Iraq: rilasciati i bambini cristiani rifiutatisi di convertirsi all’Islam

BAGHDAD/ROMA, martedì, 12 febbraio 2008 (ZENIT.org).- Sono stati rilasciati i 40 bambini di Baghdad, rapiti la settimana scorsa da alcuni terroristi mentre si recavano a scuola.

Fra i bambini, vi erano anche 3 cristiani ai quali i terroristi avevano imposto di convertirsi all’islam.

“Siamo pronti a morire per la nostra fede”, avrebbero risposto i giovani, secondo quanto ha raccontato monsignor Louis Sako, Vescovo di Kirkuk.

“Quello accaduto ai tre giovani cristiani – ha detto il presule all’agenzia SIR – significa che, pur tra tante difficoltà, i nostri fedeli non perdono la fede e la speranza. Anzi le rafforzano”.

Il Vescovo ha inoltre avviato un cammino di riconciliazione tra musulmani e altre confessioni cristiane. Con gli esponenti delle altre Chiese, ha creato infatti un consiglio di 30 persone con il compito di far sentire la voce dei cristiani.

La notizia ha ricevuto il plauso delle autorità politiche e civili locali.

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Archbishop: Iraqi Christians Not Losing Hope

BAGHDAD, Iraq, FEB. 12, 2008 (Zenit.org).- The fact that three kidnapped Christians in Iraq were prepared to die for their faith before converting to Islam shows that the faithful there aren’t losing hope, said the archbishop of Kirkuk.

Archbishop Louis Sako told the SIR news agency of the Italian bishops today of the recent case of 40 students who were traveling on a road to Baghdad last week and were kidnapped by terrorists.

The archbishop said the group included three Christians “who were ordered to be converted to Islam. The 3 students strongly refused, saying they were prepared to die for their faith.”

The group of 40 was eventually released, but the prelate said the courage of the three Christians means, “despite so many difficulties, our devotees are not losing faith or hope, they are actually strengthening them.”

Commenting on the process of reconciliation between Muslims and Christians, Archbishop Sako said: “Even during Lent, our Islamic brothers come to see us, but it takes time to promote initiatives and we have to learn.”

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