Posts Tagged ‘padre Lombardi’

Caso Boffo, comunicato della Santa Sede

10 febbraio 2010

CITTA’ DEL VATICANO – Mercoledì, 10 febbraio 2010 (Vatican Diplomacy). Riportiamo il pezzo apparso sull’Osservatore Romano di oggi.

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Comunicato della Segreteria di Stato

Il Santo Padre ha approvato il seguente comunicato e ne ha ordinato la pubblicazione.

Dal 23 gennaio si stanno moltiplicando, soprattutto su molti media italiani, notizie e ricostruzioni che riguardano le vicende connesse con le dimissioni del direttore del quotidiano cattolico italiano “Avvenire”, con l’evidente intenzione di dimostrare una implicazione nella vicenda del direttore de “L’Osservatore Romano”, arrivando a insinuare responsabilità addirittura del cardinale segretario di Stato. Queste notizie e ricostruzioni non hanno alcun fondamento.

In particolare, è falso che responsabili della Gendarmeria vaticana o il direttore de “L’Osservatore Romano” abbiano trasmesso documenti che sono alla base delle dimissioni, il 3 settembre scorso, del direttore di “Avvenire”; è falso che il direttore de “L’Osservatore Romano” abbia dato – o comunque trasmesso o avallato in qualsiasi modo – informazioni su questi documenti, ed è falso che egli abbia scritto sotto pseudonimo, o ispirato, articoli su altre testate.

Appare chiaro dal moltiplicarsi delle argomentazioni e delle ipotesi più incredibili – ripetute sui media con una consonanza davvero singolare – che tutto si basa su convinzioni non fondate, con l’intento di attribuire al direttore de “L’Osservatore Romano”, in modo gratuito e calunnioso, un’azione immotivata, irragionevole e malvagia. Ciò sta dando luogo a una campagna diffamatoria contro la Santa Sede, che coinvolge lo stesso Romano Pontefice.

Il Santo Padre Benedetto XVI, che è sempre stato informato, deplora questi attacchi ingiusti e ingiuriosi, rinnova piena fiducia ai suoi collaboratori e prega perché chi ha veramente a cuore il bene della Chiesa operi con ogni mezzo perché si affermino la verità e la giustizia.

Dal Vaticano, 9 febbraio 2010.

©L’Osservatore Romano – 10 febbraio 2010

Il Vaticano: “Accuse infamanti su Marcinkus”

24 giugno 2008

CITTA’ DEL VATICANO – Martedì, 24 giugno 2008 (Vatican Diplomacy). Rilanciamo la dichiarazione di Padre Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede in merito le recenti notizie sulle dichiarazioni alla magistratura circa un ipotetico coinvolgimento di mons. Marcinkus nel rapimento di Manuela Orlandi:

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Paul Marcinkus
Mons. Paul Casimir Marcinkus

DICHIARAZIONE DEL DIRETTORE DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE, REV.DO PADRE FEDERICO LOMBARDI, S.J., 24.06.2008

La tragica vicenda della scomparsa della giovane Emanuela Orlandi è tornata di attualità nel mondo della informazione italiana.

Colpisce il modo in cui ciò avviene, con l’amplissima divulgazione giornalistica di informazioni riservate, non sottoposte a verifica alcuna, provenienti da una testimonianza di valore estremamente dubbio.

Si ravviva così il profondissimo dolore della famiglia Orlandi, senza dimostrare rispetto e umanità nei confronti di persone che già tanto hanno sofferto.

Si divulgano accuse infamanti senza fondamento nei confronti di S.E. Mons. Marcinkus, morto da tempo e impossibilitato a difendersi.

Non si vuole in alcun modo interferire con i compiti della magistratura nella sua doverosa verifica rigorosa di fatti e responsabilità. Ma allo stesso tempo non si può non esprimere un vivo rammarico e biasimo per modi di informazione più debitori al sensazionalismo che alle esigenze della serietà e dell’etica professionale.

Dal Bollettino della Santa Sede

Il papa escluso dalla classifica del Time. La soddisfazione della Santa Sede

5 maggio 2008

Scoppia un caso giornalistico dopo l’“esclusione” di papa Benedetto XVI dalla top list dei 100 personaggi più influenti del mondo, stilata ogni anno dal famoso settimanale statunitense. Una classifica che ogni anno fa discutere.

The 2008 Time 100 cover


di Angela Ambrogetti

“Mi fa molto piacere che il papa non ci sia nell’elenco delle 100 persone più influenti al mondo stilato dal ‘Time’ perchè vengono utilizzati criteri assolutamente estranei a valutazioni sulla sua autorità morale e religiosa; trovo positivo non confondere il tipo di autorità e di servizio del papa con altri criteri mondani”. Dichiarazione un po’ a denti stretti quella del direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, dopo l’“esclusione” di papa Benedetto XVI dalla top list dei 100 personaggi più influenti del mondo. Una classifica che ogni anno fa discutere. Giovanni Paolo II ebbe ben tre copertine, tra cui quella di “Uomo dell’anno”, ma erano altri tempi: quelli del crollo del muro, della perestrojka, della fine del comunismo.

Il dato odierno anima il dibattito, perché Benedetto XVI era stato in classifica per ben tre anni consecutivi. Nel 2005, ancora come Joseph Ratzinger, custode della ortodossia cattolica. Già nel 2006, nella scheda preparata dalla scrittrice statunitense Peggy Noonan, BenedettoXVI era descritto come l’uomo che affrontava la sfida di successore di Giovanni Paolo II con la prima sorprendente Enciclica sull’Amore. “Non ha il carisma del giovane Giovanni Paolo II, ma le udienze sono sempre affollate”, si leggeva. Nel 2007, infine, tra i 100 del Time ancora una volta il papa. A tratteggiare il suo profilo, Vittorio Messori, autore del libro intervista “Rapporto sulla Fede” con l’allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede. ”Non è facile essere il successore di Karol Wojtyla, un papa in technicolor; – scriveva Messori – dopo il sentimento slavo arriva la seriosità tedesca, un carisma differente che mostra come la Chiesa cattolica abbia spazio per far risplendere tutte le differenti qualità umane”. Poi, l’assenza del 2008, ancora più strana dopo il trionfo del viaggio del papa negli USA.

I nomi, proposti dai corrispondenti e votati dai lettori, sono circa 200: politici, inventori, scienziati, attori, sportivi che “influenzano” il mondo. O forse che hanno più spazio nei media. E sono i media vaticani a reagire alla assenza del papa sul Time 100. Il direttore dell’Osservatore Romano, Gian Maria Vian, in una intervista al Tg1 parla di diversi criteri giornalistici e sposta il discorso sulla prima donna in redazione (non si sa a che proposito). Glissa anche Padre Lombardi.

Nel Time 100 del 2008 ci sono anche il Dalai Lama e il patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I che “ha saputo trasformare la sua debolezza politica in forza ,anche per l’ impegno ambientale”, come spiegato da Rowan Williams, arcivescovo di Canterbury. Il numero 7 della lista, l’attuale presidente degli Stati Uniti George W. Bush, è descritto invece da un articoletto a firma di Silvio Berlusconi: “Un presidente che sente soprattutto l’obbligo morale che la guida di una nazione del mondo libero deve portare”. La lista è divisa in 5 sezioni: “leader e rivoluzionari”, “eroi e pionieri”, “scienziati e pensatori”, “artisti e intrattenitori”, “costruttori e magnati”.

Fra i leader, la guida spirituale tibetana, raccontata da Deepak Chopra, il medico indiano studioso del benessere psicofisico. Poi il presidente russo Vladimir Putin, descritto dall’ex segretario di Stato Usa, Madeleine Allbright. Ci sono i candidati alle presidenziali Usa, il presidente cinese Hu Jintao, Michelle Bachelet, presidente del Cile, raccontata da Hillary Clinton; Tony Blair, sempre nella categoria “eroi e pionieri”, descritto da Bill Clinton. Dal continente indiano Sonia Gandhi, unica “italiana influente”, è disegnata dalla penna della scrittrice Shashi Tharoor.

Di scelte discutibili comunque ce ne sono diverse, ma resta il fatto che il Vaticano accusa il colpo e forse ancora di più i media vaticani che sembrano non comunicare al meglio il messaggio del pontefice. E’ stato evidente negli Usa dove Ratzinger è stato pienamente se stesso e in molti hanno scoperto il suo limpido sguardo di fanciullo. Non sappiamo quando la classifica sia stata composta, magari prima del successo del viaggio, prima di quell’incontro con le vittime degli abusi sessuali, prima della preghiera a Ground Zero e prima del discorso sui diritti dell’uomo all’Onu. Forse ora il più scontento della scelta del Time sarà il “mediaticissimo” Segretario di Stato Vaticano il cardinale Tarcisio Bertone, magari potrebbe essere un invito a concludere quella ristrutturazione dei media vaticani di cui da anni si favoleggia.

© Copyright Korazim.org

The American Pope Cover April 14, 2008
La copertina dedicata da TIME al Papa per le proprie edizioni mondiali il 14 aprile 2008

(Con l’esclusione dell’edizione europea)

Padre Lombardi: Una diplomazia che difende la vita per dare speranza

13 gennaio 2008

CITTA’ DEL VATICANO Domenica, 13 gennaio 2008 (ZENIT.org). La diplomazia che difende la vita e le convinzioni delle persone dà speranza, spiega il portavoce della Santa Sede illustrando la proposta per questo nuovo anno fatta da Benedetto XVI.

Padre Federico Lombardi, S.I., direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha commentato il discorso che il Papa ha indirizzato al Corpo Diplomatico il 7 gennaio, basato sulla constatazione che “la Chiesa è profondamente convinta che l’umanità costituisca una famiglia”.

Nell’editoriale dell’ultimo numero di “Octava Dies“, settimanale del Centro Televisivo Vaticano, di cui è anche direttore, padre Lombardi ha ricordato che il Santo Padre “sottolinea che la comunità internazionale ha oggi davanti a sé il compito fondamentale di rispondere ai desideri di pace e giustizia del mondo”.

“Per uno sviluppo equo e sostenibile, è necessario un clima di pace, di sicurezza, di stabilità. Non solo, occorre lavorare sul fondamento solido di ciò che è permanente ed essenziale alla persona umana, alla sua grandezza e dignità”.

“Grande può essere quindi il ruolo delle istituzioni internazionali come le Nazioni Unite, se continuano ad impegnarsi per l’attuazione della Dichiarazione universale dei Diritti dell’Uomo”.

“Ed allora, dopo il voto sulla moratoria per la pena di morte, sarà bene discutere a livello internazionale sulla difesa della vita e sul carattere sacro di questa, riconoscere l’importanza della famiglia e la necessità della libertà religiosa”.

“Assicurando la partecipazione della Chiesa allo sforzo comune, il Papa conclude con parole di alta ispirazione per chi opera nel mondo internazionale e nei rapporti fra i popoli: ‘La diplomazia è, in certo modo, l’arte della speranza. Essa vive della speranza e cerca di discernere persino i segni più tenui. La diplomazia deve dare speranza’”, spiega padre Lombardi.

“Nella sua enciclica Benedetto XVI ci ha invitato tutti alla speranza: anche la diplomazia e la politica trovano in questa prospettiva il loro significato più nobile ed alto”, conclude il portavoce.

Le P. Lombardi commente le discours du pape sur la diplomatie de l’espérance

CITE DU VATICAN Dimanche 13 janvier 2008 (ZENIT.org) – Une diplomatie qui défend la vie et les convictions des personnes est source d’espérance, explique le directeur de la salle de presse du Saint-Siège en commentant le discours de Benoît XVI au Corps diplomatique accrédité près le Saint-Siège.

Dans l’éditorial du dernier numéro de « Octava Dies », hebdomadaire du Centre de télévision du Vatican dont il est également le directeur, le P. Federico Lombardi, s.j., commente le discours que le pape a prononcé le 7 janvier dernier, basé sur la constatation : « L’Eglise est profondément convaincue que l’humanité constitue une famille ».

Dans son discours, le pape « souligne que la communauté internationale a aujourd’hui le devoir fondamental de répondre aux désirs de paix et de justice du monde », rappelle le P. Lombardi.

« Un climat de paix, de sécurité et de stabilité est nécessaire pour un développement équitable et soutenable. Pas seulement, il faut travailler sur le fondement solide de ce qui est permanent et essentiel à la personne humaine, à sa grandeur et sa dignité », précise-t-il.

« Le rôle des institutions internationales comme les Nations unies, si elles continuent à s’engager dans la mise en œuvre de la Déclaration universelle des droits de l’homme, peut donc être important », ajoute-t-il.

« Et alors, après le vote sur le moratoire sur la peine de mort, il sera bon de parler, au niveau international, de la défense de la vie et du caractère sacré de la vie, de reconnaître l’importance de la famille et la nécessité de la liberté religieuse », estime le P. Lombardi.

« Assurant la participation de l’Eglise à l’effort commun, le pape conclut par des paroles pouvant inspirer profondément ceux qui oeuvrent au niveau international et sur le plan des relations entre les peuples : ‘La diplomatie est, d’une certaine façon, l’art de l’espérance. Elle vit de l’espérance et cherche à en discerner même les signes les plus ténus. La diplomatie doit donner de l’espérance'”, rappelle le P. Lombardi.

« Dans son encyclique, Benoît XVI nous a tous invités à l’espérance : la diplomatie et la politique trouvent aussi dans cette perspective leur signification la plus noble et la plus élevée », conclut le P. Lombardi.

Jesús Colina

Padre Lombardi: Para dar esperanza la diplomacia debe defender la vida

CIUDAD DEL VATICANO Domingo, 13 enero 2008 (ZENIT.org). La diplomacia debe defender la vida humana y las convicciones religiosas de las personas para dar esperanza, constata el portavoz de la Santa Sede, ilustrando la propuesta que ha hecho al inicio del nuevo año Benedicto XVI.

El padre Federico Lombardi, S.I., director de la Oficina de Información de la Santa Sede, ha comentado el discurso que le Papa dirigió al Cuerpo Diplomático, el 7 de enero, basado en esta constatación: «La Iglesia está profundamente convencida de que la humanidad constituye una sola familia».

En el editorial del último número de «Octava Dies», semanario del Centro Televisivo Vaticano, del que también es director, el padre Lombardi ha recordado cómo el Santo Padre «subraya que la comunidad internacional tiene hoy ante sí la tarea fundamental de responder a los deseos de paz y justicia del mundo».

«Para lograr un desarrollo justo y sostenible es necesario un clima de paz, de seguridad, de estabilidad. Además, se necesita trabajar sobre el sólido cimiento de lo que es permanente y esencial para la persona: su grandeza y dignidad» constata.

«Grande puede ser, por lo tanto, el papel de las instituciones internacionales como las Naciones Unidas, si siguen comprometiéndose para poner en acción la Declaración universal de los Derechos del Hombre», indica el sacerdote.

«Y ahora –añade–, después del voto sobre la moratoria para la pena de muerte [en el seno de las Naciones Unidas, ndr.], sería bueno discutir a nivel internacional sobre la defensa de la vida y su carácter sagrado, reconocer la importancia de la familia y la necesidad de la libertad religiosa».

Asegurando la participación de la Iglesia al esfuerzo común, el Papa concluía su discurso a los embajadores acreditados ante la Santa Sede afirmando: «La diplomacia es, en cierto modo, el arte de la esperanza. Vive de la esperanza e intenta discernir incluso sus signos más tenues. La diplomacia debe dar esperanza».

Recordando que en su encíclica Spe salvi Benedicto XVI ha invitado a todos a la esperanza, su portavoz comenta: «también la diplomacia y la política encuentran en esta perspectiva su significado más noble».

Padre Federico Lombardi

Padre Federico Lombardi, S.I.