Il papa escluso dalla classifica del Time. La soddisfazione della Santa Sede

Scoppia un caso giornalistico dopo l’“esclusione” di papa Benedetto XVI dalla top list dei 100 personaggi più influenti del mondo, stilata ogni anno dal famoso settimanale statunitense. Una classifica che ogni anno fa discutere.

The 2008 Time 100 cover


di Angela Ambrogetti

“Mi fa molto piacere che il papa non ci sia nell’elenco delle 100 persone più influenti al mondo stilato dal ‘Time’ perchè vengono utilizzati criteri assolutamente estranei a valutazioni sulla sua autorità morale e religiosa; trovo positivo non confondere il tipo di autorità e di servizio del papa con altri criteri mondani”. Dichiarazione un po’ a denti stretti quella del direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, dopo l’“esclusione” di papa Benedetto XVI dalla top list dei 100 personaggi più influenti del mondo. Una classifica che ogni anno fa discutere. Giovanni Paolo II ebbe ben tre copertine, tra cui quella di “Uomo dell’anno”, ma erano altri tempi: quelli del crollo del muro, della perestrojka, della fine del comunismo.

Il dato odierno anima il dibattito, perché Benedetto XVI era stato in classifica per ben tre anni consecutivi. Nel 2005, ancora come Joseph Ratzinger, custode della ortodossia cattolica. Già nel 2006, nella scheda preparata dalla scrittrice statunitense Peggy Noonan, BenedettoXVI era descritto come l’uomo che affrontava la sfida di successore di Giovanni Paolo II con la prima sorprendente Enciclica sull’Amore. “Non ha il carisma del giovane Giovanni Paolo II, ma le udienze sono sempre affollate”, si leggeva. Nel 2007, infine, tra i 100 del Time ancora una volta il papa. A tratteggiare il suo profilo, Vittorio Messori, autore del libro intervista “Rapporto sulla Fede” con l’allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede. ”Non è facile essere il successore di Karol Wojtyla, un papa in technicolor; – scriveva Messori – dopo il sentimento slavo arriva la seriosità tedesca, un carisma differente che mostra come la Chiesa cattolica abbia spazio per far risplendere tutte le differenti qualità umane”. Poi, l’assenza del 2008, ancora più strana dopo il trionfo del viaggio del papa negli USA.

I nomi, proposti dai corrispondenti e votati dai lettori, sono circa 200: politici, inventori, scienziati, attori, sportivi che “influenzano” il mondo. O forse che hanno più spazio nei media. E sono i media vaticani a reagire alla assenza del papa sul Time 100. Il direttore dell’Osservatore Romano, Gian Maria Vian, in una intervista al Tg1 parla di diversi criteri giornalistici e sposta il discorso sulla prima donna in redazione (non si sa a che proposito). Glissa anche Padre Lombardi.

Nel Time 100 del 2008 ci sono anche il Dalai Lama e il patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I che “ha saputo trasformare la sua debolezza politica in forza ,anche per l’ impegno ambientale”, come spiegato da Rowan Williams, arcivescovo di Canterbury. Il numero 7 della lista, l’attuale presidente degli Stati Uniti George W. Bush, è descritto invece da un articoletto a firma di Silvio Berlusconi: “Un presidente che sente soprattutto l’obbligo morale che la guida di una nazione del mondo libero deve portare”. La lista è divisa in 5 sezioni: “leader e rivoluzionari”, “eroi e pionieri”, “scienziati e pensatori”, “artisti e intrattenitori”, “costruttori e magnati”.

Fra i leader, la guida spirituale tibetana, raccontata da Deepak Chopra, il medico indiano studioso del benessere psicofisico. Poi il presidente russo Vladimir Putin, descritto dall’ex segretario di Stato Usa, Madeleine Allbright. Ci sono i candidati alle presidenziali Usa, il presidente cinese Hu Jintao, Michelle Bachelet, presidente del Cile, raccontata da Hillary Clinton; Tony Blair, sempre nella categoria “eroi e pionieri”, descritto da Bill Clinton. Dal continente indiano Sonia Gandhi, unica “italiana influente”, è disegnata dalla penna della scrittrice Shashi Tharoor.

Di scelte discutibili comunque ce ne sono diverse, ma resta il fatto che il Vaticano accusa il colpo e forse ancora di più i media vaticani che sembrano non comunicare al meglio il messaggio del pontefice. E’ stato evidente negli Usa dove Ratzinger è stato pienamente se stesso e in molti hanno scoperto il suo limpido sguardo di fanciullo. Non sappiamo quando la classifica sia stata composta, magari prima del successo del viaggio, prima di quell’incontro con le vittime degli abusi sessuali, prima della preghiera a Ground Zero e prima del discorso sui diritti dell’uomo all’Onu. Forse ora il più scontento della scelta del Time sarà il “mediaticissimo” Segretario di Stato Vaticano il cardinale Tarcisio Bertone, magari potrebbe essere un invito a concludere quella ristrutturazione dei media vaticani di cui da anni si favoleggia.

© Copyright Korazim.org

The American Pope Cover April 14, 2008
La copertina dedicata da TIME al Papa per le proprie edizioni mondiali il 14 aprile 2008

(Con l’esclusione dell’edizione europea)

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