Benedetto XVI: sulla strada per la Terra Santa l’ostacolo Pio XII prossimo “beato”

ROMA – Mercoledì 30 gennaio 2008 (Vatican Diplomacy). Pubblichiamo le considerazioni di Maurizio Di Giacomo per “Nuova Agenzia Radicale” in merito alla beatificazione di Pio XII e le possibili conseguenze di immagine che essa potrebbe avere in Israele per Benedetto XVI.

di MAURIZIO DI GIACOMO

La commissione istituita in seno alla segreteria di stato vaticana da Benedetto XVI, per vagliare la documentazione raccolta circa la causa di beatificazione di Pio XII, ha terminato i suoi lavori. Le conclusioni sono state fatte pervenire al Pontefice a cui spetta ora decidere se pubblicare il decreto che riconosce l’eroicità delle virtù di Pio XII (se ciò avvenisse, Pio XII potrebbe fregiarsi in maniera pubblica e legittima del titolo di ”venerabile”) oppure se prendere altro tempo.

Quest’anno il 9 ottobre 2008 cadono i 50 anni dalla morte di Pio XII, al secolo il cardinale Eugenio Pacelli già segretario di Stato sotto Pio XI. La sua causa di beatificazione sta per toccare i 43 anni, essendo stata introdotta nell’autunno 1965.

Benedetto XVI aveva posto alla commissione succitata due interrogativi: un Pio XII ”beato” che conseguenze potrebbe avere nel dialogo tra cattolici e ebrei e nelle relazioni diplomatiche tra la Santa sede e lo stato di Israele?

Pio XII, infatti, per milioni di ebrei è associato al suo controverso ruolo rispetto alla shoah. I cattolici più tradizionali sostengono che quel pontefice abbia ”parlato” in difesa degli ebrei braccati dalle truppe tedesche hitleriane. Molti altri (compresi diversi ebrei) controbattono che, sì, quel papa ha aiutato centinaia di migliaia di perseguitati ma senza sconfessare in sede pubblica le atrocità del regime nazista.

Una didascalia in margine a una foto di Pio XII nel museo della shoah, a Gerusalemme, lo scorso anno aveva provocato tensioni al limite dell’incidente diplomatico tra Santa sede e stato di Israele.

Ma c’è un altro elemento da considerare: Benedetto XVI vorrebbe visitare la Terra santa (che oggi comprende territori israeliani e zone nella sfera dell’autorità palestinese), quando le condizioni geo-politiche glielo consentiranno, sulle orme di Giovanni Paolo II che vi andò nel corso del 2000. Se la conferenza di Annapolis (negli Usa) darà vita sul serio a un accordo di pace il desiderio di Benedetto XVI potrebbe realizzarsi.

Tuttavia resta un nodo: un Pio XII, proclamato ‘beato’, cioè con un miracolo ufficialmente riconosciutogli (dopo l’eroicità delle virtù) avvicina o allontana Benedetto XVI in Terra santa? Ecco il dilemma che sta sul tavolo del Pontefice e tra i dossier in evidenza del segretario di Stato, cardinale Tarcisio Bertone.

Fonte:Nuova Agenzia Radicale

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