Non solo Champions, oggi i quarti di finale della Clericus Cup

CITTA’ DEL VATICANO – Sabato, 5 aprile 2008 (Vatican Diplomacy). Tra l’andata ed il ritorno dei quarti di Champions League, anche la Clericus Cup, il campionato mondiale pontificio, torna in campo sabato 5 aprile con le sue magnifiche otto, impegnate negli scontri diretti per continuare il cammino verso la famosa Coppa col Saturno. Vedremo quale sarà più in forma dopo la sosta pasquale, che magari riserverà qualche postuma sorpresa.

Dei quattro confronti, il match più atteso, inedito nelle prime edizioni della Clericus, è quello che opporrà il seminario del Mater Ecclesiae a quello del Sedes Sapientiae; gara latina nel nome e latinoamericana nel gioco. Salvo rare eccezioni i ventidue in campo sono infatti per lo più sudamericani, con molti messicani in campo nell’una e nell’altra parte. Due squadre capaci di ottime giocate e ricche di talenti. Entrambe hanno ben figurato nella prima parte del torneo, sotto la guida più tattica che spirituale dei rispettivi mister: il messicano Rosales e il basco Yarza.

Redemptoris Mater – Seminario Romano Maggiore è invece il derby nazionale. Sono infatti le due uniche superstiti con italiani in rosa. Partita dai molti risvolti: due allenatori capitolini per entrambe, il laziale Simone Biondi per i campioni in carica neocatecumenali ed il granata Matarrese per i lateranensi. Partita da tifo alle stelle, considerato il grande calore e colore, che hanno sempre avuto i supporter gialloblu e biancorossi. Qualche ricordo nell’unico precedente di un anno fa: dalla espulsione del mister Biondi, pentitosi a fine gara per chissà quale peccato, al 2-0 finale neocatecumenale, in rete con Gboko (assente per infortunio quest’anno) e su rigore con il biondo Tisato, anche quest’anno decisivo in molte delle partite del Red Mat. E il ping pong dei simpatici tra i “seminaristi” del Papa e non.

Derby vero, quello del Gianicolo, tra i vicini di casa del Collegio Urbano e il North American College. Lo scorso anno per le due formazioni fu questa la gara d’esordio, che finì, dopo un enigmatico 0-0 con gli statunitensi ok 4-3 ai rigori. Anche nella regular season 2008 l’undici di O’Mullane si è rivelato invincibile dal dischetto (ben 3 vittorie nelle ultime 3 gare sono arrivate ai penalty), ma il gioco espresso dai “leoni” africani e la grande verve realizzativa sotto porta del capocannoniere congolese Mbimi sposta il pronostico “no USA, for Africa”. A cantare “We are the world” – chiedere al portiere camerunese Djon Limay – stavolta sarà l’Urbano. E c’è da credergli spulciando le nazionalità del team allenato dal camerunense don Emile Dibongue: vi sono tutti e 5 i continenti rappresentati!

Nell’ultimo quarto tra Ucro e Pio Latinoamericano, la scuola calcistica esteuropea (croati e ucraini) gioca contro il ritmo sudamericano. Solo un miracolo extracalcistico potrebbe qualificare i seminaristi del collegio fondato da Pio IX. A meno che la Pasqua non abbia modificato il trend passato. Mister Denis Boban, capitan Balajc, superMario Buljevic e i due oriundi verdeoro Istchuk e Kalevski non sono tipi da concedere regalie. L’Ucro pensa già alla semifinale, che si giocherà sabato 19 aprile, anche se nei 60 minuti bisognerà sudare. E occhio ai supplementari. A partire da adesso, trattandosi di match da dentro o fuori, ci saranno due tempi da overtime, prima dei rigori.

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