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L’appello del Papa durante l’udienza generale nel Giorno della memoria

27 gennaio 2010

CITTA’ DEL VATICANO – Mercoledì, 27 gennaio 2010 (Vatican Diplomacy). Anticipiamo il pezzo che apparirà sull’Osservatore Romano di domani 28 gennaio, ed il video del CTV.

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Mai più tragedie
in nome dell’odio razziale e religioso

La catechesi dedicata a Francesco d’Assisi, grande santo e uomo gioioso

Auschwitz

Auschwitz

Nel Giorno della memoria il Papa ha ricordato tutte le vittime dell'”odio razziale e religioso”, in particolare quelle della Shoah, e ha auspicato che “non si ripetano più simili tragedie”. L’appello di Benedetto XVI è risuonato al termine dell’udienza generale di mercoledì 27 gennaio, nell’Aula Paolo VI.

Sessantacinque anni fa, il 27 gennaio 1945, venivano aperti i cancelli del campo di concentramento nazista della città polacca di Oswiecim, nota con il nome tedesco di Auschwitz, e vennero liberati i pochi superstiti. Tale evento e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono al mondo l’orrore di crimini di inaudita efferatezza, commessi nei campi di sterminio creati dalla Germania nazista.
Oggi, si celebra il “Giorno della memoria”, in ricordo di tutte le vittime di quei crimini, specialmente dell’annientamento pianificato degli Ebrei, e in onore di quanti, a rischio della propria vita, hanno protetto i perseguitati, opponendosi alla follia omicida. Con animo commosso pensiamo alle innumerevoli vittime di un cieco odio razziale e religioso, che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte in quei luoghi aberranti e disumani. La memoria di tali fatti, in particolare del dramma della Shoah che ha colpito il popolo ebraico, susciti un sempre più convinto rispetto della dignità di ogni persona, perché tutti gli uomini si percepiscano una sola grande famiglia. Dio onnipotente illumini i cuori e le menti, affinché non si ripetano più tali tragedie!

In precedenza il Pontefice aveva dedicato la catechesi a san Francesco d’Assisi, ricordandone in particolare la povertà interiore, la disponibilità al dialogo, l’amore per il creato, la devozione eucaristica. Benedetto XVI ha messo in evidenza come la sua opera di rinnovamento della Chiesa non si sia realizzata “senza o contro il Papa, ma solo in comunione con lui”. E ha invitato a non contrapporre il “Francesco della tradizione” al “Francesco storico”, che – a detta di alcuni – “non sarebbe stato un uomo di Chiesa”. Il vero “Francesco storico” – ha puntualizzato – è “il Francesco della Chiesa, e proprio così parla anche ai non credenti, ai credenti di altre confessioni e religioni”.

© L’Osservatore Romano – 28 gennaio 2010

Mons. Janusz Bolonek nominato nunzio apostolico in Bulgaria

26 maggio 2008

CITTA’ DEL VATICANO, domenica, 25 maggio 2008 (ZENIT.org).- Benedetto XVI ha nominato Nunzio apostolico in Bulgaria monsignor Janusz Bolonek, Arcivescovo titolare di Madauro, finora Nunzio apostolico in Uruguay.

Monsignor Bolonek è nato in Polonia il 6 dicembre del 1938 ed è stato ordinato sacerdote il 17 dicembre del 1961 nella diocesi di Lodz.

Nel 1989, Giovanni Paolo II lo ha nominato Pro-nunzio apostolico in Costa d’Avorio, Nigeria e Burkina Faso, elevandolo all’ordine episcopale con dignità di Arcivescovo.

Successivamente è stato nominato Nunzio apostolico in Romania, il 23 gennaio del 1995, incarico mantenuto fino al 30 settembre del 1998, quando è passato a svolgere il suo servizio come Nunzio apostolico nella Segreteria di Stato.

L’11 novembre del 1999 è quindi stato nominato Nunzio apostolico in Uruguay.

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El arzobispo Bolonek, de Uruguay a Bulgaria como nuncio apostólico

CIUDAD DEL VATICANO, domingo, 25 mayo 2007 (ZENIT.org).- Benedicto XVI ha nombrado nuncio apostólico en Bulgaria a monseñor Janusz Bolonek, arzobispo titular de Madauro, hasta ahora nuncio apostólico en Uruguay.

Monseñor Bolonek nació en Polonia el 6 de diciembre de 1938, siendo ordenado sacerdote el 17 de diciembre de 1961 en la diócesis de Lodz.

En 1989, Juan Pablo II le nombró pro-nuncio apostólico en Costa de Marfil, Níger y Burkina Faso, llamándole al orden episcopal con dignidad de arzobispo.

El mismo Papa le nombró nuncio apostólico en Rumanía, el 23 de enero de 1995, cargo que ocupó hasta el 30 de septiembre de 1998, cuando pasó a desempeñar su servicio como nuncio apostólico en la Secretaría de Estado.

Fue nombrado nuncio apostólico en Uruguay por el mismo Papa el 11 de noviembre de 1999.

© ZENIT.org