Posts Tagged ‘Apostolischer Nuntius’

Firma dell’Accordo tra Santa Sede e il Land Schleswig-Holstein

14 gennaio 2009

CITTA’ DEL VATICANO – Mercoledì, 14 gennaio 2009 (Vatican Diplomacy). Riportiamo l’articolo che apparirà nella giornata di domani sulle pagine dell’Osservatore Romano :

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Firma dell’Accordo tra Santa Sede e il Land Schleswig-Holstein

Alle ore 13,30 di lunedì, 12 gennaio 2009, è stato firmato a Kiel (Repubblica Federale di Germania) un Accordo fra la Santa Sede e il Land Schleswig-Holstein, che regola i rapporti fra la Chiesa cattolica e detto Land.

Per la Santa Sede ha firmato, come Plenipotenziario, S.E. Monsignor Jean-Claude Périsset, Arcivescovo titolare di Giustiniana Prima, Nunzio Apostolico in Germania.

Per il Land Schleswig-Holstein, il Ministro-Presidente, Signor Peter Harry Carstensen.

Presenti alla cerimonia erano anche: 

per parte ecclesiastica,
S.E. Monsignor Werner Thissen, Arcivescovo di Amburgo; S.E. Monsignor Hans-Jochen Jaschke, Vescovo Ausiliare di Amburgo; il Signor Karl-Heinz Schmieniann, Consulente legale dell’Arcidiocesi di Amburgo; la Signora Beate Bäumer, Direttrice dell’Ufficio Cattolico dello Schleswig-Holstein; il Signor Eckehardt Doppke, collaboratore esterno dell’Ufficio Cattolico dello Schleswig-Holstein; il Reverendo Leo Sunderdiek, Prevosto e Decano di Kiel; Monsignor Stephan Stocker, Consigliere della Nunziatura Apostolica in Germania;

per parte statale,
il Segretario di Stato Signor Heinz Maurus, Capo della Cancelleria di Stato; la Signora Ute Erdsiek-Rave, Ministro per l’Educazione e le Donne; il Signor Lothar Hay, Ministro degli Interni; il Signor Wemer Marnette, Ministro per la Scienza, per l’Economia e per il Traffico; il Signor Christian Hauck, portavoce del Governo; la Signora Ute Schmidt, rappresentante del Protocollo; il Consigliere Ministeriale Signor Raju Sharrna, Referente per la Chiesa presso la Cancelleria di Stato.

Il presente Accordo, che consta di 24 articoli, regola la situazione giuridica della Chiesa cattolica nel Land Schleswig-Holstein. Fra l’altro, stabilisce norme circa l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche, il riconoscimento statale delle scuole in gestione ecclesiastica, la formazione universitaria, l’attività della Chiesa nei campi pastorale, socio-sanitario e caritativo, l’imposta ecclesiastica e la cura degli edifici ecclesiastici soggetti a tutela monumentale. In sintesi, viene riconosciuto il ruolo della Chiesa cattolica nella società del Land Schleswig-Holstein.

(©L’Osservatore Romano – 15 gennaio 2009)

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Monsignor Peter Stephan Zurbriggen nuovo nunzio apostolico in Austria

14 gennaio 2009

CITTA’ DEL VATICANO, mercoledì, 14 gennaio 2009 (Vatican Diplomacy).- Benedetto XVI ha nominato Nunzio Apostolico in Austria l’Arcivescovo Peter Stephan Zurbriggen, finora Nunzio Apostolico in Lituania, Estonia e Lettonia.

Sostituisce l’Arcivescovo libanese Edmond Farhat, rappresentante papale a Vienna dal luglio 2005, che ha presentato la rinuncia al Pontefice per motivi di età.

Monsignor Zurbriggen è nato il 27 agosto 1943 a Brig (Svizzera). Dopo essere entrato nel seminario svizzero di Sión, il suo Vescovo lo ha mandato a studiare al Collegio Germanico di Roma. E’ stato ordinato sacerdote il 10 ottobre 1969.

Dopo essersi laureato in Diritto Canonico, nel 1975 è entrato nel servizio diplomatico della Santa Sede, esercitando il suo ministero, tra gli altri Paesi, in Bolivia, Uruguay, Germania e Francia, Sudafrica e India.

Il 13 novembre 1993 Giovanni Paolo II lo ha nominato Nunzio Apostolico in Mozambico, elevandolo alla dignità arcivescovile.

Il 13 giugno 1998 lo stesso Papa l’ha nominato Nunzio Apostolico nelle ex repubbliche sovietiche di Georgia, Azerbaigian e Armenia.

Era Nunzio Apostolico in Lituania, Estonia e Lettonia dal 25 ottobre 2001.

Neuer Apostolischer Nuntius für Österreich kommt aus der Schweiz

14 gennaio 2009

Erzbischof Zurbriggen beerbt Erzbischof Farhat

 

 

WIEN, 13. Januar 2009 (ZENIT.org).- Der aktuelle Apostolische Nuntius in Litauen, Estland und Lettland, Erzbischof Peter Stephan Zurbriggen, wird neuer Vertreter des Heiligen Stuhls in Österreich. Wie die Apostolische Nuntiatur in Wien heute ankündigte, wird die Ernennung durch Papst Benedikt XVI. morgen, Mittwoch, vom Vatikan offiziell bekannt gegeben werden.

Erzbischof Zurbriggen, 65 Jahre alt und ein gebürtiger Schweizer, wird Erzbischof DDr. Edmond Farhat beerben, dessen altersbedingtes Rücktrittsgesuch bereits vor einigen Monaten vom Papst angenommen worden war. Über den Zeitpunkt der Amtsübernahme liegen derzeit noch keine Informationen vor.

Zurbriggen wurde am 27. August 1943 in Brig in der Diözese Sitten/Sion im Kanton Wallis geboren. Er trat 1975 in den Diplomatischen Dienst des Heiligen Stuhls ein. 1993 wurde er von Papst Johannes Paul II. zum Apostolischen Delegaten in Mocambique und gleichzeitig zum Erzbischof bestellt (seine Titular-Erzdiözese ist Glastonia). Seine Bischofsweihe empfing er am 6. Jänner 1994.

1996 wurde die Vatikan-Repräsentanz in Mocambique zur Nuntiatur aufgewertet. 1998 wechselte Zurbriggen als Nuntius in die Kaukasus-Republiken Georgien, Armenien und Aserbaidschan, 2001 in das Baltikum.

„Ich glaube, dass sich die Österreicher neu bewusst werden müssen, wie begnadet und reich beschenkt sie sind“, erklärte der scheidende Apostolische Nuntius Erzbischof Farhat im ZENIT-Gespräch. „Gott sei Dank ist Österreich schon viele Jahre vor einem Krieg verschont geblieben, was diesem Land einen großen wirtschaftlichen Reichtum verschafft hat. Mir tut es leid, wenn ich aber hier erlebe, dass sich manche Österreicher trotz all dieser schönen Tatsachen nur beklagen und nicht zufrieden sind. Meine Heimat, der Libanon, wird hingegen schon seit Jahrzehnten immer wieder von Kriegen heimgesucht. Die Menschen, die dort geblieben sind, haben aber die Hoffnung auf eine bessere Zukunft nicht verloren und sind mit dem Wenigen, das sie haben, zufrieden und strengen sich an, damit es noch besser wird.“

In Österreich gebe es „verschiedene positiven Ansätze und Initiativen“, die „wie kleine Lichter“ seien, die man aber zusammenbringen müsse, „damit sie in die Weite leuchten können“. Zur Glaubensvertiefung bedürfe es „Zeit und Platz für Gott“. Deshalb sei es angebracht, sich im Lauf des Tages Zeiten zu nehmen, „um Ruhe und die Sehnsucht zum Schweigen wieder zu finden und Gott begegnen zu können“.

 

 

© Innovative Media, Inc.

Passi avanti della commissione bilaterale Santa Sede-Israele

30 maggio 2008


Si è tenuta in Vaticano la Plenaria per l’attuazione dell’Accordo fondamentale del 1993

CITTA’ DEL VATICANO – Giovedì, 29 maggio 2008 (ZENIT.org). Importanti passi avanti si sono registrati nella plenaria della Commissione bilaterale tra la Santa Sede e lo Stato di Israele per l’attuazione dell’Accordo fondamentale, che si è conclusa il 28 maggio in Vaticano.

E’ quanto si legge nel comunicato congiunto rilasciato mercoledì nel quale, pur tacendo i contenuti dei colloqui, si afferma che “i lavori dell’incontro plenario della Commissione si sono svolti in un clima di grande cordialità e buona volontà”.

“Significativi progressi verso un comune traguardo sono stati raggiunti, sia in termini sostanziali che nell’attuazione di procedure volte a migliorare l’efficienza dei negoziati ancora in corso”, si legge ancora.

L’Accordo fondamentale è stato firmato il 30 dicembre 1993 ed enuncia i principi regolatori delle relazioni tra la Chiesa e lo Stato, la cui applicazione è stata rimandata a dopo la firma di una serie di accordi complementari – da negoziare in seguito – che mirano ad assicurare la libertà e i diritti della Chiesa in territorio israeliano.

Un Accordo giuridico di valore internazionale, firmato nel 1997, non è mai entrato in vigore in territorio israeliano, mentre l’Accordo economico – previsto dall’Accordo fondamentale – non ha ancora visto la luce.

L’Accordo economico dovrebbe toccare soprattutto tre argomenti: “le proprietà della Chiesa espropriate o sottoposte a servitù; i servizi che la Chiesa rende alla popolazione israeliana, sia essa di origine ebraica o palestinese; la riconferma delle storiche esenzioni fiscali, che la Chiesa già possedeva al momento della nascita dello Stato di Israele, e che le Nazioni Unite avevano deciso dovessero essere onorate dallo Stato ebraico”.

I negoziati hanno prodotto finora solo il menzionato accordo del 1997, ovvero il riconoscimento civile della personalità giuridica della Chiesa e degli enti ecclesiastici (“Legal Personality Agreement”), ratificato da Israele il 16 dicembre 1998, ma non ancora trasformato in legge statale.

La delegazione della Santa Sede era guidata dal Sottosegretario per i Rapporti con gli Stati, monsignor Pietro Parolin, e ne facevano parte tra gli altri monsignor Antonio Maria Vegliò, Segretario della Congregazione per le Chiese Orientali, e il Nunzio apostolico in Israele, monsignor Antonio Franco.

La delegazione israeliana era guidata dal Direttore generale del Ministero degli esteri Aaron Abramovich, accompagnato tra gli altri dall’Ambasciatore israeliano presso la Santa Sede, Mordechay Lewy, e dal capo del Comitato ebraico mondiale e dei rapporti interreligiosi del Ministero degli esteri, Shmuel Ben-Shmuel.

La Commissione ha stabilito di incontrarsi ancora nella prima metà di dicembre a Gerusalemme, a conferma che i lavori per portare avanti i negoziati avranno ormai scadenze semestrali.

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Heiliger Stuhl und Israel: Diplomaten erzielen „bedeutende Fortschritte“

Vollversammlung der bilateralen Kommission gestern im Vatikan

ROM, 29. Mai 2008 (ZENIT.org).- Die Mitglieder der Ständigen bilateralen Kommission des Staates Israel und des Heiligen Stuhls, die gestern, Mittwoch, im Vatikan zusammenkamen, um die beidseitigen diplomatischen Beziehungen zu vertiefen und sich um eine Einigung hinsichtlich des Artikels 10 Absatz 2 des Grundlagenvertrages vom 30. Dezember 1993 zu bemühen, haben nach einer heute veröffentlichten gemeinsamen Erklärung „bedeutende Fortschritte“ erzielt.

Die neunköpfige Delegation aus Israel wurde vom Generaldirektor des israelischen Außenministeriums, Aaron Abramovich, angeführt. Die Delegation des Heiligen Stuhls, die ebenfalls aus neun Personen besteht, leitete der Untersekretär für die Beziehungen mit den Staaten, Msgr. Pietro Parolin. Auch Erzbischof Antonio Maria Vegliò, Sekretär der Kongregation für die Ostkirchen, und Erzbischof Antonio Franco, Apostolischer Nuntius in Israel, gehören der gemeinsamen Kommission an.

Das Arbeitsklima sei „von großer Herzlichkeit und gutem Willen“ geprägt gewesen, heißt es in der Erklärung. Mit Blick auf das gemeinsame Ziel habe man „einen bedeutenden Fortschritt“ erzielt, „sowohl inhaltlich als auch bezüglich der Konkretisierung von Maßnahmen zur Verbesserung der erwünschten Effektivität der laufenden Verhandlungen“.

Die nächste Begegnung der 18 Diplomaten ist für Dezember 2008 in Israel angesetzt worden. Bis dahin soll „auf Arbeitsebene“, das heißt in kleineren Arbeitsgruppen weiterverhandelt werden.

In Artikel 10 Absatz 2 des Grundlagenvertrages geht es um noch unklare, ungeregelte oder strittige Eigentumsfragen beziehungsweise wirtschaftliche und steuerliche Angelegenheiten der katholischen Kirche allgemein oder bestimmter katholischer Gemeinden oder Einrichtungen.

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Israeli-Holy See Panel Concludes Another Round

VATICAN CITY, MAY 28, 2008 (Zenit.org).- Members of the Bilateral Permanent Working Commission formed by representatives of the Holy See and Israel concluded a meeting with “cautious satisfaction,” according to AsiaNews.

The meeting ended today with plans for the next round of talks to be held in Jerusalem in December, the news agency reported.

Meetings of the commission are focused on the “comprehensive agreement,” mandated by the Fundamental Agreement, which Israel and the Holy See signed in 1993. Despite this agreement, negotiations since 1999 have had little progress.

The issues being discussed include the security of the Church’s religious properties in Israel and the confirmation of historical tax exemptions, which the Church had at the time of Israel’s establishment and that the United Nations ruled Israel must uphold.

The recent round of negotiations, which began in May 2007, followed a five-year stall. Another meeting was held last December.

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Pasos adelante en la Comisión Bilateral Santa Sede-Israel

Ha celebrado en el Vaticano su reunión plenaria

CIUDAD DEL VATICANO, jueves, 29 mayo 2008 (ZENIT.org).- Con “logros importantes” se ha celebrado el miércoles, en el Vaticano, la sesión plenaria de la Comisión de Trabajo Bilateral Permanente entre la Santa Sede y el Estado de Israel.

Un comunicado conjunto de ambas instancias -difundido desde la Sala de Prensa de la Santa Sede- da cuenta de la celebración de esta reunión “para proseguir las negociaciones relativas al artículo 10, párrafo 2 del Acuerdo Fundamental entre la Santa Sede y el Estado de Israel (30 de diciembre de 1993)”.

La delegación de la Santa Sede estuvo presidida por monseñor Pietro Parolin, subsecretario para las Relaciones con los Estados, y la del Estado de Israel por Aaron Abramovich, director general del Ministerio de Exteriores israelí.

“El trabajo de esta sesión plenaria se desarrolló en un clima de gran cordialidad y buena voluntad, y realizó logros importantes en vista del objetivo común, tanto en términos sustantivos como en la intención de poner en práctica medidas para implementar la eficacia de las negociaciones en curso”, explica el comunicado conjunto.

Publicado igualmente por la Embajada de Israel ante la Santa Sede, el comunicado se ha difundido con el título: “‘Progresos significativos’ en las conversaciones de cuestiones de financiación”.

La actividad de esta comisión se venía centrando en la negociación respecto a las propiedades eclesiásticas en Tierra Santa y a cuestiones fiscales. Las reuniones ya están teniendo periodicidad semestral.

La próxima cita plenaria tendrá lugar en Israel, en la primera quincena de diciembre. Mientras tanto, la comisión continuará con su actividad a nivel de trabajo ordinario. [M.L.]

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Progrès significatifs vers un accord entre le Saint-Siège et Israël

Réunion de la Commission entre Israël et le Saint-Siège à Rome le 28 mai

ROME, Vendredi 30 mai 2008 (ZENIT.org) – Les membres de la Commission bilatérale permanente de travail entre Israël et le Saint-Siège, qui s’est réunie au Vatican pour discuter de la mise en application de l’Accord fondamental, se sont quittés mercredi 28 mai sur des progrès significatifs.

Dans un communiqué conjoint publié à l’issue de leur réunion, la commission, sans révéler la teneur de leurs entretiens, affirme que les travaux se sont déroulés dans « un climat de grande cordialité et de bonne volonté ».

« Des progrès significatifs ont été accomplis vers la conclusion d’un accord commun, tant sur le plan substantiel qu’au niveau des procédures à mettre en œuvre pour améliorer l’efficacité des négociations encore en cours », précise le communiqué.

L’Accord fondamental, signé par les deux Etats le 30 décembre 1993, énonce les principes qui doivent régir les relations entre les deux Etats. Mais son entrée en vigueur a été suspendue tant qu’une série d’accords complémentaires, visant à garantir la liberté et les droits de l’Eglise en territoire israélien, n’auront pas été négociés et signés.

L’Accord sur la personnalité juridique de droit international dont jouit le Saint-Siège a été signé en 1997 mais n’est jamais entré en vigueur sur le territoire israélien, tandis que l’Accord économique, prévu par l’Accord fondamental, n’a encore jamais vu le jour.

Cet accord économique porte essentiellement sur trois points : « les propriétés de l’Église expropriées ou soumise à des servitudes ; les services que l’Église rend à la population israélienne, qu’elle soit juive ou palestinienne ; la confirmation des exemptions fiscales dont l’Eglise bénéficiait déjà au moment de la naissance de l’Etat d’Israël et qui, selon une décision des Nations unies, devaient être honorées par l’Etat hébreu ».

La délégation du Saint-Siège était conduite par le sous-secrétaire pour les relations avec les Etats Mgr Pietro Parolin, entouré entre autres du secrétaire de la Congrégation pour les Eglises orientales, Mgr Antonio Maria Vegliò, et du nonce apostolique en Israël, Mgr Antonio Franco.

La délégation israélienne, conduite par le directeur général du Ministère des affaires étrangères Aaron Abramovich, réunissait quant à elle, entre autres, l’ambassadeur israélien près le Saint-Siège, Mordechay Lewy, et le directeur de la Division des affaires juives mondiales au Ministère des affaires étrangères, Shmuel Ben-Shmuel.

La Commission a convenu de se rencontrer à nouveau dans la première moitié du mois de décembre à Jérusalem, confirmant ainsi la cadence semestrielle établie pour faire avancer les négociations.

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Progressos na Comissão Bilateral Santa Sé-Israel

Celebrou no Vaticano sua reunião plenária

CIDADE DO VATICANO, quinta-feira, 29 de maio de 2008 (ZENIT.org).- Com «conquistas importantes» se celebrou na quarta-feira, no Vaticano, a sessão plenária da Comissão de Trabalho Bilateral Permanente entre a Santa Sé e o Estado de Israel.

Um comunicado conjunto de ambas instâncias – difundido pela Sala de Imprensa da Santa Sé – dá conta da celebração desta reunião «para prosseguir as negociações relativas ao artigo 10, parágrafo 2 do Acordo Fundamental entre a Santa Sé e o Estado de Israel (30 de dezembro de 1993)».

A delegação da Santa Sé esteve presidida por Dom Pietro Parolin, subsecretário para as Relações com os Estados, e a do Estado de Israel por Aaron Abramovich, diretor geral do Ministério de Exteriores israelense.

«O trabalho dessa sessão plenária se desenvolveu em um clima de grande cordialidade e boa vontade, e realizou conquistas importantes em vista do objetivo comum, tanto em termos substantivos como na intenção de pôr em prática medidas para implementar a eficácia das negociações em curso», explica o comunicado conjunto.

Publicado igualmente pela Embaixada de Israel ante a Santa Sé, o comunicado se difundiu com o título: «‘Progressos significativos’ nas conversas de questões de financiamento».

A atividade desta comissão se vinha centrando na negociação com relação às propriedades eclesiásticas na Terra Santa e a questões fiscais. As reuniões já estão tendo periodicidade semestral.

A próxima reunião plenária acontecerá em Israel, na primeira quinzena de dezembro. Enquanto isso, a comissão continuará com suas atividades habituais.

© ZENIT.org

Vicinanza del Papa al Myanmar devastato dal ciclone Nargis

6 maggio 2008


Il ciclone Nargis

Oltre 22.000 le vittime accertate finora

CITTA’ DEL VATICANO, martedì, 6 maggio 2008 (ZENIT.org).- Benedetto XVI ha espresso la sua vicinanza alle popolazioni del Myanmar, devastato lo scorso fine settimana dal ciclone Nargis, che ha seminato morte e distruzione provocando più di 22.000 vittime, 41.000 dispersi e un milione di senzatetto.

L’ONU ha rivelato che le autorità del Paese non hanno lanciato lo stato d’allerta, che avrebbe permesso a molti di salvarsi.

Contrariamente a quanto accadde dopo lo tsunami che devastò il sud-est asiatico nel 2004, è stato permesso l’arrivo di aiuti internazionali, ma gli esperti dovranno negoziare con le autorità il loro ingresso nel Paese.

In un telegramma inviato tramite il Cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone al presidente della Conferenza Episcopale del Myanmar, l’Arcivescovo di Mandalay Paul Zinghtung Grawng, il Papa si dice “profondamente rattristato dalle notizie delle tragiche conseguenze del ciclone” ed esprime la sua “sentita vicinanza” alle popolazioni colpite.

Il Santo Padre assicura preghiere per i morti e le loro famiglie, “invoca la pace di Dio sulle vittime e la forza e il conforto divini sui senzatetto e tutti coloro che soffrono”.

Benedetto XVI si dice anche “fiducioso che la comunità internazionale risponderà con aiuti generosi ed efficaci” alle necessità degli abitanti e chiede di trasmettere “la sua solidarietà e la sua preoccupazione alle autorità civili e a tutto l’amato popolo del Myanmar”.

La catastrofe è avvenuta sabato 3 maggio. Si calcola che la maggior parte delle vittime sia stata provocata più da un’onda anomala sviluppatasi nel delta del fiume Irrawaddy che dal ciclone in sé.

Con un provvedimento che ha suscitato sorpresa e critiche, la giunta militare birmana ha deciso questo martedì di revocare lo stato d’emergenza in tre degli Stati colpiti dal ciclone.

La Caritas e i suoi partner si sono già mobilitati per far fronte all’emergenza (cfr. ZENIT, 5 maggio 2008).

El Papa pide ayuda para Birmania

Más de 22.000 fallecidos, según los datos provisionales

CIUDAD DEL VATICANO, martes, 6 mayo 2008 (ZENIT.org).- Benedicto XVI ha hecho público un mensaje de pésame por los miles de personas fallecidas a causa del ciclón que ha devastado Birmania (Myanmar).

La radio estatal birmana elevó este martes a 22.464 el número de muertos y a 41.054 las personas desaparecidas en el sur del país tras el paso del ciclón Nargis el sábado, mientras que la cifra de damnificados llega al millón.

En su mensaje, el Papa, «profundamente apenado por las trágicas consecuencias del reciente ciclón, expresa su más vivo pésame» y «reza por las víctimas y sus familias pidiendo a Dios paz para los fallecidos y fortaleza y consuelo divinos para los que han perdido sus hogares y para todos los que sufren».

El telegrama papal ha sido enviado por el cardenal Tarcisio Bertone, secretario de Estado, a monseñor Paul Zinghtung Grawng, arzobispo de Mandalay, presidente de la Conferencia de los Obispos Católicos del país.

«Su Santidad, convencido de que la comunidad internacional responderá con socorros generosos y eficaces a las necesidades de vuestros compatriotas, le pide que transmita su solidaridad y su preocupación a las autoridades civiles y a todo el amado pueblo de Myanmar», concluye el mensaje.

Myanmar : Benoît XVI encourage la solidarité de la communauté internationale

Télégramme de condoléances

ROME, Mardi 6 mai 2008 (ZENIT.org) – Benoît XVI encourage la solidarité de la communauté internationale avec la population birmane.

Le pape a fait parvenir, par le cardinal secrétaire d’Etat Tarcisio Bertone, un télégramme de condoléances au président de la conférence des évêques catholiques du Myanmar, Mgr Paul Zinghtung Grawng, archevêque de Mandalay, pour les victimes du cyclone « Nargis » qui aurait fait quelque 60.000 morts dans le sud du pays.

Le pape se dit « profondément attristé » par cette « tragédie », et il assure la population de sa « sympathie cordiale » et de sa prière pour les victimes et pour leurs familles, et il invoque « la paix de Dieu sur les morts » et « la force et le réconfort divins sur les sans abri et ceux qui souffrent » de cette catastrophe.

Le pape se dit aussi « confiant que la communauté internationale répondra généreusement et efficacement au soulagement des besoins » de la population, en demandant à l’évêque d’exprimer sa « solidarité » et sa « préoccupation » à la fois « aux autorités civiles et au peuple bien aimé du Myanmar ».

Devant la gravité de la situation, la junte au pouvoir depuis 46 ans a décidé d’accepter l’aide internationale, acceptant, moyennant contrôle l’arrivée d’équipes de secours étrangères, et de renvoyer le réferendum sur a nouvelle constitution au 24 mai.

Rangoon, la capitale est toujours sans électricité et les prix des denrées de première nécessité flambent, souligne aujourd’hui Radio Vatican.

Parmi les premiers à annoncer une aide, la Chine, qui annonce un million de dollars d’aide en denrées alimentaires et en argent, précise cette même source.

Anita S. Bourdin

Nargis victims 1

Wirbelsturm „Nargis“: Benedikt XVI. verbindet sich mit der Not leidenden Bevölkerung von Myanmar

Mindestens 15.000 Menschen fanden den Tod

ROM, 6. Mai 2008 (ZENIT.org).- Benedikt XVI. verbindet sich mit dem Schmerz der Bevölkerung von Myanmar, dem früheren Birma, das in den vergangenen Tagen vom Wirbelsturm „Nargis“ heimgesucht worden ist. Bei der größten Naturkatastrophe in Südostasien seit dem Tsunami im Dezember 2004 wurden mindestens 15.000 Menschen in den Tod gerissen.

„In tiefer Trauer angesichts der Nachrichten über die tragischen Folgen des jüngsten Zyklons bekundet der Heilige Vater sein von Herzen kommendes Mitgefühl“, schreibt Kardinal-Staatssekretär Tarcisio Bertone in einem Telegramm, das an den Erzbischof von Mandalay und Vorsitzenden der Bischöfe von Myanmar, Msgr. Paul Zinghtung Grawng, gerichtet ist.

„Mit Gebeten für die Opfer und ihre Angehörigen ruft er den Frieden Gottes auf die Toten herab sowie göttliche Stärke und Trost auf die Heimatlosen und all jene, die leiden müssen. Zuversichtlich, dass die internationale Gemeinschaft großzügig und wirkungsvoll den Bedürfnissen ihrer Landsleute entgegenkommen wird, bittet Seine Heiligkeit Sie, den staatlichen Obrigkeiten und dem ganzen geliebten Volk von Myanmar seine Solidarität und seine Sorge zu übermitteln.“

Nargis 5

Papa pede ajuda para Mianmar

Mais de 22.000 falecidos, segundo os dados provisionais

CIDADE DO VATICANO, terça-feira, 6 de maio de 2008 (ZENIT.org).- Bento XVI publicou uma mensagem de pêsames pelas milhares de pessoas falecidas por causa do ciclone que devastou Mianmar.

A rádio pública birmanesa elevou nesta terça-feira a 22.464 o número de mortos e a 41.054 as pessoas desaparecidas no sul do país após a passagem do ciclone Nargis no sábado, enquanto que o número de afetados chega a um milhão.

Em sua mensagem, o Papa, «profundamente triste pelas trágicas conseqüências do recente ciclone, expressa seus mais vivos pêsames» e «reza pelas vítimas e suas famílias, pedindo a Deus paz para os falecidos e fortaleza e consolo divinos para os que perderam seus lares e para todos os que sofrem».

O telegrama papal foi enviado pelo cardeal Tarcisio Bertone, secretário de Estado, a Dom Paul Zinghtung Grawng, arcebispo de Mandalay, presidente da Conferência dos Bispos Católicos do país.

«Sua Santidade, certo de que a comunidade internacional responderá com socorros generosos e eficazes às necessidades de vossos compatriotas, pede-lhe que transmita sua solidariedade e sua preocupação às autoridades civis e a todo o amado povo de Mianmar», conclui a mensagem.

Nargis 6

Pontiff Sends Condolences to Myanmar

VATICAN CITY, MAY 6, 2008 (Zenit.org).- Benedict XVI expressed his sympathy for the victims of Cyclone Nargis that pounded Myanmar on Saturday.

In a telegram sent by the Pope’s secretary of state, Cardinal Tarcisio Bertone, to Archbishop Paul Zinghtung Grawng of Mandalay, president of the bishops’ conference of Myanmar, the Holy Father expressed his sorrow and promised prayers.

The telegram said: “Deeply saddened by news of the tragic aftermath of the recent cyclone, the Holy Father expresses his heartfelt sympathy. With prayers for the victims and their families, he invokes God’s peace upon the dead and divine strength and comfort upon the homeless and all who are suffering.

“Confident that the international community will respond with generous and effective relief to the needs of your countrymen, His Holiness asks you to convey his solidarity and concern to the civil authorities and to all the beloved people of Myanmar.”

The death toll rises by the minute in Myanmar, with state radio announcing today that more than 22,000 are confirmed dead and some 41,000 are missing.

Nargis victims 2