Vaticano: per padre Funes l’ipotesi sull’esistenza di extraterrestri non contrasta con la fede

CITTA’ DEL VATICANO – Martedì, 13 maggio 2008 (Vatican Diplomacy). Pubblichiamo in anteprima un interessante articolo che apparirà sull’Osservatore Romano di domani 14 maggio:

* * *


L’extraterrestre è mio fratello

Il rapporto tra astronomia e fede in un’intervista a padre Funes, direttore della Specola Vaticana

E quindi uscimmo a riveder le stelle”. Cita Dante – il celebre verso che chiude l’ultimo canto dell’Inferno – per descrivere la missione dell’astronomia. Che è anzitutto quella di “restituire agli uomini la giusta dimensione di creature piccole e fragili davanti allo scenario incommensurabile di miliardi e miliardi di galassie”. E se poi scoprissimo di non essere i soli ad abitare l’universo? L’ipotesi non lo inquieta più di tanto. È possibile credere in Dio e negli extraterrestri. Si può ammettere l’esistenza di altri mondi e altre vite, anche più evolute della nostra, senza per questo mettere in discussione la fede nella creazione, nell’incarnazione, nella redenzione. Parola di astronomo e di sacerdote. Parola di José Gabriel Funes, direttore della Specola Vaticana.

Argentino, quarantacinque anni, gesuita, dall’agosto del 2006 padre Funes ha le chiavi della storica sede nel Palazzo Pontificio di Castel Gandolfo, che Pio XI concesse all’osservatorio vaticano nel 1935. Fra circa un anno le restituirà, per ricevere quelle del monastero delle basiliane situato al confine tra le Ville Pontificie e Albano, dove si trasferiranno gli studi, i laboratori e la biblioteca della Specola. Unisce modi cortesi e pacati a quel leggero distacco dalle cose terrene di chi è abituato a tenere gli occhi rivolti verso l’alto. Un po’ filosofo e un po’ investigatore, come tutti gli astronomi. Contemplare il cielo è per lui l’atto più autenticamente umano che si possa fare. Perché – spiega a “L’Osservatore Romano” – “dilata il nostro cuore e ci aiuta a uscire dai tanti inferni che l’umanità si è creata sulla terra: le violenze, le guerre, le povertà, le oppressioni”.

Come nasce l’interesse della Chiesa e dei Papi per l’astronomia?

Le origini si possono far risalire a Gregorio XIII, che fu l’artefice della riforma del calendario nel 1582. Padre Cristoforo Clavio, gesuita del Collegio romano, fece parte della commissione che studiò questa riforma. Tra Settecento e Ottocento sorsero ben tre osservatori per iniziativa dei Pontefici. Poi nel 1891, in un momento di conflitto tra il mondo della Chiesa e il mondo scientifico, Papa Leone XIII volle fondare, o meglio rifondare, la Specola Vaticana. Lo fece proprio per mostrare che la Chiesa non era contro la scienza ma promuoveva una scienza “vera e solida”, secondo le sue stesse parole. La Specola è nata dunque con uno scopo essenzialmente apologetico, ma col passare degli anni è divenuta parte del dialogo della Chiesa col mondo.

Lo studio delle leggi del cosmo avvicina o allontana da Dio?

L’astronomia ha un valore profondamente umano. È una scienza che apre il cuore e la mente. Ci aiuta a collocare nella giusta prospettiva la nostra vita, le nostre speranze, i nostri problemi. In questo senso – e qui parlo come prete e come gesuita – è anche un grande strumento apostolico che può avvicinare a Dio.

Eppure molti astronomi non perdono occasione per fare pubblica professione di ateismo.

Direi che è un po’ un mito ritenere che l’astronomia favorisca una visione atea del mondo. Mi sembra che proprio chi lavora alla Specola offra la testimonianza migliore di come sia possibile credere in Dio e fare scienza in modo serio. Più di tante parole conta il nostro lavoro. Contano la credibilità e i riconoscimenti ottenuti a livello internazionale, le collaborazioni con colleghi e istituzioni di ogni parte del mondo, i risultati delle nostre ricerche e delle nostre scoperte. La Chiesa ha lasciato un segno nella storia della ricerca astronomica.

Ci faccia qualche esempio.

Basterebbe ricordare che una trentina di crateri della luna portano i nomi di antichi astronomi gesuiti. E che un asteroide del sistema solare è stato intitolato al mio predecessore alla direzione della Specola, padre George Coyne. Si potrebbe richiamare inoltre l’importanza di contributi come quelli di padre O’Connell all’individuazione del “raggio verde” o di fratello Consolmagno al declassamento di Plutone. Per non parlare dell’attività di padre Corbally – vicedirettore del nostro centro astronomico di Tucson – che ha lavorato con un team della Nasa alla recente scoperta di asteroidi residui della formazione di sistemi binari di stelle.

L’interesse della Chiesa per lo studio dell’universo si può spiegare col fatto che l’astronomia è l’unica scienza che ha a che fare con l’infinito e quindi con Dio?

Per essere precisi, l’universo non è infinito. È molto grande ma è finito, perché ha un’età: circa quattordici miliardi di anni, secondo le nostre conoscenze più recenti. E se ha un’età, significa che ha un limite anche nello spazio. L’universo è nato in un determinato momento e da allora si espande continuamente.

Da che cosa ha avuto origine?

Quella del big bang resta, a mio giudizio, la migliore spiegazione dell’origine dell’universo che abbiamo finora dal punto di vista scientifico.

E da allora che cosa è successo?

Per trecentomila anni la materia, l’energia, la luce sono rimaste unite in una sorta di miscela. L’universo era opaco. Poi si sono separate. Così noi adesso viviamo in un universo trasparente, possiamo vedere la luce: quella delle galassie più lontane, per esempio, che è arrivata a noi dopo undici o dodici miliardi di anni. Bisogna ricordare che la luce viaggia a trecentomila chilometri al secondo. Ed è proprio questo limite a confermarci che l’universo oggi osservabile non è infinito.

La teoria del big bang avvalora o contraddice la visione di fede basata sul racconto biblico della creazione?

Da astronomo, io continuo a credere che Dio sia il creatore dell’universo e che noi non siamo il prodotto della casualità ma i figli di un padre buono, il quale ha per noi un progetto d’amore. La Bibbia fondamentalmente non è un libro di scienza. Come sottolinea la Dei verbum, è il libro della parola di Dio indirizzata a noi uomini. È una lettera d’amore che Dio ha scritto al suo popolo, in un linguaggio che risale a duemila o tremila anni fa. All’epoca, ovviamente, era del tutto estraneo un concetto come quello del big bang. Dunque, non si può chiedere alla Bibbia una risposta scientifica. Allo stesso modo, noi non sappiamo se in un futuro più o meno prossimo la teoria del big bang sarà superata da una spiegazione più esauriente e completa dell’origine dell’universo. Attualmente è la migliore e non è in contraddizione con la fede. È ragionevole.

Ma nella Genesi si parla della terra, degli animali, dell’uomo e della donna. Questo esclude la possibilità dell’esistenza di altri mondi o esseri viventi nell’universo?

A mio giudizio questa possibilità esiste. Gli astronomi ritengono che l’universo sia formato da cento miliardi di galassie, ciascuna delle quali è composta da cento miliardi di stelle. Molte di queste, o quasi tutte, potrebbero avere dei pianeti. Come si può escludere che la vita si sia sviluppata anche altrove? C’è un ramo dell’astronomia, l’astrobiologia, che studia proprio questo aspetto e che ha fatto molti progressi negli ultimi anni. Esaminando gli spettri della luce che viene dalle stelle e dai pianeti, presto si potranno individuare gli elementi delle loro atmosfere – i cosiddetti biomakers – e capire se ci sono le condizioni per la nascita e lo sviluppo della vita. Del resto, forme di vita potrebbero esistere in teoria perfino senza ossigeno o idrogeno.

Si riferisce anche ad esseri simili a noi o più evoluti?

È possibile. Finora non abbiamo nessuna prova. Ma certamente in un universo così grande non si può escludere questa ipotesi.

E questo non sarebbe un problema per la nostra fede?

Io ritengo di no. Come esiste una molteplicità di creature sulla terra, così potrebbero esserci altri esseri, anche intelligenti, creati da Dio. Questo non contrasta con la nostra fede, perché non possiamo porre limiti alla libertà creatrice di Dio. Per dirla con san Francesco, se consideriamo le creature terrene come “fratello” e “sorella”, perché non potremmo parlare anche di un “fratello extraterrestre”? Farebbe parte comunque della creazione.

E per quanto riguarda la redenzione?

Prendiamo in prestito l’immagine evangelica della pecora smarrita. Il pastore lascia le novantanove nell’ovile per andare a cercare quella che si è persa. Pensiamo che in questo universo possano esserci cento pecore, corrispondenti a diverse forme di creature. Noi che apparteniamo al genere umano potremmo essere proprio la pecora smarrita, i peccatori che hanno bisogno del pastore. Dio si è fatto uomo in Gesù per salvarci. Così, se anche esistessero altri esseri intelligenti, non è detto che essi debbano aver bisogno della redenzione. Potrebbero essere rimasti nell’amicizia piena con il loro Creatore.

Insisto: se invece fossero peccatori, sarebbe possibile una redenzione anche per loro?

Gesù si è incarnato una volta per tutte. L’incarnazione è un evento unico e irripetibile. Comunque sono sicuro che anche loro, in qualche modo, avrebbero la possibilità di godere della misericordia di Dio, così come è stato per noi uomini.

Il prossimo anno si celebra il bicentenario della nascita di Darwin e la Chiesa torna a confrontarsi con l’evoluzionismo. L’astronomia può offrire un contributo a questo confronto?

Come astronomo posso dire che dall’osservazione delle stelle e delle galassie emerge un chiaro processo evolutivo. Questo è un dato scientifico. Anche qui io non vedo contraddizione tra quello che noi possiamo imparare dall’evoluzione – purché non diventi un’ideologia assoluta – e la nostra fede in Dio. Ci sono delle verità fondamentali che comunque non mutano: Dio è il creatore, c’è un senso alla creazione, noi non siamo figli del caso.

Su queste basi, è possibile un dialogo con gli uomini di scienza?

Direi che anzi è necessario. La fede e la scienza non sono inconciliabili. Lo diceva Giovanni Paolo II e lo ha ripetuto Benedetto XVI: fede e ragione sono le due ali con cui si eleva lo spirito umano. Non c’è contraddizione tra quello che noi sappiamo attraverso la fede e quello che apprendiamo attraverso la scienza. Ci possono essere tensioni o conflitti, ma non dobbiamo averne paura. La Chiesa non deve temere la scienza e le sue scoperte.

Come invece è avvenuto con Galileo.

Quello è certamente un caso che ha segnato la storia della comunità ecclesiale e della comunità scientifica. È inutile negare che il conflitto ci sia stato. E forse in futuro ce ne saranno altri simili. Ma penso che sia arrivato il momento di voltare pagina e guardare piuttosto al futuro. Questa vicenda ha lasciato delle ferite. Ci sono stati malintesi. La Chiesa in qualche modo ha riconosciuto i suoi sbagli. Forse si poteva fare di meglio. Ma ora è il momento di guarire queste ferite. E ciò si può realizzare in un contesto di dialogo sereno, di collaborazione. La gente ha bisogno che scienza e fede si aiutino a vicenda, pur senza tradire la chiarezza e l’onestà delle rispettive posizioni.

Ma perché oggi è così difficile questa collaborazione?

Credo che uno dei problemi del rapporto tra scienza e fede sia l’ignoranza. Da una parte, gli scienziati dovrebbero imparare a leggere correttamente la Bibbia e a comprendere le verità della nostra fede. Dall’altra, i teologi e gli uomini di Chiesa dovrebbero aggiornarsi sui progressi della scienza, per riuscire a dare risposte efficaci alle questioni che essa pone continuamente. Purtroppo anche nelle scuole e nelle parrocchie manca un percorso che aiuti a integrare fede e scienza. I cattolici spesso rimangono fermi alle conoscenze apprese al tempo del catechismo. Credo che questa sia una vera e propria sfida dal punto di vista pastorale.

Cosa può fare in questo senso la Specola?

Diceva Giovanni XXIII che la nostra missione deve essere quella di spiegare agli astronomi la Chiesa e alla Chiesa l’astronomia. Noi siamo come un ponte, un piccolo ponte, tra il mondo della scienza e la Chiesa. Lungo questo ponte c’è chi va in una direzione e chi va in un’altra. Come ha raccomandato Benedetto XVI a noi gesuiti in occasione dell’ultima congregazione generale, dobbiamo essere uomini sulle frontiere. Credo che la Specola abbia questa missione: essere sulla frontiera tra il mondo della scienza e il mondo della fede, per dare testimonianza che è possibile credere in Dio ed essere buoni scienziati

© Copyright L’Osservatore Romano – 14 maggio 2008

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24 Risposte to “Vaticano: per padre Funes l’ipotesi sull’esistenza di extraterrestri non contrasta con la fede”

  1. Dalla teologia all’ufologia e ritorno. Passando per Galilei. « Lo scrittoio di Gianluca Navarrini Says:

    […] 14 Maggio 2008 di Gianluca Navarrini Ieri, 13 maggio 2008, sull’Osservatore Romano è apparsa una interessante intervista a padre Josè Gabriel Funes, direttore della Specola […]

  2. Alessio in Asia Says:

    Chissa cosa ne pensa di Rael…

  3. vaticandiplomacy Says:

    …Come si dice in questi casi? Mistero della fede😀

  4. silvana Says:

    meraviglioso,parliamone tutti.E’ora che l’umanita’ sappia che non siamo soli nell’universo.Ci sono altri fratelli che aspettano di incontrarci.Un grazie di cuore al padre gesuita Jose’ Gabriel Funes.Grandi cose sta preparando per noi l’ONNIPOTENTE e tutto passera’ attraverso il CUORE IMMACOLATO di MARIA,REGINA della pace e di tutto e di tutto l’UNIVERSO

  5. Henry Says:

    non mi sarei mai aspettato queste di chiarazioni da parte della chiesa in quanto ha sempre negato l’esistenza degli extraterrestri, può forse voler dire che in realtà non esiste alcun dio e che noi siamo frutto del caso?
    E che la religione cattolica non sia solo stata una creazione per controllare le persone.

  6. vaticandiplomacy Says:

    Caro lettore, le risposte migliori le può trovare direttamente nell’intervista di padre Funes tenedo ben presente che sia religiosi che scienziati ma soprattutto gli uomini stessi, sin dalla notte dei tempi si pongono domande sull’origine dell’essere e sulla creazione. Quanto alla Chiesa, senza voler entrare nel merito delle convinzioni personali, si badi bene, suggerisco la lettura del documento scaturito dal Concilio Vaticano II° sulla libertà religiosa, ovvero il testo della “Dignitatis Humanae”, di cui riporto un breve passo:

    « Questo Concilio Vaticano dichiara che la persona umana ha il diritto alla libertà religiosa. Il contenuto di tale libertà è che gli esseri umani devono essere immuni dalla coercizione da parte di singoli individui, di gruppi sociali e di qualsivoglia potestà umana, così che in materia religiosa nessuno sia forzato ad agire contro la sua coscienza né sia impedito, entro debiti limiti, di agire in conformità ad essa: privatamente o pubblicamente, in forma individuale o associata. »

    Si evince chiaramente che la Chiesa cattolica non controllare le persone (a differenza di molte sette) che ognuno è libero di credere o non credere, e soprattutto si smentisce la teoria sull’oscurantismo della Chiesa sulla scienza.

  7. Henry Says:

    Caro vaticandilomacy rispetto la tua opinione ma voglio ricordarti che fin dalla notte dei tempi la chiesa ha sempre ostacolato la scienza, vedi Giordano Bruno bruciato al rogo, Galileo Galilei costretto ad abiurare le sue idee per evitare il rogo ed ancora Copernico che ha dovuto pubblicare il suo libro solo dopo la sua morte.

    Vorrei ricordare una cosa soltanto Gesù ha sempre predicato l’amore verso il prossimo, mentre la chiesa e questo sono i fatti storici a dimostrarlo ha sempre mandato al rogo chi andava contro il suo pensiero e mentre le persone morivano di fame la SANTA CHIESA si ARRICCHIVA!!!!!!

  8. vaticandiplomacy Says:

    Caro Henry, in passato la Chiesa ha commesso molti errori, nessuno lo ha mai messo in discussione, anzi, Giovanni Paolo II ha chiesto perdono per questo sino alla sua morte, tuttavia và anche detto che da parte di alcuni si è voluta creare una sorta di “leggenda nera”, che ciclicamente ritorna sempre con i soliti argomenti sulla scienza o ritirando fuori le Crociate (dimenticandosi però l’invasione islamica della Spagna o la successiva espansione dell’Impero Ottomano sino le porte di Vienna), il Medioevo e l’Inquisizione.

    Constatato per l’ennesima volta la retorica sulla scienza, ci tengo a sottolineare il fatto che se non fosse per dei Papi oggi non avremmo il calendario gregoriano, La Sapienza e moltissime altre università non esisterebbero, così come 2 osservatori astronomici gestiti dai Gesuiti di cui uno di antichissima costituzione (la Specola Vaticana) ed uno modernissimo costruito sulle montagne dell’Arizona, per non dimenticare la Pontificia Accademia delle Scienze, di cui fanno parte insigni luminari come Antonio Zichichi, e vincitori di premi Nobel come Rita Levi-Montalcini e tanti altri.

    Mi si lasci infine ricordare (visto che nessuno lo fa mai) gli innumerevoli ospedali, gli orfanotrofi, le scuole, le case accoglienza costruite e così via, i preti uccisi dalla mafia, dal fascismo, dal comunismo, dal nazismo, i martiri cattolici per la fede (che non si portano dietro volontariamente altre persone) uccisi anche recentemente nelle Filippine, in Kenia o in Iraq come mons. Raho arcivescovo di Mossul dei Caldei.

    Infine la recente “battaglia” condotta per la messa al bando delle bombe a grappolo

    Ora viene spontaneo chiedersi, come mai è legittimo (e giusto) criticare la Chiesa cattolica per il suo passato e per il suo presente, ma ciò non avviene per altre religioni? sarà mica paura?

  9. Henry Says:

    Ma perchè ammettere solo ora la possibile e molto probabile esistenza degli extraterrestri? Non sarà mica la chiesa ad avere avuto paura per tutto questo tempo? Non può essere che l’esistenza degli extraterrestri possa mettere in dubbio la credibilità sulla fede cattolica portando le persone a pensare che con l’esistenza di altre civiltà possano essere esistiti altri Gesù? Oppure tutta questa storia sull’esistenza di Dio è solo un invenzione.
    Magari Gesù non è come noi tutti conosciamo il figlio di Dio ma semplicemente una persona che ha inventato una religione. Dopo tutto come in passato le popolazioni hanno inventato la loro religione con i loro corrispettrivi Dei chi ci dice che non possiamo aver fatto anche noi la stessa cosa?

  10. espacioalternativotv Says:

    Mi sembra interessante che adesso mons. Funes si sia deciso a parlarne su questa realtà all’aperto. Quando l’ho telefonato ad ottobre 2006 a posta per fare un’intervista per la TV messicana, argentina e colombiana proprio su questo argomento, mi disse che ” a me, l’intervista non me la dava assolutamente”.

    Non sapendo cosa l’abbia spinto a rispondermi così, mi recai da George Coyne, suo predecessore, chi molto prima di lui già parlava su questa realtà, e meglio ancora Mons. Corrado Balducci, che ho potuto intervistare parecchie volte sia in Italia che in America, sempre affermando que “gli angeli sono proprio gli extraterrestri, gli intermediari tra Dio e l’uomo”. Coyne mi disse per il contrario, che lui sempre sarebbe a mia disposizione.

    Dicevo che mi sembrava interessante, appunto perchè oggi Funes parla senza peli sulla lingua sui “fratelli extraterrestri”, facendo cenno a San francesco d’Assissi. Cosa sarà successo, mi chiedo. Avrá visto coi telescopi quel qualcosa che li fece cambiare d’oppinione (leggasi UFO), oppure sarà stato stato spinto da qualcuno con più potere di lui a fare queste dichiarazioni all’aperto, proprio sull’Osservatore Romano?

    Veramente me lo chiedo vivamente. Magari qualcuno mi possa rispondere.

    Distinti saluti dal Messico.

    Daniel Muñoz
    http://www.espacioalternativo.tv

  11. Darío Echeverri S. Says:

    La comunidad católica esperaba este pronunciamiento desde hace varios decenios. Esta apertura abona el terreno para que los países desarrollados pongan las cartas sobre la mesa e informen a la comunidad lo que saben sobre la vida extraterrestre y la posible existencia de seres inteligentes en otros puntos del universo.
    Felicitaciones a los astrónomos jesuítas y al Observatorio del Vaticano.

  12. Paolo Says:

    FINALMENTE un po’ di classe mediatica in questo marasma che è l’argomento ET.
    Secondo il mio modesto parere la Specola Vaticana ha la missione di mettere ordine nelle idee dei fedeli in campo atronomocio/astrobiologico troppe volte sollecitate da caotici
    polveroni commerciali mediatici in tutto il XX secolo.
    In ogni caso agli occhi di un profano come me il prestigio scientifico della Specola è indubbio e quindi fonte di informazione su questioni cosmiche molto ma molto più attendibile di tanti speculatori che approfittano della leggittima curiosità della popolazione di sapere cosa c’e’ là fuori.

  13. Antonio Eduardo Favale Says:

    1. La Chiesa si è sempre interessata di Scienza, sia per le nuove scoperte razionali che in sè comportava, sia per le inevitabili ricadute sull’opinione pubblica, spesso facilmente suggestionabile dalle eventuali ideologie settarie che pretendevano di derivare da tali legittime teorie scientifiche.
    2. I vari “casi”, Galileo, G.Bruno, Darwin, in realtà da un punto di vista del dibattito scientifico cattolico non esistono. Non sono casi di scienza. Sono casi di evidente conflitto ideologico-sociale circa alcuni tentativi di sovversione popolare attraverso il plagio culturale, operato solo sulla mera giustificazione di innovative teorie scientifiche. Galieo non ebbe alcuna colpa se alcuni suoi eminenti discepoli si fecero suggestionare dalla possibilità di sovvertire i legittimi governi civili dell’epoca; infatti non fu penalmente perseguito. G.Bruno, invece, perseguì consapevolmente un proprio piano eversivo basato su alcune dottrine da lui professate (e fin qui va bene), facendone però strumento settario nel tentativo di promuovere, grazie ad ingerenze di stati sovrani stranieri, operazioni politiche e politico-militari in piena regola. Fu perseguito ai sensi delle leggi civili e penali dell’epoca ed esiliato in nazioni a lui favorevoli. Successivamente, sfidò quindi il potere civile dello Stato Pontificio violandone palesemente le leggi, pur sapendo che sarebbe allora (e solo allora) stato processato anche per terrorismo psicologico ed eversione sociale. Lo Stato si difese dimostrando la nocività di tale ideologia da lui professata, molto prima di procedere a regolare condanna penale, con un altrettanto regolare processo (di cui abbiamo TUTTI gli Atti ufficiali), con difesa, accusa, ecc.
    3. Gli extraterrestri, se esistono, non mutano nulla del contenuto della Rivelazione Cristiana. L’Uomo è stato fatto a immagine e somiglianza di Dio; avendo peccato nei progenitori Adamo ed Eva, andava salvato da Dio, anche a prezzo del suo stesso Sangue Incarnato; il Sangue di Cristo, versato per noi sulla Croce. Se tali extraterrestri sono stati fatti a immagine di Dio, essi adorano Gesù Cristo come Dio, al pari di noi. Se non hanno peccato, si adoperano ove possibile a nostro favore per la nostra redenzione; se hanno peccato, sono stati giustificati anch’essi dal Sangue di Cristo. Se si sono ribellati a Dio in maniera definitiva, sono stati castigati anch’essi nell’Inferno, la cui esistenza è certissima per Rivelazione e Tradizione.
    Quanto agli Spiriti angelici creati da Dio in principio, è noto che alcuni decisero per sempre di opporsi a Lui, divenendo demoni. Gli altri a norma di Fede si adoperano e lottano a nostro esclusivo favore.
    Come non includere in questa scelta, vera per noi e per gli Angeli, anche gli eventuali extraterrestri?
    Anche loro hanno avuto certamente piena cognizione di Dio, hanno scelto consapevolmente, e hanno accolto o rifiutato la divina figliolanza; anch’essi hanno preteso come noi di divenire ciò che desideravano per sè, e di stare quindi in ultimo con Dio o contro di Lui.
    Anche per loro Cristo si è incarnato, pur rivelandosi nell’incarnazione qui,sul pianeta Terra.
    Quanto, ancor di più dovremmo quindi adorare il Sangue di Cristo per essere stato sparso qui, sulla Terra, probabilmente la 100esima pecorella, la smarrita, e quanta reverenza probabilmente riceviamo dalle creature extraterrestri che lo adorano al pari di noi, per essere stati, noi terribili peccatori, la Sede dell’Evento cosmico più importante!
    La razza umana è stata fatta a immagine e somiglianza di Dio, e Cristo ne è il suggello finale. Questo vale per l’intero ambito creaturale, ovunque esso sia sparso, nell’Universo Intero che in funzione di Cristo è stato comunque creato: L’Uomo-Dio.

  14. Marcello Says:

    Personalmente l’intervista di padre Funes, mi ha dato una grande gioia.
    Il fatto che possano esistere delle forme di vita intelligente che non hanno bisogno di essere redente dal sangue di Cristo, ma che vivono in pace con il Padre, è un’immagine ardita.
    A me piace pensare che il Vangelo di nostro Signore GesùCristo, (come lo è stato per gli indiani d’america) sarà annuciato anche agli extraterrestri.
    Che meraviglia!

  15. Henry Says:

    Antonio Eduardo mi dispiace deluderti ma l’uomo non è stato creato a immagine e somiglianza di Dio, ma fa semplicemente parte di una catena evolutiva infatti scienza dimostra che l’uomo è l’evoluzione della scimmia.
    E poi chi può dire che Dio esiste veramente?
    Magari gli extraterrestri non adorano nessun Dio e magari non c’è stata nessuna reincarnazione.

  16. Antonio Eduardo Favale Says:

    Ma tu di quale scienza parli?
    Esistono varie rispettabili teorie scientifiche basate su medesime ossservazioni naturali; il problema di chi ragiona come te è che vorreste trarne subito una ideologia, cioè un’ordine di raziocinio per la classificazione della realtà fenomenica naturale.
    Il dramma è che la vostra ideologia, “parascientifica”, è invece atea professa fin dal principio: cioè se io raccolgo un dato razionale lo analizzo e vedo che significa nel senso più aperto, se un ateista professo lo fa cercherà subito di dimostrare che ha ragione nel suo opporsi all’Ordine della Religione.

    Ciò è assurdo quanto convincersi che domani il sole non sorgerà più, per poi doversi fare problemi sul perchè è sorto ancora. Inoltre, crea seri problemi di libertà di pensiero e di ricerca a chi, come credente razionale, non incontra di per sè alcun ostacolo nel proprio percorso scientifico.
    E ve ne sono e ve ne sono stati moltissimi, di grandi scienziati credenti.

    Vai un pò a documentarti, prima di essere tanto sicuro della scimmia: noi esistiamo in questa forma da moltissimo, anche gli altri primati però: e che aspettanto ad “evolversi”?
    Non possono, perchè le capacità della loro anima animale (appunto, esseri dotati di capacità senziente) non li rende automaticamente idonei alla riflessione tematica e organizzata del Sè, che è poi proprio il riflesso filosofico della scintilla del Divino.
    Tant’è, che tu nelle tue riflessioni puoi anche essere ateo, mentre il gorilla teme ancora il fuoco acceso che gli si para davanti.

    La componente animale che ricerca di per sè la scienza biologica e naturale nell’uomo, non potrà mai infatti provare la discendenza per “evoluzione” (che parola favolosa, lasciamelo dire), ma solo che le forme biologiche dei cosiddetti primati sono la base corporale dell’essere umano.

    A te, piace di più la Donna o la scimmia? L’atleta di lotta o il gorilla che grugnisce? il bronzo di Riace o lo scimpanzè che si arrabbia?

    Cerca la risposta dentro il dato razionale della scienza naturale, non nell’ideologia preconfezionata di chi si è sempre opposto anche alla semplice idea di Dio.

  17. Veronica da Sora Says:

    La Bibbia è basata su molte metafore ma è anche e soprattutto fonte di Verità…non è certo facile riuscire a comprenderla e interpretarla,spesso l’ignoranza purtroppo ci rende ciechi e sarebbe bene che ogni persona cerchi di informarsi al meglio, prima di aderire a determinate idee.
    Antonio sei grande!

  18. Maciste Says:

    Sig Antonio Eduardo, mi dispiace dirtelo ma hai completamente travisato il concetto di evoluzione. Gli altri primati non possono evolvere fino a diventare uomini!!! Infatti è scorretto dire che “l’Uomo deriva dalla scimmia”. Semmai è corretto dire che l’uomo e gli altri primati (sono 8 specie) avevano un antenato comune! Da questo antenato comune si sono via via “separate” delle diverse linee evolutive e noi siamo una di quelle.

  19. Antonio Eduardo Favale Says:

    Scusa Maciste ma penso che tu non abbia letto i miei interventi: gli altri primati non solo non si evolvono (ovviamente) fino a divenire come noi, ma non si evolvono affatto. E questa è una legittima osservazione. Invece, la tua dottrina è una rispettabile teoria scientifica, è proprio questo il punto della discordia oggi fra credenti e non.
    Tu come fai ad essere così sicuro di questo Antenato comune? E’ proprio qui il vero problema dell’osservazione scientifica.

    Di una cosa siamo certi: ad un certo punto della Storia arriva l’Homo Sapiens, e rapidamente conquista tutto con la sua fervida intelligenza cognitiva. Da dove viene? Perchè si sviluppa (non si evolve) tanto rapidamente? Perchè è fin dal principio tanto diverso dagli altri Primati?
    Sempre osservazioni razionali sono queste, però messe da un diverso punto di osservazione. Non partite dall’agnosticismo, partite dalla Ragione, e ponetevi tutte le possibili opzioni, ivi inclusa quella di una Creazione dell’Uomo.
    Poi su questa libera base filosofica potremo, ognuno nel suo ordine e stato, confrontare le legittime osservazioni scientifiche, disponibili a tutti, e trarne ciascuno le proprie Teorie. Ché di teorie si tratta, ecco il problema.

    Scusate se lo ripeto, ma il problema è solo quello: considerare l’evoluzionismo un dogma insormontabile creato dalla modernità.
    E’ terribile. L’uomo scientifico e razionale che si richiude in una specie di credenza supertiziosa, solo per escludere razionalmente l’idea di un Creatore, e facendosi scudo con la libera osservazione razionale e varie legittime Teorie, spacciate invece per Verità incontrovertibili.

    Alla prossima!

  20. Padre Funes ringrazia Galileo « Vatican Diplomacy Says:

    […] CITTA’ DEL VATICANO – Giovedì, 27 novembre 2008 (Vatican Diplomacy). Padre Funes, dopo l’articolo sulla salvezza di eventuali altri abitanti dell’universo ritorna a scrivere sulle pagine de L’Osservatore Romano in occasione del convegno “La scienza […]

  21. Meteorivierapicena Says:

    Secondo il mio parere prima di enunciare rapporti di parentela o addirittura di fratellanza bisognerebbe chiedere agli eventuali parenti se è anche loro desiderio far parte di questa alquanto poco “sacra famiglia”. Per essere pignoli desideravo anche sottolineare che, per quel che mi risulta, l’uomo non è stato creato da Dio, ma bensì emanato da Dio. In quanto alla Scienza, essa è fin troppo spesso un problema di misura e di strumenti di misura, per cui continuo a confidare nel desiderio di meraviglia da parte dei ri-cercatori. Un ulteriore invito a Padre Funes: a forza di rivelare, rivelare, rivelare, non si riesce più a vedere niente. Non crede sarebbe più opportuno iniziare finalmente a svelare? Le auguro una buona cerca.

  22. giuseppe Says:

    Da fisico , molto in breve obietto alla teoria degli evoluzionisti un dato di esperienza : oggi non si osserva quella CONTINUITA ‘ di stati intermedi tra le varie specie viventi richiesta da una evoluzione sempre in opera ieri come oggi . Infatti le leggi naturali non agiscono a scatti e non hanno sospensioni a meno di miracoli .

  23. giuseppe Says:

    Pur ammettendo la possibilità teorica della esistenza di estraterrestri , diversamente dal Direttore della Specola Vaticana credo che sarebbe difficile conciliare questa evenienza con la nostra fede che afferma che tutta la Creazione ha come vertice l’uomo e che tutto il Creato ha come modello e archetipo l’uomo-Dio Gesù Cristo .

  24. Aldo Gualerzi Says:

    Blessings+

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