Arcivescovo di Hanoi: Pronto ad andare in prigione per il mio gregge

di J.B. An Dang
La stampa di stato accusa il prelato e i sacerdoti della capitale di manipolare il popolo “ingenuo”. I cattolici continuano i loro raduni attorniati da poliziotti. Si teme qualche azione di forza.

HANOI – Mercoledì, 30 gennaio 2008 (AsiaNews) . Continua il sit-in dei cattolici di Hanoi nel giardino dell’ex nunziatura, nonostante l’ultimatum lanciato dal governo di liberare il sito dalle 5 del pomeriggio di domenica scorsa. I giornali statali lanciano una nuova ondata di insulti su vescovo e fedeli. Alcuni cattolici pensano che questo sia un preparare il terreno a un gesto di forza.

Dal 23 dicembre l’edificio della ex nunziatura vaticana nella capitale è punto di raccolta di migliaia di cattolici che domandano di riavere indietro l’edificio sequestrato dallo stato nel ’59 e che ora sta per essere venduto per fare ristoranti e night club. Il governo locale ha già minacciato “azioni estreme” se i gruppi di fedeli che continuano a pregare davanti l’edificio e nel giardino non smettono di “minare all’ordine pubblico”.

P. Joseph Nguyen commenta ad AsiaNews: “Attualmente, nel giardino della ex nunziatura vi sono centinaia di religiosi e religiose, insieme a tanti laici che pregano. Ma vi sono anche un gran numero di poliziotti della sicurezza, in uniforme e in borghese. Si mescolano alla gente e prendono foto, filmano con delle videocamere. Temo che ci possa essere un attacco da un momento all’altro.

L’arcivescovo, mons. Joseph Ngô Quang Kiệt, ci ha detto che pregare è un diritto umano basilare, protetto dalla legge e che lui è pronto ad andare anche in prigione per il suo gregge, se il governo fa una prova di forza”.

Intanto una nuova campagna stampa accusa i fedeli cattolici di essere “ingenui” e di confidare troppo nei loro leader che vogliono “impadronirsi illegalmente dell’edificio”. Anche il giornale della polizia, il Capital security, accusa il clero di Hanoi di “mentire al loro popolo” e di “costringerli a dimostrare contro il governo”.

Joseph Vu Van Khoat,che da venerdì scorso continua il sit-in nel giardino della residenza, bolla le cose dei giornali come “senza senso”. “Non mi interessa quello che scrivono – dice ad AsiaNews. Basta andare per le strade e domandare a chiunque: nessuno crede loro. Tutti sanno che siamo qui per pregare pacificamente e per chiedere giustizia. Ma è il loro lavoro raccontare bugie”.

“Perché non pubblicano sui giornali la dichiarazione dell’arcivescovo?” si domanda Maria Doan Thi Tuyet. Il 28 gennaio a diocesi ha infatti diffuso una dichiarazione in cui si spiega che l’edificio della nunziatura non è mai stato “donato” (come invece pretende il governo locale). Esso inoltre afferma che il raduno dei cattolici è perfettamente legale (V.: Cattolici di Hanoi continuano la protesta sfidando l’ultimatum del governo).

“In quel comunicato – continua la signora Doan Thi Tuyet – l’arcivescovo risponde punto per punto a tutte le accuse della stampa. Noi continuiamo a protestare perché siamo vittime di uno spirito ideologico. Per 30 anni abbiamo presentato richiesta di riavere indietro l’edificio e non abbiamo mai ricevuto risposta. Il governo tratta sempre noi cattolici come cittadini di seconda classe”

***


Archbishop of Hanoi: ready to go to prison for my flock

by J.B. An Dang

State press accuses the prelate and priests of the capital of manipulating the “naïve” people. Catholics continue to gather surrounded by police. Show of force feared.

Hanoi (AsiaNews) – Hanoi’s Catholics continue their sit-in in the gardens of the ex-nunciature, despite the government ultimatum to free the area by 5pm Sunday last. State newspapers launch a new wave of insults directed at the bishop and faithful. Some Catholics believe this slander campaign is preparing the ground for a show of force.

Since December 23 the former residence of the Vatican nunciature in the capital has been the focus of gatherings for thousands of Catholics who demand the building sequestered by the government in ’59 and set to become a restraint and night club be returned. The local government has already threatened “extreme action” if the group of faithful persists in holding prayer vigils in front of the building and in the garden and if they do not desist in “undermining public order”.

Fr. Joseph Nguyen tells AsiaNews: “At the moment there are hundreds of religious together with many lay faithful gathered in the garden of the ex nunciature in prayer. But there are also a great many police in uniform and in plain clothes. These mix among the people taking photos and making films with video cameras. I fear an attack at any moment.

The Archbishop, Msgr. Joseph Ngô Quang Kiệt, has told us that praying is a basic human right protected by the law and that he is ready to even go to jail for his flock, if the government makes a show of force”.

Meanwhile a fresh press campaign accuses the Catholic faithful of “naivety” and in trusting too much in their leader. Papers also accuse them of aiming to “illegally take possession of the building”. Even the police newspaper Capital security, accuses the Hanoi clergy of “lying to their people” and of “forcing them to demonstrate against the government”.

Joseph Vu Van Khoat, who has been taking part in the sit-in in the residence garden since last Friday has described the paper’s claims as “nonsense”. He told AsiaNews: “I don’t care what they say. You go out and ask anyone on the streets. No one believes them. In fact, those who have written such articles know well that we have gathered here voluntarily to pray peacefully for justice. But it’s their job to spread lies”.

“Why don’t they publish the Archbishops statement in the papers?” wonders Maria Doan Thi Tuyet. In fact on January 28th, he issued a statement explaining that the nuciature residence was never “donated” (as the local government claims). The communiqué also affirms that the gathering of the Catholics is perfectly legal (see: Hanoi’s Catholics continue protests defying the government’s ultimatum).

“In that communiqué– continues Doan Thi Tuyet – “the Archbishop argued point-by-point all charges levelled on us. We have been holding protesters because we are victims of a partisan spirit. For 30 years we have forwarded petitions asking for the requisition of the building. They all have gone unanswered. The government always treats Catholics as second-class citizens”.

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