Clericus Cup: Trionfa il Mater Ecclesiae

CITTA’ DEL VATICANO – Sabato, 3 maggio 2008 (Vatican Diplomacy). Sopra la Cupola di San Pietro il cielo è biancoazzurro, le tinte della Madonna, i colori del Mater Ecclesiae, che in finale supera per 2-1 nel derby tutto mariano i campioni in carica del Redemptoris Mater.

Alla sua seconda edizione, la Clericus Cup assegna il titolo sotto l’ombra della Cupola di San Pietro sacerdoti e seminaristi per lo più latinoamericani e soprattutto messicani. Cosi’ dagli spalti parte il coro piu’ amato dai tifosi targati Mexico, un classico ‘Cielito lindo’. Mater Ecclesiae batte Redemptoris Mater 2-1, ed e’ un cambio della guardia dopo la vittoria dello scorso anno degli sconfitti di oggi, i neocatecumenali.
Resta la festa di un calcio che vuol esser diverso, ma e’ a suo modo agonistico. All’oratorio San Pietro, invece dei gagliardetti ci sono le immagini della Madonna da scambiarsi e invece che l’inno si recita l’Ave Maria.

Si gioca in una cornice di festa, con cinquecento supporters a gremire gli spalti armati di voce, piatti di carta al posto di trombe e tamburi banditi perche’ provocavano troppo chiasso e infastidiscono il vicinato. Sullo sfondo, suggestiva piu’ che mai, la cupola di San Pietro.

E’ questa la vera festa dello sport. I cori si fondono. I fan del Mater Ecclesiae, squadra con l’anima latino-americana, ed il cuore nero africano di Salomone “re” della difesa, a maggioranza messicana, intonano: ”Si se puede”, parafrasando lo ”Yes we can” di Barak Obama e poi cantano a squarciagola il più nazionalista Cielito lindo. Piu’ colorati con tanto di piatti gialli e blu come il colore della maglia dei loro confratelli scudettati i sostenitori dei campioni, che dall’Alma Redemptoris Mater, alternano cori da stadio pro Red Mat. Il 2-1 finale e’ siglato dai gol di Botero e Miranda per i vincitori e di Giacomo Piermarini per i neocatecumenali. La partita e’ accesa, divertente. Nessuno si tira indietro e nessuno molla, tutti vogliono vincere ”perche’ in campo valgono le regole del calcio” dicono alcuni sostenitori fuori dal rettangolo verde.

Un altro calcio e’ possibile, lo slogan del torneo. E l’immagine piu’ emblematica e’ quella di Simone Pegoraro, portiere del Redemptoris Mater: durante tutto l’incontro non perde mai il sorriso, nemmeno quando viene superato per due volte dagli avversari. ”Sono contento – dice a fine incontro – anche per loro. Siamo tutti amici. Vincere e’ bello ma non e’ fondamentale. L’anno scorso e’ toccato a noi, ora sono loro i vincitori. Ci siamo divertiti e in fondo e’ stata una bella partita”.

E i vincitori? Esultano per la vittoria al fischio finale con una corsa sotto la tribuna a ringraziare i propri sostenitori: amici, colleghi di seminario, parenti. Corre verso la tribuna anche Marco Rosales (miglior allenatore del torneo ) che del Mater Ecclesiae oltre ad essere l’allenatore e’ il trascinatore. ”Sono contento della vittoria – dice – Ringrazio Dio. E soprattutto ringrazio questi giovani”.

Due a uno è terminata anche la finalina per il terzo posto, tra UCro e Pontificio Collegio Americano del Nord. Per il bronzo però sono stati necessari i tempi di supplementari. Al gol del croato Antolovic ha risposto quello a stelle e strisce di Morrison. Nell’extratime ha deciso per l’Ucro il brasiliano Joao Kalevski, al suo sesto gol nella Clericus Cup.

Alla fine delle gare lo sponsor Probios, azienda di prodotti biologici, ha premiato come miglior allenatore del torneo Marco Rosales, del Mater Ecclesiae, lo sponsor tecnico Lotto il miglior cannoniere della Clericus Cup 2008 Alfred Mbimi del Pontificio Collegio Urbano (autore di 12 reti). Il premio come miglior portiere offerto dal main sponsor Inassitalia se l’ è assicurato invece Marijo Buljevic dell’Ucro. Il Csi Roma ha quindi premiato – a sottolineare evangelicamente il primato degli ultimi – anche la squadra ultima classificata: l’Almo Collegio Capranica, mai una vittoria nel torneo. Infine l’intero staff della Clericus Cup ha voluto ricordare con il premio “Scatto d’autore – 1° Memorial Daniele Colarieti”, il fotografo ufficiale del torneo, scomparso un anno fa. Il premio, una fotografia del torneo in trasparenza inclusa in un cristallo, andrà al messicano Javier Arreola, centrocampista del Mater Ecclesiae, autore del gesto tecnico più spettacolare della Clericus Cup: la sua fulminea rovesciata volante, gol del pareggio nella semifinale contro l’Ucro.

Finale Clericus Cup 2008

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