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Monsignor Andrés Carrascosa Coso nuovo nunzio apostolico a Panama

12 gennaio 2009

CITTA’ DEL VATICANO, lunedì, 12 gennaio 2009 (Vatican Diplomacy).  Benedetto XVI ha nominato nunzio apostolico a Panama monsignor Andrés Carrascosa Coso, arcivescovo titolare di Elo, finora nunzio apostolico nella Repubblica del Congo e in Gabon.

E’ nato a Cuenca (Spagna) il 16 dicembre 1955 ed è stato ordinato sacerdote il 2 luglio 1980. Si è incardinato a Cuenca.

Laureato in Diritto Canonico, ha la licenza in Teologia Biblica.

Entrato nel Servizio diplomatico della Santa Sede il 1° maggio 1985, ha prestato successivamente la propria opera nelle Rappresentanze Pontificie in Liberia e in Danimarca, presso il Consiglio per gli Affari Pubblici della Chiesa, la Missione presso l’Ufficio dell’ONU e Istituzioni Specializzate a Ginevra e presso le nunziature apostoliche in Brasile e in Canada.
Oltre allo spagnolo, conosce l’italiano, il francese, l’inglese, il tedesco e il portoghese.

 

Monsignor Luigi Bianco nominato nuovo nunzio apostolico in Honduras

12 gennaio 2009

Sostituisce monsignor Antonio Arcari

 

CITTA’ DEL VATICANO, lunedì, 12 gennaio 2009 (Vatican Diplomacy). Benedetto XVI ha nominato nunzio apostolico in Honduras monsignor Luigi Bianco, finora Consigliere della nunziatura apostolica in Spagna, elevandolo in pari tempo alla sede titolare di Falerone, con dignità di Arcivescovo.

Sostituisce monsignor Antonio Arcari, Arcivescovo titolare di Ceciri, che è appena stato nominato nunzio apostolico in Mozambico.

Monsignor Bianco è nato a Montemagno (Asti) il 3 marzo 1960. È stato ordinato sacerdote il 30 marzo 1985. Si è incardinato a Casale Monferrato. È laureato in Diritto Canonico.

Entrato al Servizio della Santa Sede il 1° luglio 1989, ha prestato successivamente la propria opera nelle Rappresentanze Pontificie in Italia, Egitto, Argentina, Croazia e Spagna.

Conosce lo spagnolo, il francese, l’inglese e il croato.

 

Morto il cardinale Pio Laghi, il diplomatico delle missioni impossibili

12 gennaio 2009

CITTA’ DEL VATICANO – Lunedì, 12 gennaio 2009 (Vatican Diplomacy). Riportiamo l’articolo dell’Osservatore Romano sulla morte del cardinale Pio Laghi:

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Nelle prime ore di domenica 11 in un ospedale romano

La morte del cardinale Pio Laghi

Il Cardinale Pio Laghi, Prefetto emerito della Congregazione per l’Educazione Cattolica, è morto nelle prime ore di domenica 11 gennaio, in un ospedale romano dove era ricoverato da tempo a causa di una grave malattia. Il Cardinale Laghi era nato a Castiglione, diocesi di Forlì-Bertinoro, il 21 maggio del 1922. Ordinato sacerdote il 20 aprile del 1946 era stato eletto il 24 maggio 1969 alla Chiesa titolare di Mariana con la dignità di Arcivescovo, aveva ricevuto l’ordinazione episcopale il 22 giungo successivo. Il 6 aprile 1990 era stato nominato Pro-prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica (dei Seminari e degli Istituti di Studi). Fu creato Cardinale da Giovanni Paolo II nel Concistoro del 28 giugno 1991, della diaconia di Santa Maria Ausiliatrice al Tuscolano. L’8 maggio 1993 era stato nominato Patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta. Nel novembre del 1999 aveva lasciato il suo incarico in Congregazione. Il 26 febbraio del 2002 era stato trasferito all’ordine presbiterale e gli era stato assegnato il titolo di San Pietro in Vincoli. Le esequie del Cardinale Laghi saranno celebrate martedì 13 gennaio alle ore 11 nella Basilica di San Pietro.Il cardinale Pio Laghi

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Il cardinale Pio Laghi


“Ho percorso un lungo cammino da un capo all’altro del mondo guidato da un’unica consapevolezza:  quella di agire sempre in persona Christi”. Così sintetizzò la sua missione il Cardinale Pio Laghi nel celebrare il cinquantesimo dell’ordinazione sacerdotale. Ed è stata certamente questa la sua profonda essenza sacerdotale. Non amava molto parlare di sé. E quando si fermava nei crocicchi di giovani che, soprattutto in questi ultimi anni, gli si facevano intorno sui campetti di calcio dell’oratorio San Pietro, si presentava come “un vecchio girovago che porta a spasso Gesù sulle strade del mondo”. E poi tutte le domeniche dall’altare dello stesso oratorio, dove raramente mancava da quando era divenuto presidente, cercava di trasmettere a centinaia di giovani, dai sei ai vent’anni, allineati tra i banchi e vestiti delle loro divise sportive, quel suo amore per Gesù che lo aveva portato in vari Paesi del mondo.
Quei giovani hanno riempito il suo ministero da quando era rientrato a Roma:  sacerdoti, seminaristi, studenti, operai, sportivi nei quali ha trasfuso fede, fiducia, speranza.
Nato in Castiglione, diocesi di Forlì-Bertinoro, il 21 maggio 1922, da una famiglia contadina di radicata fede cristiana, compì gli studi elementari e secondari a Faenza, presso l’Istituto salesiano. Nella città del Lamone seppe da subito conquistarsi la simpatia dei suoi compagni di studio, dei suoi professori e di quanti lo frequentarono. Lui stesso conservò sempre ottimi legami con la popolazione di quella cittadina nella quale, tra l’altro, ha celebrato i passaggi più significativi della sua missione all’interno della Chiesa:  dalla celebrazione della prima Messa all’Ordinazione episcopale. E Faenza lo annovera nei suoi registri comunali come natione et moribus faentino.
Tra l’altro proprio qui avvenne l’incontro che avrebbe impresso la svolta decisiva alla sua vita, quello con monsignor Piero Costa. Frequentava assiduamente la parrocchia di Santo Stefano dove don Costa svolgeva il suo lavoro pastorale. “Mi raccontava la vita di Gesù – ricordò una volta ai bambini della Petriana – come si raccontava una storia meravigliosa. A poco a poco suscitò in me il desiderio di conoscerla più a fondo, quella storia. E quando la conobbi sentii nascere in me il desiderio di viverla in primapersona”.
Scelse così di proseguire gli studi nel seminario vescovile. Vi fece gli studi di filosofia. Poi si iscrisse alla facoltà di teologia presso la Pontificia Università Lateranense e nel 1942 conseguì la laurea in teologia.
Il suo cammino sacerdotale iniziò il Sabato Santo del 1946:  era il 20 aprile. L’Ordinazione avvenne a Faenza, nella cappella del vescovado. Lo ordinò sacerdote monsignor Giuseppe Battaglia. Celebrò la prima Messa proprio il giorno di Pasqua, un evento che considerò sempre “una grazia speciale”. Chi era presente il giorno della sua Ordinazione sacerdotale, ricorda che il “giovane chierico Laghi non riusciva, per la grande emozione, a pronunciare le parole chiave della consacrazione in persona Christi. Lo aiutò a farlo il sacerdote che gli era vicino e che lo aveva seguito negli ultimi anni della sua formazione sacerdotale”.
Nel 1950, portò a compimento gli studi in Diritto Canonico presso la Pontificia Università Lateranense. Di quel periodo conserva un forte ricordo il cardinale Achille Silvestrini. “Eravamo tre faentini – egli ricorda – don Monduzzi, don Laghi ed io. Eravamo legati da un’amicizia fraterna. Al Laterano don Pio era già noto per aver frequentato gli studi di Teologia ed era conosciuto come uno dei più quotati alunni, circondato di stima e considerazione. Ricordo che monsignor Violardo, prelato piemontese che aveva abbandonato la carriera diplomatica per l’insegnamento, gli affidò l’incarico di stendere le dispense del suo corso monografico De bonis Ecclesiae temporalibus”.
Dopo la laurea in Diritto canonico, proprio per la sua intelligenza e per la sua preparazione umana, fu chiamato a Roma per frequentare la Pontificia Accademia Ecclesiastica. Nel marzo del 1952 era stato assunto al servizio della Santa Sede ed inviato come addetto alla Nunziatura di Managua, in Nicaragua. Vi trascorse tre anni durante i quali, oltre agli impegni del suo ufficio, si dedicò alla pastorale nel barrio de Altagracia, uno dei più poveri quartieri della città. Vi fondò anche una parrocchia dedicata a Nostra Signora de Altagracia, e una scuola elementare per quattrocento bambini, poi affidata alle suore della Divina Pastora.
Tre anni dopo fu trasferito, prima come Segretario e quindi come Uditore, alla Delegazione Apostolica di Washington. Nel 1961, come uditore, alla Nunziatura di Delhi, in India. Anche in questa sua nuova destinazione, oltre che agli incarichi d’ufficio, si dedicò al lavoro pastorale. In particolare visitava spesso i lebbrosari. Fu durante queste visite che incontrò Madre Teresa, un’altra di quelle figure che lasciarono un’impronta indelebile nel suo animo.
Richiamato a Roma nel 1964 servì per un quinquennio presso la Segreteria di Stato nel Consiglio per gli Affari Pubblici, ora Sezione per i Rapporti con gli Stati. Nel 1968 fece, tra l’altro, parte della Delegazione della Santa Sede che partecipò alla conferenza delle Nazioni Unite sui diritti umani tenutasi a Teheran.
Eletto alla sede titolare arcivescovile di Mauriana il 24 maggio 1969 e designato Delegato Apostolico in Gerusalemme e in Palestina, ricevette l’ordinazione episcopale il 22 giugno 1969 nella cattedrale di Faenza. Consacrante fu il cardinale Cicognani; conconsacranti i Vescovi Casaroli e Battaglia. Ad assisterli due inseparabili amici del neo arcivescovo:  i sacerdoti Achille Silvestrini e Dino Monduzzi. Nei cinque anni trascorsi a Gerusalemme ricoprì anche l’incarico di pro-nunzio a Cipro e di visitatore apostolico per la Grecia. A Gerusalemme lasciò un’impronta indelebile. Si può dire che fu lui l’iniziatore, il catalizzatore del progetto di una Università Cattolica, maturato nell’animo di Papa Paolo VI a conclusione del suo storico pellegrinaggio in Terra Santa, nel 1964. Per la verità furono tre i progetti di Paolo VI per la Terra Santa, portati a compimento dal Cardinale Laghi e che tuttora sono fiorenti:  a Betlemme, l’istituto per sordomuti “Effeta”, l’unico che porta ancora il nome di Paolo VI, l’istituto ecumenico per gli studi teologici di Tantur e, appunto, l’Università Cattolica. Inoltre istituì il Segretariato di Giustizia e pace per la Palestina.
Nell’aprile del 1974 fu trasferito in Argentina in qualità di Nunzio Apostolico:  vi rimase fino al dicembre 1980, quando fu nominato Delegato Apostolico negli Stati Uniti. Nel marzo 1984, allacciati i rapporti ufficiali tra Santa Sede e il Governo di Washington, ne divenne Pro-nunzio Apostolico.
Il 6 aprile 1990 fu richiamato al servizio della Curia Romana come pro-prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica. Giovanni Paolo ii lo creò Cardinale nel Concistoro del 28 giugno 1991 della diaconia di Santa Maria Ausiliatrice al Tuscolano. Fu nominato presidente del Pontificio Oratorio di San Pietro il 5 dicembre 1992. Anche questa nomina in qualche modo costituì una tappa importante per la sua vita sacerdotale. L’8 maggio 1993 era stato designato Patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta.
Il 15 novembre 1999, aveva lasciato il suo incarico di Prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica. Il 26 febbraio del 2002 era stato passato all’ordine presbiterale e gli era stato assegnato il titolo di San Pietro in Vincoli. Da quando lasciò il suo incarico ufficiale dedicò tutta la sua vita sacerdotale al servizio dei giovani. Trascorreva diverse ore in oratorio. Difficilmente rinunciava a celebrare la Messa oratoriana delle Domeniche. Lo faceva solo quando, per incarico del Papa, doveva recarsi in luoghi in cui era richiesta una discreta opera di mediazione. Cosa che è avvenuta diverse volte in questi anni, almeno sino a quando una fastidiosa operazione agli arti non lo aveva costretto a limitare i suoi viaggi.

Pio Laghi e George W. Bush - 5 marzo 2003

Pio Laghi e George W. Bush - 5 marzo 2003

©L’Osservatore Romano – 12-13 gennaio 2009

Zapatero e Bertone, incontro segreto per riaprire il dialogo

12 giugno 2008

CITTA’ DEL VATICANO – Giovedì, 12 giugno 2008 (Vatican Diplomacy). Riproponiamo un interessante articolo apparso quest’oggi sul sito della rivista “Panorama”:

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Il premier José Luis Zapatero

Prove tecniche di ricucitura tra Zapatero e il Vaticano. Secondo El Paìs, che cita un articolo apparso sulla rivista di ispirazione cattolica Vida Nueva, il presidente spagnolo ha incontrato il segretario di Stato Vaticano Tarcisio Bertone, a Roma la settimana scorsa durante il summit della Fao. Un incontro “discreto”, lontano dai riflettori, non confermato dal governo spagnolo. Ma l’autore dell’articolo sul settimanale cattolico è Antonio Pelayo, sacerdote e responsabile di questioni religiose nell’ambasciata di Spagna in Vaticano
Il premier socialista ha avuto in passato più di un dissapore con le gerarchie ecclesiastiche in Spagna, tanto che il segretario della conferenza episcopale iberica, l’arcivescovo di Madrid Antonio Maria Rouco Varela, si schierò esplicitamente contro il Psoe durante l’ultima campagna elettorale.”Non votate per chi disprezza la famiglia” esortò il milione di fedeli riuniti durante una manifestazione “per la libertà religiosa” convocata dai vescovi a Madrid lo scorso 30 dicembre per protestare contro le politiche del governo. Per non parlare degli strali che ogni mattina vengono lanciati dalla radio della conferenza episcopale, la Cope, (5 milioni di ascoltatori) dal polemico conduttore Federico Jimenez Losantos, ex comunista convertitosi nel più feroce oppositore del Zapaterismo, “rojo y masòn”. In particolare alla Chiesa sono andate di traverso l’approvazione del matrimonio omosessuale, l’ istituzione di una materia scolastica obbligatoria (educazione civica) considerata “laicista” e le polemiche sulle scuole private. Sempre durante la campagna elettorale Pepe Blanco, il coordinatore dei socialisti spagnoli, si diresse ai vescovi con durezza: “O si presentano alle elezioni o si tengano fuori dalla politica” e, riferendosi ai contributi statali per le scuole cattoliche, minacciò “bisognerà rivederli”.
Insomma, uno scontro a tutto campo. Poi, dopo le elezioni, vinte da Zapatero, un lento riavvicinamento con dichiarazioni più concilianti da parte del premier e della Chiesa. Un processo di cui l’incontro semisegreto tra il presidente spagnolo e il “numero 2″ Vaticano potrebbe essere l’inizio.

© Panorama – Edizione digitale – 12 giugno 2008, articolo disponibile qui.

Il Papa chiede ai futuri Nunzi di testimoniare Cristo con la vita

9 giugno 2008

Nel ricevere gli studenti della Pontificia Accademia Ecclesiastica

CITTA’ DEL VATICANO, lunedì, 9 giugno 2008 (ZENIT.org).- Benedetto XVI ha chiesto questo lunedì ai sacerdoti che si preparano a entrare nel servizio diplomatico della Santa Sede di coltivare l’amicizia con Cristo per arrivare ad essere pastori secondo il suo cuore.

Il Pontefice si è rivolto a 28 presbiteri di 15 Paesi diversi che si stanno formando nella Pontificia Accademia Ecclesiastica per esercitare il loro ministero presso le Nunziature Apostoliche o la Segreteria di Stato, o in rappresentanze papali presso organismi internazionali.

“Vostro compito sarà proprio quello di proclamare con il vostro modo di vivere, ancor prima che con le vostre parole, l’annuncio gioioso e consolante del Vangelo dell’amore in ambienti talora molto lontani dall’esperienza cristiana”, ha spiegato il Santo Padre.

I Nunzi Apostolici sono i rappresentanti del Papa nei vari Paesi che mantengono relazioni con la Santa Sede, sia presso il governo civile che presso le comunità cattoliche.

Il Papa ha descritto così il loro futuro di Nunzi o collaboratori dei Nunzi: “Nel vostro quotidiano lavoro verrete a contatto con realtà ecclesiali da comprendere e sostenere; vivrete spesso lontano dalla vostra terra di origine in Paesi che imparerete a conoscere e ad amare”.

“Dovrete accostare il mondo della diplomazia bilaterale e multilaterale – ha aggiunto –, ed essere pronti ad offrire non solo l’apporto della vostra esperienza diplomatica, ma anche, e soprattutto, la vostra testimonianza sacerdotale”.

“Per questo, oltre la necessaria e doverosa preparazione giuridica, teologica e diplomatica, quel che più conta è che improntiate la vostra vita e la vostra attività ad un amore fedele a Cristo e alla Chiesa, che susciti in voi una accogliente premura pastorale verso tutti”, ha riconosciuto.

Per tale motivo, ha chiesto loro di sforzarsi di “essere Pastori secondo il cuore di Cristo, che intrattengono con Lui un quotidiano ed intimo colloquio”.

“E’ l’unità con Gesù il segreto dell’autentico successo del ministero di ogni sacerdote – ha confessato Benedetto XVI –. Qualsiasi lavoro svolgerete nella Chiesa, preoccupatevi di essere sempre veri suoi amici, amici fedeli che lo hanno incontrato e hanno imparato ad amarlo al di sopra di ogni altra cosa. La comunione con Lui, il divin Maestro delle nostre anime, vi assicurerà la serenità e la pace anche nei momenti più complessi e difficili”.

In base al Diritto Canonico (n. 364), “il compito principale del Legato pontificio è quello di rendere sempre più saldi ed efficaci i vincoli di unità che intercorrono tra la Sede Apostolica e le Chiese particolari”.

Tra gli altri incarichi, deve assistere il Papa nel processo richiesto dalla nomina dei Vescovi, presentando alla Sede Apostolica i nomi dei candidati.

Nel suo rapporto con gli Stati (n. 365), gli spetta l’ufficio peculiare di “promuovere e sostenere le relazioni fra la Sede Apostolica e le Autorità dello Stato”.

Il Nunzio deve “affrontare le questioni che riguardano i rapporti fra Chiesa e Stato; trattare in modo particolare la stipulazione e l’attuazione dei concordati e delle altre convenzioni similari”.

© ZENIT.org