Mons. Franco, nunzio apostolico in Israele: dare una risposta alla tragedia umanitaria di Gaza

CITTA’ DEL VATICANO – Sabato 26 gennaio 2008 (Radio Vaticana). Israele stamani ha chiuso ai civili larghi tratti della zona di frontiera con l’Egitto, dopo l’apertura, ieri pomeriggio da parte dei miliziani di Hamas, di nuove brecce nel muro che delimita la linea di confine tra la cittadina palestinese di Rafah e la sua parte egiziana. La polizia locale, intanto, assiste impotente al continuo transito di migliaia di palestinesi in cerca di rifornimenti in territorio egiziano dopo il blocco di Gaza imposto da Israele. Ma quali sono le cause alla base di questa situazione? Federico Piana ha raccolto il commento di mons. Antonio Franco, nunzio apostolico in Israele e Cipro e delegato apostolico in Gerusalemme e Palestina:

R. – La situazione a Gaza era diventata molto seria per quanto riguarda la mancanza di generi di prima necessità e dell’energia. Quindi, questa apertura che hanno provocato ai confini con l’Egitto è stata il risultato della forza della disperazione. Come questo potrà evolversi chiaramente non si sa. L’Egitto ha già detto che bisogna chiudere. Hamas dice che non chiuderanno la frontiera, ma certamente alla fine dovranno trovare un compromesso. Io mi auguro che da parte israeliana si eviti questo ricorso a misure che colpiscano tutta la popolazione.

D. – Dobbiamo dire che migliaia di egiziani ieri hanno manifestato a Il Cairo, in sostegno dei palestinesi della Striscia di Gaza. Quindi, probabilmente l’Egitto sopporterà ancora un po’ questa situazione…

R. – Sì, io credo che alla fine si tratti di una situazione umanitaria. Non è una situazione di terrorismo, di violenza o di altro. Quindi, certamente questa popolazione non si può lasciare a morire di fame o di infermità: non si possono curare con i rimedi più elementari o con operazioni e altri interventi. E’ una tragedia umanitaria alla quale bisogna trovare una risposta: sia l’Egitto, sia la comunità internazionale.

D. – Mi pare di capire, però, che la comunità internazionale non si stia muovendo nel verso giusto…

R. – Non è la prima volta che ci troviamo davanti a situazioni che magari non vengono affrontate come si dovrebbero affrontare. Queste sono le frustrazioni che si vivono quotidianamente, per i tanti problemi che affliggono tante parti dell’umanità del mondo di oggi. Dispiace che si lascino questi problemi alla loro sorte. Come si dice: “Che si arrangino”. C’è un disinteresse di fatto, anche se di principio si ripetono alle volte quelle esortazioni, quelle dichiarazioni che vogliono dire agli altri: “Dovete fare questo o quell’altro”. Sporcarsi le mani, poi, però, è un po’ difficile.

mons. Antonio Franco

 

 

© Radio Vaticana

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