statement said: “We urge the Palestinian leadership to unite in ending their differences for the sake of their people in Gaza. Put the differences aside and deal with this crisis for the good of all human beings demonstrating that you care for your brothers and sisters who have suffered enough already. We would say to all concerned parties: while ever you persist in firing rockets into Israel you encourage public opinion outside this land to feel there is a justification for this siege.

“We urge Israel to act responsibly and to immediately end this inhuman siege. To deny children and civilians their necessary basic commodities is not the way to security but rather throws the region into further and more dangerous deteriorations.

“This siege will not guarantee the end to rocket firing, but will only increase the bitterness and suffering and invite more revenge, while the innocents keep dying. True peace-building is the only way to bring the desired security.”

The religious leaders concluded their statement with the promise of prayer: “We pray for the Israelis and Palestinians to respect human life and God’s love for every human life, and to take all possible measures to end this suffering. Only bold steps towards just peace and ending the violence will protect the human life and dignity of both peoples.”

**********

 

Líderes cristianos de Jerusalén exigen el final del asedio a Gaza

«Es un castigo colectivo ilegal», afirman

JERUSALÉN – martes, 22 enero 2008 (ZENIT.org).- Los líderes cristianos de Tierra Santa han lanzado un llamamiento «en nombre de Dios» a «acabar con el asedio de Gaza», pues «millón y medio de personas están prisioneras, sin comida ni medicinas adecuadas».Según un comunicado emitido por los patriarcas y cabezas de las iglesias y comunidades cristianas locales, 800.000 personas se han quedado sin electricidad.

«Es un castigo colectivo ilegal, un acto inmoral en violación de las leyes humanas y naturales básicas, así como del derecho internacional. No se puede seguir tolerando. El asedio de Gaza tiene que acabar ahora», afirman.

Con esas medidas, Israel quiere hacer presión para acabar con el lanzamiento de cohetes por parte de milicianos palestinos contra su población.

Los líderes cristianos dirigen su llamamiento a la comunidad internacional, al presidente George W, Bush y a los líderes de Israel.

«Negar a niños y a civiles sus necesidades básicas no es la manera de garantizar seguridad, sino más bien de arrastrar a la región en una deterioración ulterior y más peligrosa», afirman.

El comunicado urge a la Unión Europea «a actuar según sus recientes llamamientos. No hay tiempo que perder cuando en peligro hay vidas humanas», afirman.

A los líderes palestinos exigen «que superen sus diferencias por el bien de su pueblo en Gaza» y que demuestren que están preocupados por sus compatriotas, «que ya han sufrido suficientemente».

Dirigiéndose a los milicianos palestinos que lanzan los proyectiles el documento afirma: «si seguís lanzando cohetes contra Israel, alentáis la opinión pública en el exterior de este país a pensar que el asedio está justificado».

Ante la presión internacional, el gobierno israelí ha suavizado el bloqueo del tráfico de mercancías y combustible, impuesto desde el jueves pasado a la franja de Gaza.

Este martes llegó al territorio una cantidad limitada de gasóleo, destinado a las turbinas y generadores de los hospitales y servicios de emergencia. Israel ha permitido, además, la entrada de medicinas y otros géneros de carácter humanitario, pero ha bloqueado la gasolina y productos alimenticios.

© ZENIT.org

 

 

Tag: , , , , , , , , ,

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: