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Monsignor Peter Stephan Zurbriggen nuovo nunzio apostolico in Austria

14 gennaio 2009

CITTA’ DEL VATICANO, mercoledì, 14 gennaio 2009 (Vatican Diplomacy).- Benedetto XVI ha nominato Nunzio Apostolico in Austria l’Arcivescovo Peter Stephan Zurbriggen, finora Nunzio Apostolico in Lituania, Estonia e Lettonia.

Sostituisce l’Arcivescovo libanese Edmond Farhat, rappresentante papale a Vienna dal luglio 2005, che ha presentato la rinuncia al Pontefice per motivi di età.

Monsignor Zurbriggen è nato il 27 agosto 1943 a Brig (Svizzera). Dopo essere entrato nel seminario svizzero di Sión, il suo Vescovo lo ha mandato a studiare al Collegio Germanico di Roma. E’ stato ordinato sacerdote il 10 ottobre 1969.

Dopo essersi laureato in Diritto Canonico, nel 1975 è entrato nel servizio diplomatico della Santa Sede, esercitando il suo ministero, tra gli altri Paesi, in Bolivia, Uruguay, Germania e Francia, Sudafrica e India.

Il 13 novembre 1993 Giovanni Paolo II lo ha nominato Nunzio Apostolico in Mozambico, elevandolo alla dignità arcivescovile.

Il 13 giugno 1998 lo stesso Papa l’ha nominato Nunzio Apostolico nelle ex repubbliche sovietiche di Georgia, Azerbaigian e Armenia.

Era Nunzio Apostolico in Lituania, Estonia e Lettonia dal 25 ottobre 2001.

Neuer Apostolischer Nuntius für Österreich kommt aus der Schweiz

14 gennaio 2009

Erzbischof Zurbriggen beerbt Erzbischof Farhat

 

 

WIEN, 13. Januar 2009 (ZENIT.org).- Der aktuelle Apostolische Nuntius in Litauen, Estland und Lettland, Erzbischof Peter Stephan Zurbriggen, wird neuer Vertreter des Heiligen Stuhls in Österreich. Wie die Apostolische Nuntiatur in Wien heute ankündigte, wird die Ernennung durch Papst Benedikt XVI. morgen, Mittwoch, vom Vatikan offiziell bekannt gegeben werden.

Erzbischof Zurbriggen, 65 Jahre alt und ein gebürtiger Schweizer, wird Erzbischof DDr. Edmond Farhat beerben, dessen altersbedingtes Rücktrittsgesuch bereits vor einigen Monaten vom Papst angenommen worden war. Über den Zeitpunkt der Amtsübernahme liegen derzeit noch keine Informationen vor.

Zurbriggen wurde am 27. August 1943 in Brig in der Diözese Sitten/Sion im Kanton Wallis geboren. Er trat 1975 in den Diplomatischen Dienst des Heiligen Stuhls ein. 1993 wurde er von Papst Johannes Paul II. zum Apostolischen Delegaten in Mocambique und gleichzeitig zum Erzbischof bestellt (seine Titular-Erzdiözese ist Glastonia). Seine Bischofsweihe empfing er am 6. Jänner 1994.

1996 wurde die Vatikan-Repräsentanz in Mocambique zur Nuntiatur aufgewertet. 1998 wechselte Zurbriggen als Nuntius in die Kaukasus-Republiken Georgien, Armenien und Aserbaidschan, 2001 in das Baltikum.

„Ich glaube, dass sich die Österreicher neu bewusst werden müssen, wie begnadet und reich beschenkt sie sind“, erklärte der scheidende Apostolische Nuntius Erzbischof Farhat im ZENIT-Gespräch. „Gott sei Dank ist Österreich schon viele Jahre vor einem Krieg verschont geblieben, was diesem Land einen großen wirtschaftlichen Reichtum verschafft hat. Mir tut es leid, wenn ich aber hier erlebe, dass sich manche Österreicher trotz all dieser schönen Tatsachen nur beklagen und nicht zufrieden sind. Meine Heimat, der Libanon, wird hingegen schon seit Jahrzehnten immer wieder von Kriegen heimgesucht. Die Menschen, die dort geblieben sind, haben aber die Hoffnung auf eine bessere Zukunft nicht verloren und sind mit dem Wenigen, das sie haben, zufrieden und strengen sich an, damit es noch besser wird.“

In Österreich gebe es „verschiedene positiven Ansätze und Initiativen“, die „wie kleine Lichter“ seien, die man aber zusammenbringen müsse, „damit sie in die Weite leuchten können“. Zur Glaubensvertiefung bedürfe es „Zeit und Platz für Gott“. Deshalb sei es angebracht, sich im Lauf des Tages Zeiten zu nehmen, „um Ruhe und die Sehnsucht zum Schweigen wieder zu finden und Gott begegnen zu können“.

 

 

© Innovative Media, Inc.

Visita di Bush al Papa, per l’Osservatore Romano: “Un incontro all’insegna dell’amicizia”

13 giugno 2008

CITTA’ DEL VATICANO – Venerdì, 13 giugno 2008 (Vatican Diplomacy). Riportiamo in anteprima il pezzo dell’Osservatore Romano in edicola domani 14 giugno, sull’udienza privata di Benedetto XVI concessa al presidente degli Stati Uniti d’America, George W. Bush impegnato nel suo ultimo viaggio in Europa da  Capo di Stato:

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Il Papa riceve in udienza il presidente degli Stati Uniti d’America, George W. Bush

Un incontro familiare all’insegna dell’amicizia

L’impegno comune in difesa dei valori morali fondamentali è stato uno dei temi al centro del colloquio tra Benedetto XVI e il presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, svoltosi in un clima di grande cordialità venerdì mattina, 13 giugno, in Vaticano. Lo riferisce un comunicato della Sala Stampa della Santa Sede, nel quale si sottolinea che sono state affrontate anche tematiche internazionali come i rapporti tra Europa e Stati Uniti, il Medio Oriente, la pace in Terra Santa, la globalizzazione, la crisi alimentare e gli obiettivi di sviluppo del Millennio. Il comunicato aggiunge che nell’occasione il Papa ha anche ringraziato Bush per la calorosa accoglienza ricevuta negli Stati Uniti e alla Casa Bianca nel viaggio dello scorso aprile.

Alla mezz’ora di colloqui privati sono seguiti una passeggiata tra i viali alberati e le aiuole fiorite dei Giardini Vaticani, e l’ascolto di due brani di musica sacra eseguiti nel suggestivo scenario. Con un protocollo inedito, l’udienza ha avuto inizio con qualche minuto di anticipo, poco prima delle ore 11, presso la Torre di San Giovanni. Il particolare svolgimento dell’incontro è stato diretto dall’arcivescovo James Michael Harvey, prefetto della Casa Pontificia, che ha accompagnato il Papa insieme con i monsignori Georg Gänswein, segretario particolare di Benedetto XVI, e Petar Rajic, prelato d’onore.

Il presidente Bush era accompagnato dalla consorte Laura e dall’ambasciatore degli Stati Uniti presso la Santa Sede, Mary Ann Glendon.

Il Papa ha accolto gli illustri ospiti ai piedi della scalinata all’ingresso della Torre. “È un grande onore” ha detto il presidente Bush scendendo dalla limousine nera che lo ha condotto in Vaticano; “grazie mille” gli ha fatto eco la consorte, mentre il Papa si faceva loro incontro, dicendosi felice di rivederli.

Subito dopo Benedetto XVI e il presidente degli Stati Uniti sono saliti in ascensore allo studio del primo piano per il colloquio privato, mentre la signora Laura e l’ambasciatore Glendon sono rimaste nel salotto del piano terra. Poco più tardi si è unito a loro il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, con i segretari particolari Nicolas Henry Marie Denis Thevenin e Lech Piechota.

Al  termine  del  colloquio,  Benedetto XVI e il presidente americano, con un’ulteriore variazione rispetto al protocollo previsto, hanno percorso il camminamento che si trova alla sommità della torre, affacciandosi più volte per ammirare il panorama circostante. I due sono poi ridiscesi al piano terra, dove si è svolto lo scambio dei doni. Bush ha offerto una fotografia autografata con le firme sua e della consorte incise sulla cornice e un album con le immagini della visita del Papa alla Casa Bianca. Anche il Pontefice ha offerto una fotografia autografata, dove sono ritratti lui stesso e i coniugi Bush alla Casa Bianca mentre recitano una preghiera, e quattro volumi sulla Basilica di San Pietro.

Subito dopo ha avuto luogo la breve passeggiata nei Giardini, durante la quale Bush ha chiesto quanto fosse grande la Città del Vaticano e alla risposta del prefetto Harvey “è più piccolo del Texas”, ha replicato “ma è molto più importante”.

Il Papa e il presidente hanno percorso i bastioni di san Giovanni fino a largo Capanna cinese, dove si trova la grande campana del giubileo del 2000. Hanno poi proseguito lungo via Pio xi, fino al piazzale della Grotta di Lourdes, dove in un’atmosfera molto familiare, hanno atteso seduti la first lady e il cardinale segretario di Stato. Al loro arrivo i cantori della Cappella Sistina, diretti dal maestro Giuseppe Liberto, hanno eseguito due mottetti:  “Exultate Deo” di Pierluigi da Palestrina e “Alma Redemptoris Mater” dello stesso monsignor Liberto. Dopo il secondo canto il Pontefice ha presentato a Bush il maestro della cappella musicale pontificia. Il presidente ha anche stretto le mani dei pueri cantores, ai quali ha chiesto se studiassero in Vaticano. Con uno dei più piccoli di loro ha scambiato il tipico saluto a mano aperta che dall’America si è diffuso in tutto il mondo soprattutto tra i giovani.

“Santità, siamo circondati da donne di valore”, ha commentato Bush mentre veniva scattata la foto-ricordo dell’avvenimento, nella quale posavano anche la consorte Laura e l’ambasciatore Glendon.
Al termine, verso le 12.15, il presidente americano e il suo seguito si sono congedati dal Papa che, prima di fare rientro al Palazzo apostolico, ha voluto salutare anch’egli i giovani cantori della Sistina.

Con quello di stamattina sono quattro gli incontri tra il presidente Bush e Benedetto XVI nel giro di appena un anno. Il primo si svolse infatti in Vaticano il 7 giugno 2007; nell’aprile scorso quelli in terra americana:  il 15 a Washington nella Base di Andrews, unica volta in cui un presidente statunitense ha accolto personalmente ai piedi dell’aereo un Pontefice, e il 16 alla Casa Bianca, nel giorno dell’ottantunesimo compleanno del Papa.

© Copyright L’Osservatore Romano – 14 giugno 2008

La crisi alimentare, la difesa dei valori morali, la pace in Terra Santa al centro dell’incontro tra il Papa e Bush, avvenuto in un clima di grande cordialità nei Giardini Vaticani

13 giugno 2008

CITTA’ DEL VATICANO – Venerdì, 13 giugno 2008 (Vatican Diplomacy). Riportiamo il servizio di Radio Vaticana sull’udienza privata di Benedetto XVI concessa al presidente degli Stati Uniti d’America, George W. Bush:

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Un’udienza dal “protocollo particolare” per “ricambiare la cordialità dell’accoglienza” ricevuta dal Papa durante la visita dell’aprile scorso negli Stati Uniti. Così, la Sala Stampa vaticana spiega in un comunicato le ragioni dello svolgimento, per molti aspetti inedito, dell’udienza di Benedetto XVI al presidente americano George W. Bush, tenutasi stamani nella Torre di San Giovanni nei Giardini Vaticani. Tanti i temi affrontati nel colloquio privato tra il Papa e il presidente, dalla pace in Medio Oriente alla crisi alimentare, ai rapporti tra Europa e Stati Uniti. Il servizio di Alessandro Gisotti:

Nel “cordiale colloquio” con il presidente Bush, informa la Sala Stampa della Santa Sede, il Papa “ha rinnovato prima di tutto la propria gratitudine per la calorosa e speciale accoglienza ricevuta negli Stati Uniti d’America e alla Casa Bianca durante il suo viaggio dell’aprile scorso, e per l’impegno nella difesa dei valori morali fondamentali”. Benedetto XVI e George W. Bush hanno poi parlato dei principali temi di politica internazionale: “le relazioni fra gli Stati Uniti d’America e l’Europa, il Medio Oriente e l’impegno per la pace nella Terra Santa, la globalizzazione, la crisi alimentare ed il commercio internazionale”, infine “l’attuazione degli obiettivi del Millennio”.

 
Un’udienza particolare, dunque, quella tra il Papa e Bush. Il corteo presidenziale ha fatto il suo ingresso in Vaticano poco prima delle ore 11. Benedetto XVI ha accolto George W. Bush ai piedi della scalinata all’ingresso della Torre di San Giovanni. Alle ore 10.54, la stretta di mano tra il Papa e Bush, che ha ripetuto più volte di “essere onorato” per l’accoglienza riservatagli. Assieme al presidente, nel seguito, la First Lady, Laura, e l’ambasciatore americano presso la Santa Sede, la signora Mary Ann Glendon. L’inedito scenario dell’incontro ha sottolineato la particolare cordialità di questo evento. La Torre di San Giovanni – edificio medievale fatto ristrutturare da Giovanni XXIII – serve ora da alloggio per gli ospiti d’onore del Papa. Il colloquio privato tra il Pontefice e il presidente Bush, durato circa mezz’ora, si è svolto nello studio al primo piano dell’edificio medievale.

 
Intorno alle 11.27, Bush e il Papa – accompagnati da mons. James M. Harvey, prefetto della Casa Pontificia – sono saliti all’ultimo piano della Torre, dal quale il Santo Padre ha mostrato al presidente una vista spettacolare di Roma ed in particolare della Cupola di San Pietro. Sono dunque scesi al piano terra, dove si è svolto il tradizionale scambio di doni. Bush ha regalato al Santo Padre una fotografia con il Papa stesso e il presidente e un album di foto sui momenti salienti della visita di Benedetto XVI alla Casa Bianca. Il Santo Padre ha contraccambiato con una fotografia con il Papa, il presidente e la moglie, scattata alla Casa Bianca, e quattro volumi sulla Basilica di San Pietro. E’ iniziata così la seconda parte della visita del presidente statunitense in Vaticano. Il Papa e Bush hanno lasciato la Torre ed hanno passeggiato, per una decina di minuti, nei Giardini Vaticani, fermandosi per alcuni istanti dinanzi alla grande “Campana del Giubileo del 2000”.

 
La breve passeggiata si è conclusa alla Grotta di Lourdes. Qui, di fronte alla fedele riproduzione della “Grotta di Massabielle” – dono dei francesi a Leone XIII nel 1902 – si è tenuto un breve omaggio musicale. Il Papa, il presidente e i rispettivi seguiti hanno potuto ascoltare due Mottetti: l’Exultate Deo di Giovanni Pierluigi da Palestrina e l’Alma Redemptoris Mater di Giuseppe Liberto, eseguiti dai cantori della Cappella musicale pontificia e diretti dal maestro, mons. Giuseppe Liberto. Durante, il colloquio tra Bush e il Papa, il cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone, si è intrattenuto con la consorte del presidente e l’ambasciatore Glendon.

 
Il Pontefice aveva già ricevuto George W. Bush in udienza il 9 giugno 2007. I due si erano poi incontrati il 15 e il 16 aprile scorso all’inizio della visita pastorale negli Stati Uniti. All’arrivo alla base militare di Andrews a Washington, il Pontefice era stato accolto personalmente dal presidente americano con un gesto senza precedenti. Molto cordiale era stato il giorno dopo l’incontro alla Casa Bianca in occasione del compleanno del Papa. E proprio per ricambiare tale cordialità, l’udienza di Benedetto XVI a Bush è avvenuta in un clima particolarmente familiare.

© Copyright Radio Vaticana – articolo disponibile qui.

Bush incontra il Papa: “Un grande onore”

13 giugno 2008

CITTA’ DEL VATICANO – Venerdì, 13 giugno 2008 (Vatican Diplomacy). Il pezzo di repubblica.it:

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Il presidente Bush vede per mezz’ora privatamente il Papa, poi passeggia
col Pontefice e la moglie per i giardini. Tra battute e momenti fuori protocollo

La mattinata in Vaticano di Bush “Impegno comune su valori morali”

Il capo della Casa Bianca ha lasciato Roma, destinazione Parigi

CITTA’ DEL VATICANO – E’ stato un commiato tra vecchi amici, con diversi momenti fuori dal protocollo, quello di stamane tra Papa Ratzinger e il presidente degli Stati Uniti, George W. Bush. In un’atmosfera familiare e rilassata, complice il bellissimo scenario dei giardini vaticani. Spazio anche alle battute: Bush ha chiesto quanto è grande il Vaticano, poi ha aggiunto “sicuramente è più importante del Texas…”. Quanto ai temi affrontati, un comunicato della Santa Sede informa che i due leader si sono soffermati sull’impegno comune a difesa dei “valori morali fondamentali” (impegno per il quale Benedetto ha ringraziato il suo ospite). E poi temi internazionali come i rapporti tra Europa e Stati Uniti, il Medio Oriente, gli sforzi per la pace in Terra Santa, la fame e la globalizzazione.

FOTO/VIDEO

Chi però si aspettava una preghiera o un momento di raccoglimento pubblico davanti alla Grotta della Madonna di Lourdes, che sancisse la loro profonda sintonia spirituale davanti alle telecamere di tutto il mondo o addirittura una ventilata conversione di Bush al cattolicesimo, è rimasto deluso.

La limousine nera del presidente americano è giunta davanti alla Torre di San Giovanni verso le 10,55 circa, scortata da un imponente corteo della sicurezza. Circostanza decisamente insolita, in un cerimoniale tutto speciale, Benedetto XVI ha atteso il suo ospite per qualche minuto, mentre il suo fedele segretario, don George, gli aggiustava sorridendo la croce sul petto. “Che onore, che onore, che onore”: ha esclamato un Bush felice e emozionato, scendendo dalla auto e stringendo la mano a Benedetto XVI, seguito dalla moglie Laura, in completo scuro.

Subito, i sue uomini sono saliti al primo piano della Torre medioevale, dove si trova una studio; la First Lady ha invece atteso nel salotto al pianterreno, insieme all’ambasciatrice statunitense presso la Santa Sede, Mary Ann Glendon, raggiunte poi, con una ventina minuti di ritardo, dal cardinale segretario di Stato, card. Tarcisio Bertone.

La conversazione a quattr’occhi è durata una trentina di minuti. Subito dopo, il Papa ha accompagnato l’amico Bush sulla terrazza della Torre per mostrargli il magnifico panorama su San Pietro e su Roma che da lì si gode. Giù nel salotto poi, il tradizionale scambio di doni: Benedetto XVI ha regalato al suo ospite una grande foto autografata ritraente sia il Papa sia il presidente Bush che la moglie Laura, tutti e tre sorridenti e felici. L’inquilino della Casa Bianca ha ricambiato con un’altra foto autografata da lui che lo mostrava insieme a Ratzinger nell’atto di un saluto. Insieme hanno riso di aver avuto la stessa idea; poi, il presidente ha consegnato a Benedetto XVI anche un album fotografico del suo trionfale viaggio negli Usa, avvenuto dal 15 al 20 aprile scorso. Regalo molto apprezzato.

Dopo le foto di rito, Ratzinger Bush si sono incamminati a piedi nei viali vaticani fino alla Grotta di Lourdes. Qui era stato allestito un a salotto all’aperto, un tavolino di legno chiaro e quattro poltroncine all’ombra di un gigantesco cedro. Qui si sono accomodati il papa, il presidente, la moglie Laura e il cardinal, per ascoltare i mottetti intonati dal coro della Sistina. Bush non ha resistito a battere il ritmo a un brano di Palestrina. E poi, fuori protocollo, ha voluto salutare personalmente i giovani cantori.

Infine i saluti finali, cordialissimi. Poi la coppia presidenziale è risalita a bordo della limousine, intorno a mezzogiorno: destinazione, l’aeroporto di Ciampino, Da dove l’Air Force One è ripartito, con destinazione Parigi.

E’ terminata così l’intensa trasferta romana di Bush, impegnato in un otur europeo centrato sull’allarme per la crisi con l’Iran. Ieri il presidente americano ha incontrato il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, e il premier Silvio Berlusconi.

(13 giugno 2008)

© Copyright repubblica.it – articolo disponibile qui.