Archive for aprile 2008

Benedetto XVI ripercorre la sua visita apostolica negli Stati Uniti

30 aprile 2008

Nell’udienza generale del mercoledì

CITTA’ DEL VATICANO, mercoledì, 30 aprile 2008 (ZENIT.org).- Pubblichiamo di seguito il testo dell’intervento pronunciato questo mercoledì da Benedetto XVI in occasione dell’udienza generale in Piazza San Pietro in Vaticano.

* * *

Cari fratelli e sorelle,

benché siano passati già diversi giorni dal mio rientro, desidero tuttavia dedicare l’odierna catechesi, come di consueto, al viaggio apostolico che ho compiuto presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite e negli Stati Uniti d’America dal 15 al 21 aprile scorso. Rinnovo innanzitutto l’espressione della mia più cordiale riconoscenza alla Conferenza Episcopale statunitense, come pure al Presidente Bush, per avermi invitato e per la calorosa accoglienza che mi hanno riservato. Ma il mio “grazie” vorrebbe estendersi a tutti coloro che, a Washington e a New York, sono venuti a salutarmi e a manifestare il loro amore per il Papa, o che mi hanno accompagnato e sostenuto con la preghiera e con l’offerta dei loro sacrifici. Com’è noto, l’occasione della visita è stata il bicentenario della elevazione a Metropolia della prima Diocesi del Paese, Baltimora, e della fondazione delle sedi di New York, Boston, Filadelfia e Louisville. In questa ricorrenza tipicamente ecclesiale, ho avuto perciò la gioia di recarmi di persona, per la prima volta quale Successore di Pietro, a visitare l’amato popolo degli Stati Uniti d’America, per confermare nella fede i cattolici, per rinnovare e incrementare la fraternità con tutti i cristiani, e per annunciare a tutti il messaggio di “Cristo nostra Speranza”, come suonava il motto del viaggio.

Nell’incontro con il Signor Presidente nella sua residenza, ho avuto modo di rendere omaggio a quel grande Paese, che fin dagli albori è stato edificato sulla base di una felice coniugazione tra principi religiosi, etici e politici, e che tuttora costituisce un valido esempio di sana laicità, dove la dimensione religiosa, nella diversità delle sue espressioni, è non solo tollerata, ma valorizzata quale “anima” della Nazione e garanzia fondamentale dei diritti e dei doveri dell’uomo. In tale contesto la Chiesa può svolgere con libertà ed impegno la sua missione di evangelizzazione e promozione umana, e anche di “coscienza critica”, contribuendo alla costruzione di una società degna della persona umana e, al tempo stesso, stimolando un Paese come gli Stati Uniti, a cui tutti guardano quale ad uno dei principali attori della scena internazionale, verso la solidarietà globale, sempre più necessaria ed urgente, e verso l’esercizio paziente del dialogo nelle relazioni internazionali.

Naturalmente la missione e il ruolo della Comunità ecclesiale sono stati al centro dell’incontro con i Vescovi, che ha avuto luogo nel Santuario Nazionale dell’Immacolata Concezione, a Washington. Nel contesto liturgico dei Vespri, abbiamo lodato il Signore per il cammino compiuto dal Popolo di Dio negli Stati Uniti, per lo zelo dei suoi Pastori e il fervore e la generosità dei suoi fedeli, che si manifesta nell’alta e aperta considerazione della fede e in innumerevoli iniziative caritative e umanitarie all’interno e all’estero. Al tempo stesso ho sostenuto i miei Confratelli nell’episcopato nel loro non facile compito di seminare il Vangelo in una società segnata da non poche contraddizioni, che minacciano anche la coerenza dei cattolici e del clero stesso. Li ho incoraggiati a far sentire la loro voce sulle attuali questioni morali e sociali e a formare i fedeli laici, affinché siano buon “lievito” nella comunità civile, a partire dalla cellula fondamentale che è la famiglia. In questo senso li ho esortati a riproporre il sacramento del Matrimonio come dono e impegno indissolubile tra un uomo e una donna, ambito naturale di accoglienza e di educazione dei figli. La Chiesa e la famiglia, insieme con la scuola – specialmente quella di ispirazione cristiana – devono cooperare per offrire ai giovani una solida educazione morale, ma in questo compito hanno grande responsabilità anche gli operatori della comunicazione e dell’intrattenimento. Pensando alla dolorosa vicenda degli abusi sessuali su minori commessi da ministri ordinati, ho voluto esprimere ai Vescovi la mia vicinanza, incoraggiandoli nell’impegno di fasciare le ferite e di rafforzare i rapporti con i loro sacerdoti. Nel rispondere ad alcuni interrogativi posti dai Vescovi, mi è stato dato di sottolineare alcuni aspetti importanti: il rapporto intrinseco tra il Vangelo e la “legge naturale”; la sana concezione della libertà, che si comprende e si realizza nell’amore; la dimensione ecclesiale dell’esperienza cristiana; l’esigenza di annunciare in modo nuovo, specialmente ai giovani, la “salvezza” come pienezza di vita, e di educare alla preghiera, dalla quale germogliano le risposte generose alla chiamata del Signore.

Nella grande e festosa Celebrazione eucaristica al Nationals Park Stadium di Washington abbiamo invocato lo Spirito Santo sull’intera Chiesa che è negli Stati Uniti d’America, perché, saldamente radicata nella fede trasmessa dai padri, profondamente unita e rinnovata, affronti le sfide presenti e future con coraggio e speranza, quella speranza che “non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo” (Rm 5,5). Una di tali sfide è certamente quella dell’educazione, e perciò nella Catholic University of America ho incontrato i Rettori di Università e College cattolici, i responsabili diocesani per l’insegnamento e i rappresentanti dei docenti e degli studenti. Il compito educativo è parte integrante della missione della Chiesa, e la Comunità ecclesiale statunitense si è sempre molto impegnata in esso, rendendo al tempo stesso un grande servizio sociale e culturale all’intero Paese. E’ importante che ciò possa continuare. Ed è altrettanto importante curare la qualità degli istituti cattolici, affinché in essi ci si formi veramente secondo “la misura della maturità” di Cristo (cfr Ef 4,13), coniugando fede e ragione, libertà e verità. Con gioia pertanto ho confermato i formatori nel loro prezioso impegno di carità intellettuale.

In un Paese a vocazione multiculturale quale gli Stati Uniti d’America, hanno assunto speciale rilievo gli incontri con i rappresentanti di altre religioni: a Washington, nel Centro Culturale Giovanni Paolo II, con ebrei, musulmani, indù, buddisti e giainisti; a New York, la visita alla Sinagoga. Momenti, specialmente quest’ultimo, molto cordiali, che hanno confermato il comune impegno al dialogo e alla promozione della pace e dei valori spirituali e morali. In quella che si può considerare la patria della libertà religiosa, ho voluto ricordare che questa va sempre difesa con sforzo concorde, per evitare ogni forma di discriminazione e pregiudizio. Ed ho evidenziato la grande responsabilità dei leaders religiosi, sia nell’insegnare il rispetto e la nonviolenza, sia nel tener vive le domande più profonde della coscienza umana. Anche la celebrazione ecumenica, nella chiesa parrocchiale di San Giuseppe, è stata caratterizzata da grande cordialità. Insieme abbiamo pregato il Signore perché aumenti nei cristiani la capacità di rendere ragione, anche con una sempre maggiore unità, dell’unica grande speranza che è in essi (cfr 1 Pt 3,15) per la comune fede in Gesù Cristo.

Altro principale obiettivo del mio viaggio era la visita alla sede centrale dell’ONU: la quarta visita di un Papa, dopo quella di Paolo VI nel 1965 e le due di Giovanni Paolo II, nel ‘79 e nel ‘95. Nella ricorrenza del 60° anniversario della “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo”, la Provvidenza mi ha dato l’opportunità di confermare, nel più ampio e autorevole consesso sovranazionale, il valore di tale Carta, richiamandone il fondamento universale, cioè la dignità della persona umana, creata da Dio a sua immagine e somiglianza per cooperare nel mondo al suo grande disegno di vita e di pace. Come la pace, anche il rispetto dei diritti umani è radicato nella “giustizia”, vale a dire in un ordine etico valido per tutti i tempi e per tutti i popoli, riassumibile nella celebre massima “Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”, o, espressa in forma positiva con le parole di Gesù: “Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro” (Mt 7,12). Su questa base, che costituisce l’apporto tipico della Santa Sede all’Organizzazione delle Nazioni Unite, ho rinnovato, e anche oggi rinnovo, il fattivo impegno della Chiesa Cattolica per contribuire al rafforzamento di relazioni internazionali improntate ai principi di responsabilità e di solidarietà.

Nel mio animo sono rimasti fortemente impressi anche gli altri momenti della mia permanenza a New York. Nella Cattedrale di Saint Patrick, nel cuore di Manhattan – davvero una “casa di preghiera per tutti i popoli” – ho celebrato la Santa Messa per i sacerdoti e i consacrati, venuti da ogni parte del Paese. Non dimenticherò mai con quanto calore mi hanno fatto gli auguri per il terzo anniversario della mia elezione alla sede di Pietro. E’ stato un momento commovente, in cui ho sperimentato in modo sensibile tutto il sostegno della Chiesa per il mio ministero. Altrettanto posso dire per l’incontro con i giovani e i seminaristi svoltosi proprio presso il Seminario diocesano, e che è stato preceduto da una sosta molto significativa in mezzo a ragazzi e giovani portatori di handicap con i loro familiari. Ai giovani, per loro natura assetati di verità e di amore, ho proposto alcune figure di uomini e donne che hanno testimoniato in modo esemplare il Vangelo in terra americana, il Vangelo della verità che rende liberi nell’amore, nel servizio, nella vita spesa per gli altri. Guardando in faccia le tenebre di oggi, che minacciano la vita dei giovani, i giovani possono trovare nei santi la luce che disperde queste tenebre: la luce di Cristo, speranza per ogni uomo! Questa speranza, più forte del peccato e della morte, ha animato il momento carico di emozione che ho trascorso in silenzio nella voragine di Ground Zero, dove ho acceso un cero pregando per tutte le vittime di quella terribile tragedia. Infine, la mia visita è culminata nella Celebrazione eucaristica nello Yankee Stadium di New York: porto ancora nel cuore quella festa di fede e di fraternità, con cui abbiamo celebrato i bicentenari delle più antiche Diocesi dell’America del Nord. Il piccolo gregge delle origini si è enormemente sviluppato, arricchendosi della fede e delle tradizioni di successive ondate di immigrazione. A quella Chiesa, che ora affronta le sfide del presente, ho avuto la gioia di annunciare nuovamente “Cristo nostra Speranza” ieri, oggi e sempre.

Cari fratelli e sorelle, vi invito ad unirvi a me nel rendimento di grazie per la confortante riuscita di questo viaggio apostolico e nel domandare a Dio, per intercessione di Maria Vergine, che esso possa produrre abbondanza di frutti per la Chiesa in America e in tutte le parti del mondo.

[Dopo l’udienza, il Papa ha salutato i presenti in varie lingue. In italiano ha detto:]

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare saluto voi, Religiose di diverse Congregazioni partecipanti all’incontro promosso dall’USMI e invoco lo Spirito Santo perché vi aiuti a proseguire con generosità nella vostra testimonianza evangelica. Saluto voi, Seminaristi della diocesi di Vicenza, accompagnati dal vostro Pastore Monsignor Cesare Nosiglia. Cari amici, vi assicuro la mia vicinanza spirituale e prego perché lo Spirito del Risorto vi illumini nel discernere la vostra vocazione e nel seguirla con fedeltà e gioia. Saluto voi, partecipanti al convegno promosso dalla Pontificia Università della Santa Croce, ed auguro che Cristo sia sempre per voi la Via, la Verità e la Vita.

Il mio pensiero va infine ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. Oggi la liturgia fa memoria del santo Pontefice Pio V che, mosso da profondo amore per la Chiesa, promosse con instancabile ardore la propagazione della fede e riformò il culto liturgico. Il suo esempio e la sua intercessione incoraggino voi, cari giovani, a realizzare in modo autentico e coerente la vostra vocazione cristiana; sostengano voi, cari malati, a perseverare nella speranza e ad offrire le vostre sofferenze in unione a quelle di Cristo per la salvezza dell’umanità; facciano crescere voi, cari sposi novelli, nel reciproco impegno di fedeltà e di amore.

© Copyright 2008 – Libreria Editrice Vaticana

Annunci

Processo a Tareq Aziz, vescovo di Kirkuk: “giustizia, ma nel rispetto dell’uomo”

30 aprile 2008

Tareq Aziz

Dopo 5 anni di detenzione l’ex vice premier di Saddam si presenta davanti al giudice, imputato per l’esecuzione di decine di commercianti nel ‘92. Unico cristiano nell’entourage del raìs è citato, erroneamente, come prova del favore “goduto” da questa comunità sotto la dittatura. Ora rischia la pena di morte.

BAGHDAD (AsiaNews) – “Giustizia, ma nel rispetto dei diritti umani e della dignità della persona, contro ogni condanna capitale”, è l’appello che l’arcivescovo caldeo di Kirkuk, mons. Louis Sako, lancia oggi all’apertura del processo che vede imputato, e a rischio di pena di morte, l’ex vice premier iracheno Tareq Aziz, unico cristiano ai vertici del regime di Saddam Hussein.

Volto pubblico internazionale della dittatura del raìs, è accusato dell’esecuzione di 42 commercianti nel 1992, colpevoli di avere speculato sui prezzi dei generi alimentari, in violazione dei controlli di Stato. L’ex ministro degli Esteri, cristiano caldeo, è spesso citato come prova del favore che i cristiani avrebbero goduto sotto Saddam. “Niente di più falso”, dicono alcuni caldei iracheni profughi in Italia. Nato nel 1936, vicino Mosul da famiglia caldea, Tareq Aziz ha sempre messo in secondo piano la sua appartenenza religiosa, presentandosi prima di tutto come arabo iracheno e membro del Baath. Ha cambiato il suo nome originale, Michael Yohanna, per uno meno compromettente. Davanti alla nazionalizzazione delle scuole cristiane “non ha mosso ciglio”, stessa cosa con il provvedimento per l’insegnamento obbligatorio del Corano.
 
In un’intervista ad AsiaNews del 2003, mons. Jean Benjamin Sleiman, arcivescovo di Baghdad per i cattolici latini, spiegava che “Tareq Aziz non era vice premier perché cristiano, ma perché era un grande amico di gioventù di Saddam. Con lui aveva compiuto anche alcune stragi nei loro primi anni di azione e aveva contribuito alla presa di potere del partito Baath”. Lo stesso presule ricordava che “spesso come minoranza cristiana ottenevamo concessioni non da Aziz, ma da altri ministri musulmani”.
 
E’ la prima volta, da quando si è arreso alle forze Usa nell’aprile 2003, che Aziz, 72 anni, risponde delle accuse che gli sono contestate. Il suo avvocato definisce “infondate” le accuse. A presiedere il processo è il giudice curdo Rauf Rasheed Abdel, lo stesso che pronunciò la condanna a morte di Saddam Hussein. Al banco degli imputati insieme ad Aziz anche altri sette gerarchi dell’ex regime, tra cui il fratellastro di Saddam, Watban Ibrahim Al Hassan, e “Ali il chimico”, già condannato a morte a giugno per il suo ruolo nella campagna Anfal negli anni ‘80, in cui furono uccisi decine di migliaia di curdi. 

* * *

Tariq Aziz on trial, bishop of Kirkuk: “justice, but in respect of man”

After five years of detention, Saddam’s former deputy prime minister goes before the judge, charged with the execution of dozens of merchants in 1992. The only Christian in the entourage of the rais is wrongly cited as proof of the favour “enjoyed” by this community under the dictatorship. Aziz now risks the death penalty.

BAGHDAD (AsiaNews) – “Justice, but in respect for human rights and of the dignity of the person, against any capital sentence”, is the appeal that the Chaldean archbishop of Kirkuk, Louis Sako, issued today at the opening of the trial, with risk of the death penalty, against former Iraqi deputy prime minister Tariq Aziz, the only Christian among the leadership of the regime of Saddam Hussein.

The international public face of the dictatorship of the rais, Aziz is accused of executing 42 merchants in 1992, guilty of having speculated on food prices in violation of state controls.  The former foreign minister, a Chaldean Christian, is often cited as proof of the favour that Christians enjoyed under Saddam.  “Nothing could be more false”, say some Chaldean Iraqi refugees in Italy.  Born to a Chaldean family near Mosul in 1936, Tariq Aziz always put his religious affiliation in second place, presenting himself first of all as an Iraqi Arab and a member of the Baath party.  He changed his original name, Michael Yohanna, for less compromising one.  He “did not bat an eye” at the nationalisation of the Christian schools, nor at the provision for the obligatory teaching of the Qur’an.

In an interview with AsiaNews in 2003, Jean Benjamin Sleiman, archbishop of Baghdad for the Latin Catholics, explained that “Tariq Aziz was not prime minister because he was Christian, but because he was a great childhood friend of Saddam.  He had participated in several massacres with him in their first years of action, and had contributed to the Baath party’s rise to power”.  The archbishop also recalled that “as a Christian minority, we often obtained concessions not from Aziz, but from other Muslim ministers”.

It is the first time since he surrendered to U.S. forces in April of 2003 that Aziz, aged 72, is responding to the accusations against him.  His lawyer calls the accusations “unfounded”.  The trial will be presided over by Kurdish judge Rauf Rasheed Abdel, the same one who pronounced the death sentence against Saddam Hussein.  Also facing charges together with Aziz are seven other top officials of the former regime, including Saddam’s stepbrother Watban Ibrahim Al Hassan and “chemical Ali”, already condemned to death in June for his role in the Anfal campaign in the 1980’s, in which tens of thousands of Kurds were killed.

 

© AsiaNews.it

 

 

Benedetto XVI visitera’ la Francia dal 12 al 15 settembre

29 aprile 2008

L’episcopato invita i pellegrini di tutto il mondo

CITTA’ DEL VATICANO – lunedì, 28 aprile 2008 (ZENIT.org). La visita apostolica di Benedetto XVI in Francia per celebrare i 150 anni delle apparizioni della Madonna a Lourdes avrà luogo dal 12 al 15 settembre, secondo quanto ha annunciato questo lunedì la Conferenza Episcopale Francese.

“I Vescovi di Francia invitano i fedeli a mobilitarsi ampiamente per accogliere il Papa e ringraziare Dio per il messaggio di Lourdes”, afferma un comunicato stampa emesso dall’episcopato.

Da parte loro, i santuari di Nostra Signora di Lourdes hanno invitato “i Vescovi, i sacerdoti e i fedeli di tutto il Paese, in particolare europei, a venire in gran numero per pregare a Lourdes con il Santo Padre”.

In base all’annuncio della Conferenza Episcopale, la prima tappa del viaggio sarà Parigi, dove arriverà venerdì 12.

Dopo aver salutato le autorità francesi (dovrebbe incontrare sia il Presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy che altri rappresentanti della Nazione), il Papa pronuncerà una conferenza nel Collegio dei Bernardini, luogo di ricerca e dibattito per la Chiesa e la società, rivolta al mondo della cultura.

In seguito, come ha annunciato l’episcopato, il Papa visiterà la cattedrale di Notre-Dame “per celebrare i Vespri con i sacerdoti, i diaconi, i religiosi e i seminaristi”.

Rivolgerà poi “un messaggio ai giovani riuniti nell’atrio della cattedrale”.

Sabato 13 settembre il Papa celebrerà la Messa nell’Esplanade des Invalides.

“Durante il suo soggiorno nella capitale, il Papa incontrerà i responsabili di altre confessioni cristiane e i rappresentanti della comunità ebraica e della comunità musulmana”, indica il comunicato.

Nel pomeriggio dello stesso giorno si recherà a Lourdes, dove percorrerà le prime tre tappe del Cammino del Giubileo. La sera, al termine della processione delle fiaccole tipiche del santuario, si rivolgerà ai pellegrini.

Domenica 14 settembre presiederà la Messa solenne a Lourdes per tutti i pellegrini. Nel pomeriggio incontrerà la Conferenza Episcopale di Francia e parteciperà alla processione eucaristica.

La mattina del 15 settembre, il Papa effettuerà la quarta tappa del Cammino del Giubileo e impartirà il sacramento dell’unzione dei malati durante una celebrazione eucaristica. Tornerà a Roma nel pomeriggio del lunedì.

Ulteriori informazioni su http://www.pape-france.org ;
http://www.papeaparis.org e http://www.lourdes2008.org

* * *

Voyage de Benoît XVI en France : appel à la mobilisation

Une visite apostolique d’une portée internationale

CITE’ DU VATICAN – Lundi 28 avril 2008 (ZENIT.org). Le pape Benoît XVI a accepté l’invitation qui lui a été adressée de venir effectuer en France un voyage apostolique à l’occasion du Jubilé du 150e anniversaire des apparitions de Lourdes.

Ce voyage, à Paris, et à Lourdes a une portée internationale, et pas seulement en raison du caractère international du Jubilé. Il aura lieu en effet du vendredi 12 au lundi 15 septembre 2008, au moment où la France présidera l’Union européenne (juillet – décembre 2008).

Les évêques appellent à la mobilisation des catholiques autour de cette visite :

« Les évêques de France expriment au Saint-Père leur reconnaissance. Ils invitent les fidèles à se mobiliser largement pour accueillir le Pape et rendre grâce à Dieu pour le message de Lourdes », déclare un communiqué de la conférence des évêques de France (CEF).

Les sanctuaires Notre-Dame de Lourdes invitent aussi « les évêques, les prêtres et les fidèles de tous les pays, notamment européens, à venir nombreux pour prier à Lourdes avec le Saint Père ».

La première étape du voyage sera à Paris les vendredi 12 et samedi 13 septembre : le pape se rendra au Collège des Bernardins, à Notre Dame, où il rencontrera entre autres les jeunes, et aux Invalides pour une messe ouverte à tous.

La seconde étape sera à Lourdes, du samedi 13 au lundi 15 septembre : le pape, pèlerin, suivra le « chemin du jubilé ».

Ce sera la première visite de Benoît XVI en France depuis son élection au Siège de Pierre le 19 avril 2005. Ce voyage est une « visite apostolique », c’est-à-dire que le pape vient « pour annoncer l’Évangile, confirmer ses frères dans la foi, consolider l’Église, et pour rencontrer l’homme », selon les mots de Jean-Paul II.

Ce sera le 9e voyage apostolique de Benoît XVI hors d’Italie. La dernière visite dans l’hexagone du cardinal Joseph Ratzinger, parfait francophone, et qui connaît bien la France, remonte à juin 2004 : il s’était rendu en Normandie à l’occasion des cérémonies du soixantième anniversaire du Débarquement.

Anita S. Bourdin

* * *

Voyage de Benoît XVI en France : Le pape à Paris

Le pape, la culture et les jeunes

CITE’ DU VATICAN – Lundi 28 avril 2008 (ZENIT.org). Le pape Benoît XVI a accepté l’invitation qui lui a été adressée de venir effectuer en France un voyage apostolique à l’occasion du Jubilé du 150e anniversaire des apparitions de Lourdes. Il sera tout d’abord à Paris, les vendredi 12 et samedi 13 septembre.

Le pape arrivera à Paris le vendredi 12 septembre. Après avoir salué les autorités de l’État, il se rendra au Collège des Bernardins pour y prononcer une conférence à l’adresse du monde de la culture.

Les Bernardins

Sept siècles et demi après sa fondation, le collège des Bernardins sera ouvert au public à partir du 5 septembre 2008. Il a pour vocation d’être « un lieu de recherche et de débat pour l’Eglise et pour la société autour de l’homme et de son avenir ».

La programmation du Collège accorde une place importante à la création contemporaine (arts plastiques, musique, cinéma), aux colloques et débats ouverts aux intervenants de tous horizons, parallèlement à la mission de formation assurée en son sein par l’École Cathédrale.

Le cardinal André Vingt-Trois, archevêque de Paris, a déclaré à ce sujet : « En prenant mes fonctions d’Archevêque de Paris, j’ai reçu le projet du Collège des Bernardins né de l’intuition du Cardinal Lustiger. C’est un projet de grande ampleur, tant pour la communauté de l’Eglise de Paris que pour notre ville entière. Son enjeu est d’importance: il s’agit d’offrir un lieu du dialogue intellectuel et spirituel sans lequel les grands tournants de l’histoire ne peuvent se prendre dans la sérénité. Je le soutiens de toute mon énergie, avec les forces vives de l’Église de Paris et notamment, l’École Cathédrale ».

Rendez-vous avec les jeunes à Notre-Dame

Benoît XVI ira ensuite à la cathédrale Notre-Dame de Paris pour célébrer les vêpres avec les prêtres, diacres, religieux et séminaristes.

Il adressera un message aux jeunes rassemblés sur le parvis de la cathédrale. L’accès au parvis sera réservé, sur invitation, à des jeunes d’Île-de-France de 15 à 35 ans (cf. jeunes@papeaparis.org ). Les invitations seront transmises par les diocèses. Les jeunes sont particulièrement invités à venir à la rencontre de Benoît XVI, spécialement ceux qui auront participé aux JMJ à Sydney au mois de juillet 2008.

Des écrans placés sur l’itinéraire du pape et autour de la cathédrale permettront à tous de participer et de suivre les allocutions.

Le samedi 13, le pape présidera la messe ouverte à tous sur l’esplanade des Invalides, à 10 h. Les chorales déjà constituées souhaitant rejoindre le chœur de 1000 choristes réunis pour cette célébration doivent se manifester à chorale@papeaparis.org.

A l’occasion de son séjour à Paris, le pape souhaite également rencontrer des responsables des autres confessions chrétiennes et des représentants de la communauté juive et de la communauté musulmane.

Le pape quittera Paris pour Lourdes dans l’après-midi.

Anita S. Bourdin

* * *

Voyage de Benoît XVI en France : Le pape pèlerin à Lourdes

Le pape auprès des malades

CITE’ DU VATICAN – Lundi 28 avril 2008 (ZENIT.org) – Le pape Benoît XVI a accepté l’invitation qui lui a été adressée de venir effectuer en France un voyage apostolique à l’occasion du Jubilé du 150e anniversaire des apparitions de Lourdes. Après Paris, sa seconde étape sera donc à Lourdes, où les malades seront à l’honneur, du samedi 13 au lundi 15 septembre.

Le samedi en fin d’après-midi, le pape Benoît XVI effectuera les trois premières étapes du chemin du Jubilé du 150e anniversaire des apparitions de la Vierge Marie à Bernadette Soubirous, en 1858.

Chemin du Jubilé

Rappelons que le « chemin du jubilé » est proposé à tous les pèlerins pour entrer dans l’esprit du Jubilé. Il comporte quatre étapes : l’église paroissiale de Lourdes, le « cachot », la Grotte de Massabielle, et enfin, l’oratoire de l’hôpital de Lourdes.

C’est dans l’église paroissiale que sont conservés les fonts baptismaux sur lesquels Bernadette Soubirous a été baptisée le 9 janvier 1844. Avant d’être une voyante, Bernadette est une chrétienne. Elle a été déclarée ‘sainte’ parce qu’elle a magnifiquement vécu la grâce de son baptême, rappelle la première étape du « chemin du jubilé ».

La deuxième tape, le « cachot », est l’ancienne prison de Lourdes où la famille Soubirous vivait au temps des apparitions. Bernadette y connaît la faim, la fièvre, le froid et le déshonneur d’une famille ruinée. Cependant c’est elle que la Vierge Marie choisit pour la charger d’un message qui, depuis 150 ans, apporte l’espérance à de nombreux pèlerins.

A la grotte de Massabielle, la Vierge Marie apparaît à Bernadette Soubirous à 18 reprises, à partir du 11 février 1858 et jusqu’au 16 juillet, fête de Notre-Dame du Mont Carmel. C’est le lieu du dialogue direct entre la Vierge et Bernadette. Au cœur des Sanctuaires, la Grotte demeure l’espace par excellence du secret, de la prière, de la confidence et de la grâce. Marie a demandé à la jeune fille « voulez-vous me faire la grâce de venir ici pendant quinze jours ? »

Procession mariale

Le samedi 13 septembre au soir, à la fin de la procession mariale « aux flambeaux », le pape adressera la parole aux pèlerins.

On se souvient que la Vierge Marie a demandé une procession lors de la 13e apparition du 2 mars 1858. Marie a en effet chargé Bernadette Soubirous de ce message : « Allez dire aux prêtres qu’on vienne ici en procession […] ». Très tôt, dès juillet 1864, les premières processions sont organisées.

Habituellement, la procession mariale part de la Grotte pour finir sur l’esplanade du Rosaire. La procession du samedi 13 septembre au soir se déroulera intégralement sur l’esplanade.

Le dimanche 14 septembre, Benoît XVI présidera la Messe solennelle pour les pèlerins.

Conférence des évêques de France

L’après-midi, il rencontrera la Conférence des évêques de France. Depuis 1966 en effet, les évêques de France se réunissent en assemblée plénière à Lourdes à l’automne. Depuis 2004, ils se retrouvent aussi au printemps.

Expression du fonctionnement collégial de l’Eglise, la Conférence des évêques de France est l’instance de collaboration entre les évêques au service de l’Eglise catholique en France. Les assemblées plénières rassemblent tous les évêques en exercice, y compris les évêques des départements et territoires d’outre-mer.

Procession eucharistique

Et Benoît XVI conclura ensuite la procession eucharistique. Habituellement, la procession eucharistique part de la prairie pour aboutir à la basilique Saint Pie X. Le dimanche 14 septembre, la procession se déroulera intégralement sur la prairie en raison du grand nombre de participants.

Le lundi matin, 15 septembre, le pape effectuera la quatrième étape du chemin du jubilé, à l’oratoire de Notre-Dame de Lourdes, qui se trouve dans l’ancien hospice et école tenus par les sœurs de la Charité de Nevers et de l’Instruction Chrétienne. C’est là que Bernadette Soubirous a fait sa première communion le 3 juin 1858. C’est également là qu’elle a appris à servir les malades et les plus pauvres.

L’onction des malades

Enfin, Benoît XVI donnera le sacrement de l’onction des malades au cours d’une célébration eucharistique.

Dès les origines, les personnes malades ont toujours été présentes à Lourdes. Beaucoup de guérisons se sont réalisées à partir de la découverte de la source.

Dans les Sanctuaires Notre-Dame de Lourdes, les personnes malades ont toujours fait l’objet d’une attention spéciale. Des personnes se sont mises à leur service : les hospitaliers. Des centres d’hébergement spécifiques ont été édifiés : les « Accueils de malades ». Dans les églises, les premières places leur sont réservées.

L’attention particulière portée à ceux qui souffrent se manifeste aussi dans les sacrements notamment celui de l’onction des malades. Ce sacrement est destiné aux personnes malades qui luttent pour rester fidèles à l’Alliance avec Dieu, dans les souffrances et les difficultés. « Quelqu’un parmi vous est-il malade ? Qu’il appelle les presbytres de l’Eglise et qu’ils prient sur lui après l’avoir oint d’huile au nom du Seigneur », dit saint Jacques (Epître, chap. 5 verset 13).

Benoît XVI regagnera Rome le lundi après-midi.

Anita S. Bourdin

© ZENIT.org

* * *

El Papa visitará Francia del 12 al 15 de septiembre

El episcopado invita a peregrinos de todo el mundo

CIUDAD DEL VATICANO, 28, abril 2008 (ZENIT.org).- La visita apostólica de Benedicto XVI a Francia para celebrar los 150 años de las apariciones de la Virgen María en Lourdes tendrá lugar del 12 al 15 de septiembre, según ha anunciado este lunes la Conferencia Episcopal de Francia.

«Los obispos de Francia invitan a los fieles a movilizarse ampliamente para acoger al Papa y dar gracias a Dios por el mensaje de Lourdes», afirma un comunicado de prensa emitido por el episcopado.

Por su parte, los Santuarios de Nuestras Señora de Lourdes han invitado también a «los obispos, los sacerdotes y fieles de todo el país, en particular europeos, a venir en gran número para rezar en Lourdes con el Santo Padre».

Según el anuncio de la Conferencia Episcopal, la primera etapa del viaje papal será París, adonde llegará el viernes 12.

Tas saludar a las autoridades francesas (debería haber encuentros tanto con el presidente de la República, Nicolas Sarkozy, como con otros representantes de la nación), el Papa pronunciará una conferencia en el Colegio de los Bernardinos, lugar de investigación y debate para la Iglesia y la sociedad, dirigida al mundo de la cultura.

A continuación, según ha anunciado el episcopado, el Papa visitará la catedral de Notre-Dame de París «para celebrar las vísperas con los sacerdotes, los diáconos, los religiosos y seminaristas».

Luego «dirigirá un mensaje a los jóvenes reunidos en el atrio de la catedral».

El sábado, 13 de septiembre, el Papa celebrará la misa en la Explanada de los Inválidos.

«Durante su estancia en la capital el Papa mantendrá encuentros con los responsables de otras confesiones cristianas, y con los representantes de la comunidad judía y de la comunidad musulmana», indica el comunicado.

En la tarde de ese mismo día viajará a Lourdes, donde recorrerá las tres primeras etapas del Camino del Jubileo. En la noche, al final de la procesión de las antorchas típicas del santuario, dirigirá su palabra a los peregrinos.

El domingo, 14 de septiembre, presidirá la misa solemne en Lourdes para todos los peregrinos. En la tarde, mantendrá un encuentro con la Conferencia Episcopal de Francia y participará en la procesión eucarística.

Por último, el 15 de septiembre por la mañana, el Papa efectuará la cuarta etapa del camino del jubileo e impartirá el sacramento de la unción a enfermos durante una celebración eucarística. Regresará a Roma ese lunes por la tarde.

Más información en http://www.pape-france.org y http://www.papeaparis.org y http://www.lourdes2008.org

* * *

Pope to Visit France Sept. 12-15

PARIS, APRIL 28, 2008 (Zenit.org).- The French episcopal conference confirmed today the dates for Benedict XVI’s trip to France marking the 150th anniversary of the Lourdes apparitions.

The Pope will arrive in Paris on Sept. 12. He is scheduled to meet with civil leaders, including President Nicolas Sarkozy. Later on, he will give a discourse directed to the world of culture.

That evening in the Cathedral of Notre Dame, the Holy Father will celebrate vespers with priests, deacons, religious and seminarians. Afterward, he will give an address to youth.

On Saturday, Sept. 13, the Pontiff will celebrate a public Mass. Also during his time in the capital city, Benedict XVI will meet with representatives of other Christian confessions, as well as Jewish and Muslim leaders, the French bishops reported.

Saturday afternoon, the Holy Father will travel to Lourdes, where he will give an address to the pilgrims.

Sunday, Sept. 14, the Pope will preside over a solemn Mass with the pilgrims. That afternoon, he will meet with French bishops and participate in a Eucharistic procession.

The next day, the Holy Father will administer the anointing of the sick during a Mass. He will return to Rome that Monday afternoon.

© ZENIT.org

Nunzio Apostolico per la giovane comunità cattolica in Mongolia

27 aprile 2008

Monsignor Osvaldo Padilla, Nunzio Apostolico in Corea

CITTA’ DEL VATICANO – Domenica, 27 aprile 2008 (ZENIT.org). Benedetto XVI ha nominato Nunzio Apostolico in Mongolia monsignor Osvaldo Padilla, Arcivescovo titolare di Pia, da poco anche Nunzio Apostolico in Corea.

Nato 65 anni fa nelle Filippine, nel 1990 è stato nominato da Giovanni Paolo II Nunzio Apostolico a Panama, venendo elevato alla dignità di Arcivescovo. In seguito è stato rappresentante del Papa in Sri Lanka (1994-1998), Nigeria (1998-2003) e Costa Rica (2003-2008).

I primi missionari dopo il comunismo – un belga e due filippini – sono arrivati in Mongolia nel 1992, quando la Santa Sede ha intavolato relazioni diplomatiche con il Paese, dove praticamente nessuno aveva mai sentito parlare di Gesù.

Oggi la Chiesa in Mongolia ha un Vescovo, monsignor Wenceslao Padilla, della Congregazione del Cuore Immacolato di Maria, prefetto apostolico di Ulan Bator e alla guida di una piccola comunità cattolica nata allora. Ogni anno riceve circa 100 battesimi.

* * *

Nuncio Named for Mongolia

ULAN BATOR- Mongolia, APRIL 27, 2008 (Zenit.org). Benedict XVI named the new apostolic nuncio to Korea, Archbishop Osvaldo Padilla, to also be the apostolic nuncio to Mongolia.

The Filipino archbishop succeeds Archbishop Emil Paul Tscherrig, who in January was named nuncio to Sweden, Denmark, Finland, Iceland and Norway.

Archbishop Osvaldo Padilla, 65, was named April 12 as apostolic nuncio to Korea.

He has also served as nuncio to Panama (1990-1994), Sri Lanka (1994-1998), Nigeria (1998-2003) and Costa Rica (2003-2008).

After the fall of Communism in the early 1990s, the first Catholic missionaries — a Belgian and two Filipinos — arrived to Mongolia, where few people had heard of Jesus Christ. The Holy See established diplomatic relations with the formally Communist country in 1992.

Today the Church in Mongolia consists of one apostolic prefecture in Ulan Bator. An apostolic prefecture is generally the first step toward the establishment of a diocese.

Bishop Wenceslao Padilla of the Congregation of the Immaculate Heart of Mary leads the apostolic prefecture, which reports about 100 baptisms a year.

Tibetan Buddhism is the most widely practiced religion in the country.

* * *

Nuncio apostólico para la recién nacida comunidad católica en Mongolia

Monseñor Osvaldo Padilla, nuncio apostólico en Corea.

CIUDAD DEL VATICANO, domingo, 27 abril 2008 (ZENIT.org).- Benedicto XVI ha nombrado nuncio apostólico en Mongolia a monseñor Osvaldo Padilla, a quien hace poco había nombrado también nuncio apostólico en Corea.

Nacido hace 65 años en Filipinas, Juan Pablo II le nombró en 1990 nuncio apostólico en Panamá, elevándole a la dignidad de arzobispo. Posteriormente ha sido representante del Papa en Sri Lanka (1994-1998), Nigeria (1998-2003) y Costa Rica (2003-2008).

Los primeros misioneros tras el comunismo llegaron a Mongolia en 1992 (cuando la Santa Sede entabló relaciones diplomáticas con el país), un belga y dos filipinos. En el país en ese momento prácticamente nadie había oído hablar de Jesús.

Hoy la Iglesia en el país cuenta con un obispo, monseñor Wenceslao Padilla, de la Congración del Corazón Inmaculado de María, prefecto apostólico de Ulán Bator, que guía a una pequeña comunidad católica surgida desde entonces. Cada año recibe unos 100 bautismos.

© Zenit.org

Visita del nuncio en Paraguay al presidente electo Fernando Lugo

25 aprile 2008

Monseñor Orlando Antonini y Fernando Lugo

Jorge Saenz / Foto AP

El Vaticano anunciará su postura sobre el obispo suspendido en un comunicado

ASUNCIÓN, viernes, 25 abril 2008 (ZENIT.org).- El nuncio apostólico en Paraguay, monseñor Orlando Antonini visitó el jueves al obispo suspendido “a divinis” Fernando Lugo, presidente electo de Paraguay.

El nuncio Antonini felicitó a Lugo por su triunfo en las elecciones del pasado domingo y le hizo entrega de una pluma como obsequio del Papa Benedicto XVI

“El Vaticano tiene una postura sobre el caso de monseñor Fernando Lugo que se dará a conocer próximamente a través de un comunicado”, dijo el nuncio a los periodistas tras la entrevista.

La Santa Sede rechazó la renuncia de Lugo a su ministerio episcopal y lesuspendió “a divinis”, conforme a la ley canónica, or abandonar su ministerio y dedicarse a la política.

Por su parte, el presidente electo pidió el lunes perdón a la Iglesia. “Si mi actitud y mi desobediencia causaron dolor, pido sinceramente perdón a los miembros de la Iglesia”, dijo a periodistas internacionales.

Recientemente, el padre Federico Lombardi S.I., director de la Oficina de Información de la Santa Sede, informó que se analizará “con calma” y “sin prisas” el caso, y sostuvo que cualquier decisión sobre el asunto deberá ser tomada por el Papa Benedicto XVI.

Por Nieves San Martín

© ZENIT.org