Vaticano Città aperta nel cuore di Roma

CITTA’ DEL VATICANO – Lunedì, 4 febbraio 2008 (Vatican Diplomacy). Riporto l’interessante intervista al card. Giovanni Lajolo uscita il 18 gennaio sulle pagine de “L’Ossevatore Romano”:

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In un’intervista al cardinale Giovanni Lajolo bilanci e prospettive dell’attività del Governatorato

Vaticano città aperta nel cuore di Roma


di
Nicola Gori
Cinquecentoquarantasei cittadini, quattrocentosessantasette dei quali residenti, poco meno di mille e ottocento tra lavoratori, seicentocinquantamila visitatori all’anno, un bilancio che si aggira intorno ai centottantasei milioni di euro. Sono alcuni dei numeri con i quali il cardinale presidente Giovanni Lajolo sintetizza l’attività e la sfera d’esercizio del Governatorato della Città del Vaticano. Nell’intervista rilasciata a L’Osservatore Romano il cardinale, oltre a tracciare un bilancio dell’anno appena concluso, anticipa alcune notizie sui lavori che saranno portati a compimento in quest’anno.

Può tracciare un bilancio dell’attività del Governatorato per l’anno appena trascorso?

Il bilancio può essere raffigurato anzitutto in numeri: il bilancio economico per l’anno 2007 si è aggirato intorno a 186.615.905 euro. Ma il significato di questi numeri può essere decifrato solo analizzando le molteplici attività quotidiane che essi sottintendono. Più interessante può essere quindi ricordare alcuni aspetti dell’attività del Governatorato, percettibili, per così dire, ad occhio nudo. Per questo vorrei accennare anzitutto alle realizzazioni della direzione dei servizi tecnici. Nel 2007 vi sono stati, tra l’altro, il restauro dell’ingresso del Governatorato, l’allestimento dell’ufficio del decano del Collegio Cardinalizio, con ingresso dal cortile di San Damaso, e della cappella del cardinale segretario di Stato, alla prima loggia del Palazzo apostolico, la nuova collocazione dell’ufficio dei Patrons of the Arts in the Vatican Museums, con accesso dal Lapidario, e la nuova sede per i ragazzi cantori della Cappella Sistina con ingresso dal cortile Borgia. Si è provveduto anche al completo rifacimento dell’ufficio della Gendarmeria nel Palazzo dei penitenzieri, mentre sono proseguiti i lavori di restauro del grande cortile bramantesco del Belvedere e del cortile Borgia. Non poche altre impegnative opere di manutenzione straordinaria e di restauro potrebbero essere menzionate nelle Basiliche papali e a Castel Gandolfo. Un gioiello tecnico è certamente il grande baldacchino dell’altare papale sul sagrato di piazza San Pietro, che può essere montato e smontato in mezz’ora, progettato dall’architetto Paolo Resini.

Uno Stato si regge, prima che sulle sue mura, sulle sue leggi. Che novità ci sono state nel campo normativo?

Nell’ambito dell’attività legislativa emerge l’emanazione da parte della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano della legge 10 dicembre 2007, numero LIV, sulla tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro. La legge era in cantiere da diversi anni. Di notevole rilevanza pratica per la sicurezza è anche il decreto del 20 giugno circa il rilascio della tessera di identificazione, a modello unificato, da parte della Direzione dei servizi di sicurezza e protezione civile, per quanti hanno necessità di accedere quotidianamente in Vaticano.

Al di là della sua attività istituzionale, quali sono stati i momenti più significativi della vita del Governatorato nell’anno appena trascorso?

L’evento saliente del 2007 è stata senza dubbio la visita di Benedetto XVI il 31 maggio. Si è trattato di un momento di festa, preparato con ogni cura, ma soprattutto di un incontro spirituale, che ha lasciato una profonda impronta in tutto il personale, rendendo più vivo il senso del nostro servizio statuale, tutto rivolto al sostegno della missione spirituale del successore di Pietro. Pochi giorni dopo, la chiesa del Governatorato è stata dedicata ufficialmente a Maria Madre della famiglia, con decreto dell’allora arcivescovo Angelo Comastri, Vicario generale di Sua Santità per lo Stato della Città del Vaticano. La messa che si celebra ogni mattina è ora frequentata da diversi dipendenti. In questo spirito, un’iniziativa che ha riscosso un convinto consenso dei nostri dipendenti è stata quella di un foglio interno per favorire la conoscenza da parte di tutti i dipendenti di ciò che avviene nel Governatorato o presso le singole direzioni. È un foglio con cadenza bimestrale, che non vuole avere nulla di ufficiale e che ha un carattere, diciamo così, aziendale o parrocchiale, e si presenta in maniera non troppo seriosa, come già appare dall’intestazione: “All’ombra del Cupolone – Notizie di varia vaticanità”.

Quali progetti ed iniziative avete in programma per il 2008?

I nuovi aumenti salariali, introdotti a partire da gennaio – comprensibilmente molto ben visti dai dipendenti – hanno appesantito notevolmente il bilancio 2008, e, pertanto, i piani dei lavori hanno dovuto essere considerevolmente ridotti.
Tra gli interventi più significativi, nel 2008 è previsto anche l’inizio dell’importante intervento triennale di restauro di tutti gli elementi architettonici ed artistici costituenti piazza San Pietro, comprendenti bracci, emicicli, colonnati, statue e balaustre di sommità, fontane ed obelisco. Il finanziamento sarà autogestito dalla ditta che vincerà la gara d’appalto. L’impianto di illuminazione sarà completamente rinnovato.
A Castel Gandolfo, poi, si attuerà il trasferimento della residenza dei religiosi gesuiti della Specola Vaticana e dei locali della loro scuola di astronomia.

Quanti sono i residenti e i lavoratori in Vaticano?

I cittadini dello Stato della Città del Vaticano sono 546, ma vi risiedono, tra cittadini e non, 467 persone. I funzionari, impiegati e dipendenti del Governatorato sono in tutto 1795. Gli stipendi vaticani sono, come noto, relativamente modesti nei livelli più alti. Ma è un nostro “punto d’onore” di far sì che la qualità della vita – che è ciò che in realtà conta – compensi quanto non si riesce a mettere nelle buste paga delle retribuzioni. Dalle numerose richieste, che vengono quotidianamente presentate, mi pare di poter dedurre che un posto di lavoro in Vaticano è particolarmente ambito.

E che cosa fate in particolare per promuovere la qualità della vita in Vaticano?

Tra i servizi di cui possono usufruire i dipendenti dello Stato della Città del Vaticano, come pure quelli della Santa Sede, v’è quello molto apprezzato dell’assistenza sanitaria all’interno del Vaticano: per la professionalità del personale e la modernità delle attrezzature, può considerarsi, a mio avviso, un centro di eccellenza. Vi è poi il fondo di assistenza sanitaria, istituito nel 1953, che è convenzionato con ottimi professionisti esterni e con i migliori ospedali e cliniche di Roma, ed offre assistenza anche fuori Roma, in caso di bisogno. Mi pare anche che la normativa riguardante le provvidenze a favore della famiglia, così come la disciplina per le prestazioni in casi di infortunio e le norme per la liquidazione ed il regolamento delle pensioni, siano molto soddisfacenti. Da quando sono presidente del Governatorato, non mi è giunta alcuna lagnanza o richiesta di modifica. Nell’ambito della tutela della qualità della vita rientra sicuramente anche la già accennata legge sulla tutela della sicurezza e la salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro, entrata in vigore il 1° gennaio 2008; la sua complessa normativa è in via di attuazione.

C’è un’attenzione specifica anche al tema del rispetto dell’ambiente?

Entro la fine del 2008 dovrebbe entrare in funzione un impianto fotovoltaico con pannelli disposti sulla copertura dell’aula delle udienze intitolata a Paolo VI. L’impianto garantirà l’autonomia elettrica dell’aula stessa, mentre il surplus di energia prodotta confluirà nell’intera rete vaticana. Altri impianti saranno finalizzati in varie collocazioni interne allo Stato della Città del Vaticano o in zone extraterritoriali che non comportino problemi di impatto ambientale. Circa il rispetto dell’ambiente mi pare che nel piccolo ambito vaticano non si possa parlare di problemi ecologici specifici. Purtroppo, però, anche il Vaticano deve far fronte all’assedio delle macchine, che sono ormai per tutti uno strumento di lavoro imprescindibile a causa dell’inadeguatezza dei mezzi pubblici nel Lazio e a Roma. Si è cercato, per quanto possibile, di porre un freno all’invadenza delle macchine mediante un severo controllo degli accessi e dei parcheggi. Un problema di cui non conosciamo ancora la soluzione è costituito dal Cortile del Belvedere, ridotto ad un vasto parcheggio macchine, mentre dovrebbe poter essere destinato, come in passato, ad aiuole e ad alberi.

La Città del Vaticano è anche meta di turisti e di visitatori. Che afflusso si è registrato quest’anno?

Cominciamo col dire che sono stati oltre due milioni ed ottocentomila i fedeli ed i pellegrini che hanno partecipato ad incontri pubblici con Benedetto XVI in Vaticano o nella residenza di Castel Gandolfo nel corso del 2007. Nella Basilica di San Pietro si calcola che entrino annualmente dai quindici ai venti milioni di visitatori. I Musei Vaticani hanno registrato lo scorso anno l’afflusso di oltre quattro milioni e trecentomila visitatori. La Città del Vaticano, a prescindere dai dipendenti dei diversi dicasteri che vi hanno sede, ha avuto un afflusso di 643.000 persone, mentre sono stati registrati 1.565.412 transiti di veicoli.

Quali luoghi è possibile visitare e quali procedure si devono seguire per avere accesso in Vaticano?

Oltre ai Musei ed alla necropoli sulla via Trionfale, è possibile visitare i Giardini Vaticani, in gruppo e con guida, rivolgendo la domanda all’ufficio visite guidate dei Musei Vaticani. Alla farmacia vaticana, notoriamente provvista dei più moderni ritrovati farmaceutici a livello internazionale, possono accedere anche i non dipendenti, se provvisti di ricetta medica. Per gli accessi con altra motivazione si richiede un permesso, che viene rilasciato dal personale incaricato della custodia degli ingressi.

Le nuove tecnologie informatiche e telematiche hanno contribuito a rendere più snella ed efficiente la macchina burocratica vaticana?

Gli uffici del Governatorato non hanno mai esitato ad avvalersi dei più efficaci strumenti offerti dalla tecnica. Basti pensare all’inaugurazione della strumentazione della Radio Vaticana, curata personalmente da Guglielmo Marconi, alla presenza di Pio XI nel 1931. Nel prossimo anno si pensa di sostituire la grande antenna posta sulla torre della palazzina di Leone XIII con una antenna di eguale altezza poggiante sul terreno, che permetterà di togliere le altre due antenne collocate nei Giardini Vaticani, non rispondenti all’estetica del luogo. Quanto agli strumenti specifici, essi sono stati introdotti nei diversi uffici della Santa Sede e del Governatorato non appena resi disponibili, ma purtroppo senza coordinamento tra i diversi centri. Ora in accordo con la segreteria di Stato, con l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica e con le altre amministrazioni della Santa Sede si sta avviando un piano per centralizzare tutti i servizi informatici, realizzando una “Infrastruttura di comunicazione integrata”, gestita dalla direzione delle Telecomunicazioni del Governatorato, con garanzia della piena autonomia operativa e della riservatezza dei dati appartenenti ai singoli enti.

Abbiamo parlato finora delle attività interne allo Stato. Ma lo Stato della Città del Vaticano è anche un soggetto sovrano di diritto internazionale. Quale attività svolge sotto questo profilo?

A questo proposito bisogna distinguere. Per l’attività diplomatica la Legge fondamentale dello Stato della Città del Vaticano all’art. 2 stabilisce che essa “è riservata al Sommo Pontefice, che la esercita attraverso la segreteria di Stato”. È una norma dettata da diverse ragioni, abbastanza ovvie. Quando la segreteria di Stato agisce in virtù di tale disposizione, nei relativi documenti si precisa che essa agisce “a nome e per conto dello Stato della Città del Vaticano”. Ciò avviene, per esempio, quando si tratta di accordi concernenti i servizi postali o telegrafici, l’utilizzo di canali satellitari, i rapporti doganali, e via dicendo. In questi casi il Governatorato partecipa alle trattative con il proprio personale, che offre il supporto tecnico, mentre la seconda sezione della segreteria di Stato dà la copertura formale diplomatica con quella maestria che tutti le riconoscono.
Vi sono poi altri settori di attività internazionale, non diplomatica, nei quali il Governatorato è presente in modo autonomo: così, ad esempio, i rappresentanti della Gendarmeria sono intervenuti ad incontri internazionali, anche ad alto livello, organizzati dall’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (O.S.C.E.) su questioni di sicurezza e di lotta al terrorismo. Anche l’Ufficio filatelico e numismatico e le poste vaticane sono presenti a congressi ed esposizioni internazionali, così come i Musei partecipano con propri interventi a simposi internazionali. Si tratta nel complesso di una attività indubbiamente di ridotte dimensioni, anche se altamente qualificata; ma, del resto, il nostro Stato è uno stato di dimensioni ridotte al minimo, cioè a quel tanto di territorio indispensabile perché alla Santa Sede sia riconosciuta in maniera irrefutabile la sua sovranità internazionale, cioè la sua libertà da qualsiasi ingerenza politica.

© L’Osservatore Romano – 18 gennaio 2008

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Una Risposta to “Vaticano Città aperta nel cuore di Roma”

  1. Fotovoltaico: 315.000 KW di energia pulita in Vaticano « Vatican Diplomacy Says:

    […] DEL VATICANO – Martedì 13 maggio (Vatican Diplomacy). Come anticipato lo scorso 18 gennaio dal cardinale Giovanni Lajolo, Governatore della Città del Vat…, l’energia solare arriva ufficialmente anche in Vaticano, infatti la multinazionale tedesca […]

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