La Cei sulla crisi di governo: accordo tra le parti per il bene comune

ROMA – Martedì 29 gennaio 2008 (Vatican Diplomacy). La conferenza stampa del segretario generale della Cei, mons. Giuseppe Betori, ruota intorno a molti argomenti. Inevitabile però, l’eco legato ad alcune dichiarazioni sulla crisi di governo. I vescovi non entrano nei dettagli, ma fanno capire di sostenere un accordo tra le parti. Pieno sostegno a Napolitano (”I cittadini possono aver fiducia in questo presidente della Repubblica”) e invito a perseguire il bene comune, aspetto da anteporre sempre “agli interessi di parte”. “La soluzione alla crisi di governo – ha detto Betori – dovrebbe nascere da un accordo fra le parti e deve avere come proprio orizzonte il rispetto dell’autentica democrazia”. Quanto alla cosiddetta “cosa bianca”, eventuale nuova forza legata al mondo cattolico, “non spetta a noi dare né il permesso nè la preclusione e nemmeno il sostegno”. “Noi rispettiamo la libertà del cattolico – ha aggiunto Betori – e mi piace ricordare quanto ha sottolineato Papa Benedetto XVI a Verona: ‘il compito di agire in ambito politico nonè della Chiesa ma dei laici che agiscono come cittadini sotto la proprio responsabilità’. Per questo non oppongo preclusioni – ha concluso Betori – e non prometto alcun sostegno”.

Per il resto, il segretario generale della Cei si è soffermato sul tema dell’aborto e la moratoria, chiedendo una “piena attuazione della 194, in particolare negli articoli 1, 3, 5, e appoggi consistenti per chi aiuta la donna che deve essere libera di non abortire”. “La proposta va chiarita a diversi livelli: c’è l’invito a immettere nella Carta delle Nazioni Unite il concetto della protezione del concepito – ha spiegato Betori – in secondo luogo vanno appoggiate le azioni internazionali che ostacolano l’aborto imposto da parte di governi che vogliono pianificare le nascite; inoltre in Italia – ha aggiunto – si deve far sì che l’aborto diventi sempre meno fino a non esserci più. Infine occorre favorire un clima culturale che faccia percepire la gravità dell’aborto, non come diritto ma come una sconfitta da evitare, per la donna, per la famiglia e per la società”.

Si parla poi del ruolo dei cattolici e della Chiesa in Italia, partendo dalla recente prolusione del cardinale Bagnasco al consiglio permanente della Cei. “Analisi realistica anche della vita del nostro Paese – ha detto Betori – attraversato da molteplici contraddizioni sia sul versante antropologico, in cui sono posti radicalmente in questione i valori della vita e della famiglia fondata sul matrimonio, sia su quello sociale, con la crisi di fiducia nei confronti delle istituzioni, il vacillare della coesione sociale e il crescere delle situazioni di povertà e di degrado ambientale”. “La fede cristiana – ha aggiunto – è messa oggi alla prova da una duplice forma di irrilevanza. Da un lato, si è tentati da una sorta di ‘criptodiaspora’, che esaurisce l’agire ecclesiale all’interno delle comunità, privando l’annuncio della sua dimensione pubblica e sociale e confinandolo negli spazi dell’intimismo e dell’individualismo. Dall’altro – ha proseguito Betori – si fa strada una lettura del cristianesimo come ‘religione civile’, che toglie all’evangelizzazione la sua nota di eccedenza rispetto a ogni ideologia meramente umana”.

Il segretario generale ha annunciato inoltre la stesura di un documento sull’impegno sociale e politico dei cattolici. “Il testo dev’essere ancora pensato nella struttura e nei contenuti – ha detto Betori – per ora è stato avviato un primo momento di riflessione che apre il percorso dell’elaborazione e della stesura”. La motivazione? “E’ evidente: dare compiutezza a una serie di interventi che finora sono stati fatti sugli aspetti politici dalla Commissione per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace”. Il numero due della Cei ha anche annunciato che “il tema è la formazione”, con l’obiettivo di “individuare linee di formazione di tutti i credenti sugli aspetti riguardanti l’impegno sociale e politico”.

In arrivo anche un documento sul sostegno economico alla Chiesa, a venti anni dall’entrata in vigore dell’8 per mille, uno strumento che ha garantito trasparenza. “Per la Chiesa è sempre stato difficile parlare di soldi, – è il ragionamento di Betori – ma il nuovo sistema ci ha insegnato a trattare l’argomento in modo più sereno. E sull’8 per mille oggi c’è una trasparenza assoluta: non c’è voce che non venga rendicontata, sia a livello diocesano che nazionale”.

Non manca infine un accenno all’emergenza campana dei rifiuti, con un “pieno sostegno e appoggio” al commissario Gianni De Gennaro. “Come in passato c’era stato l’appoggio della Cei al commissario Guido Bertolaso – ha detto monsignor Giuseppe Betori – ora posso ribadire lo stesso appoggio al commissario Gianni De Gennaro. I vescovi – ha aggiunto – esprimono la massima solidarietà al cardinale Sepe che con grande saggezza sta gestendo la situazione e invitano i cittadini ad aiutare e collaborare con le autorità costituite per dare soluzione al grave problema”.

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