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La gloriosa storia della Guardia Svizzera

6 maggio 2008

Gli svizzeri

Fu nel lontano 1506 (cinquecentodue anni fa) che gli “helvetii” vennero chiamati a Roma. Pontefice regnante era Giulio II. Gli svizzeri, per la loro forza d’animo, i nobili sentimenti e la fedeltà proverbiale, erano ritenuti invincibili. Mercenari, certo, al soldo dei principi e dei regnanti di quell’ epoca turbolenta e insanguinata, ma pur sempre il meglio degli eserciti che scorrazzavano per l’Europa. “Muraglie semoventi, irte di ferro e impenetrabili”, figli di “un popolo di guerrieri” così vengono definiti dagli storiografi del XVI secolo.
Niccolò Machiavelli, segretario della Cancelleria della Repubblica Fiorentina, ne fu stregato. Il primo comandante della Guardia fu il lucernese Kaspar von Silenen, che nel 1517 cadde nella battaglia di Rimini. Il 6 maggio 1527 con il “Sacco di Roma” da parte dei lanzichenecchi, dei 189 svizzeri se ne salvarono soltanto 42, quelli che all’ultimo momento accompagnarono Clemente VII nel rifugio di Castel Sant’Angelo attraverso il Passetto di Borgo, un corridoio segreto costruito da Alessandro VI nel muro che collegava il colle Vaticano con Castel Sant’Angelo data così importante per il Corpo che il giuramento, da secoli, avviene ogni 6 maggio, a memoria di quel lontano e indimenticato martirio.

Nel 1548 la Guardia Svizzera Pontificia fu ricostituita; da allora, i comandanti provenirono regolarmente da Lucerna, e 11 di loro furono della sola famiglia Pfyffer di Altishofen. L’attacco francese nel 1798 costrinse il papa e la sua Guardia a lasciare temporaneamente Roma. Dopo una prima ricomposizione (1800) e un nuovo scioglimento (1809), la Guardia Svizzera Pontificia poté tornare definitivamente a Roma nel 1814. L’ultima capitolazione stabilita fra la Santa Sede e il cant. Lucerna risale al 1825. Dato che la Costituzione federale del 1848 proibiva nuove capitolazioni militari, papa Pio IX nel 1858 concluse un accordo direttamente con la Guardia. Da allora l’arruolamento avviene esclusivamente tramite contatti personali.

Come era la loro uniforme? “Vestiti usque ad calceas” erano calzati e vestiti, all’inizio, probabilmente con la croce bianca svizzera e le chiavi papali incrociate. In seguito il Corpo adotterà la divisa con i colori dei Medici (blu, rosso, giallo), non disegnata da Michelangelo, come si ritiene, ma secondo la moda dei signori di Firenze. Con la radicale riforma post-conciliare di Papa Paolo VI (1970) si assiste alla soppressione di tutti i corpi militari a servizio della Santa Sede (fra cui le scenografiche Guardia d’onore e Guardia Palatina). Con un guizzo Montini salva la Guardia Svizzera, per ragioni storico-ideali e per non togliere quel pizzico di pittoresco che manda in visibilio i turisti ed i pellegrini di ogni continente.

Oltre ai compiti già evocati (la sorveglianza sulla sicurezza del pontefice e della sua residenza), le Guardie devono pure accompagnare il pontefice nei suoi viaggi, controllare gli accessi allo Stato del Vaticano e svolgere servizi d’onore e d’ordine. La Guardia Svizzera Pontificia dipende direttamente dal papa, è organizzata come una compagnia, ma ha il rango di reggimento; il comandante porta il grado di colonnello e a lui sono assegnati altri quattro ufficiali e un cappellano. Ai quadri appartengono inoltre un sergente maggiore, cinque sergenti, dieci caporali e dieci vicecaporali. Il numero dei soldati della Guardia ha oscillato nel corso dei sec. fra un massimo di 300 (1512) e un minimo di 90 (1976). Dal 1998 l’effettivo è composto da 110 uomini, tra cui sei ufficiali, 26 sottufficiali e 78 alabardieri. Attualmente i cant. Vallese, Lucerna e San Gallo forniscono la maggior parte delle Guardie, anche se alcune provengono dalla Svizzera romanda e dal Ticino.

I criteri di ammissione sono rigorosi: essere cittadino elvetico, fede cattolica, reputazione irreprensibile, età compresa fra i 19 e 30 anni, altezza non inferiore a 174 centimetri, non sposato, maturità di scuola media superiore. Il motto del Corpo è immutato nei secoli: “Acriter et Fideliter”, onore e fedeltà. Una sola, terribile macchia, esattamente dieci anni fa col triplice omicidio-suicidio in Vaticano.

L’assassinio del nuovo Comandante e della moglie, da parte di una giovane guardia, getta una luce sinistra. Un “buco nero” degno di un giallo fra i più complessi ed efferati. Il tempo ha però sanato ferite dolorose e a tutt’oggi la Guardia Svizzera si presenta, sotto i riflettori, aureolata di fama e di gloria. Un giorno san Pio X disse: “Il nostro cannone deve rimanere al suo posto, in cantina, perché il Vaticano non verrà difeso dai cannoni”. È – a ben vedere – il paradosso di un esercito che non deve usare le armi. Preparato, sì, anche con i più sofisticati sistemi di difesa ed offesa, ma senza manifestazioni di violenza ed oppressione.

I centodieci “soldati del Papa” vivono in una caserma-dormitorio a ridosso dell’ingresso di Porta Sant’Anna in Vaticano. Disciplina ferrea e una giornata cadenzata. Turni di otto ore a presidiare, in modo particolare, gli ingressi del piccolo Stato e il Palazzo Apostolico. Le Logge fino all’appartamento del pontefice. Presenza alle grandi cerimonie presiedute dal Papa in Piazza San Pietro e nella Basilica Vaticana e picchetti d’onore per accogliere gli ospiti illustri. Etichetta e divertissement. Ecco la banda del Corpo, le partite di calcio giocate con la vigilanza vaticana, le uscite serali alla scoperta di una città intrigante e ammaliatrice come Roma. Non si contano le guardie che, trafitte da Cupido, hanno deciso di vivere nella città eterna.

La cartolina ufficiale è però quella di una milizia fortemente motivata da convinzioni religiose, che mette a disposizione della Santa Sede l’intelligenza, la prestanza fisica, la preparazione intellettuale e, il che non guasta, la giovinezza.

© Tratto da un articolo di Giuseppe De Carli per il quotidiano “Il Tempo” del 5 maggio 2008, reperibile qui.

© e da “Guardia svizzera pontificia” di Roland Beck-von Büren in Dizionario storico della Svizzera (DSS), URL: www.hls-dhs-dss.ch versione del 16/10/2006

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Giuramento Guardia Svizzera Pontificia

5 maggio 2008

(DE) EIDESFORMEL

(Vorgetragen durch den Gardekaplan)

« Ich schwöre, treu, redlich und ehrenhaft zu dienen, dem regierenden Papst Benedikt XVI. und seinem rechtmässigen Nachfolger; und mich mit ganzer Kraft für sie einzusetzen, bereit, wenn es erheischt sein sollte, selbst mein Leben für sie hinzugeben. Ich übernehme dieselbe Verpflichtung gegenüber dem Heiligen Kollegium der Kardinäle während der Sedis-Vakanz des Apostolischen Stuhles. Ich verspreche überdies dem Herrn Kommandanten und meinen übrigen Vorgesetzten Achtung, Treue und Gehorsam. Ich schwöre, all das zu beobachten, was die Ehre meines Standes von mir verlangt. »

Schwurformel

(Alsdann schwört der Gardist in seiner Muttersprache)

« Ich, (Dienstgrad und Name des Gardisten), schwöre, alles das, was mir soeben vorgelesen wurde, gewissenhaft und treu zu halten, so wahr mir Gott und seine Heiligen helfen. »

(IT) FORMULA DEL GIURAMENTO

(Pronunciato dal Cappellano del Corpo)

« Giuro di servire fedelmente, lealmente e onorevolmente il Sommo Pontefice Benedetto XVI e i suoi legittimi successori, come pure di dedicarmi a loro con tutte le forze, sacrificando, ove occorra, anche la vita per la loro difesa. Assumo del pari questi impegni riguardo al Sacro Collegio dei Cardinali per la durata della Sede vacante. Prometto inoltre al Capitano Comandante e agli altri miei Superiori rispetto, fedeltà e ubbidienza. Lo giuro. Che Iddio e i nostri Santi Patroni mi assistano. »

Giuramento

(Pronunciato da ogni singola guardia nella sua lingua materna)

« Io, (nome della recluta), giuro di osservare fedelmente, lealmente e onorevolmente tutto ciò che in questo momento mi è stato letto. Che Dio e i suoi Santi mi assistano. »

(FR) LA FORMULE DU SERMENT

(Par le Chapelain de la Garde)

« Je jure de servir avec fidélité, loyauté et honneur le Souverain Pontife Benoît XVI et ses légitimes successeurs, ainsi que de me consacrer à eux de toutes mes forces, offrant, si cela est nécessaire, ma vie pour leur défense. J’assume également ces engagements à l’égard du Sacré Collège des cardinaux pendant la vacance du Siège apostolique. Je promets en outre au commandant et aux autres supérieurs respect, fidélité et obéissance. Je jure d’observer tout ce que l’honneur exige de mon état. »

Serment

(Prononcé par chaque garde dans sa langue maternelle)

« Moi, (nom de la recrue), je jure d’observer, loyalement et de bonne foi, tout ce qui vient de m’être lu aussi vrai que Dieu et ses Saints m’assistent. »

(EN) OATH FORMULA

(By the Guard’s chaplain)

« I swear to faithfully, honestly and honorably serve the reigning Pope Benedict XVI and his legitimate successors, and to dedicate myself to them with all my strength, ready to sacrifice, should it become necessary, even my own life for them. I likewise assume this promise toward the members of the Sacred College of Cardinals during the period of the Sede Vacante of the Apostolic See. Furthermore, I pledge to the Commandant and to my other superiors respect, fidelity, and obedience. I swear to abide by all the requirements attendant to the dignity of my rank. »

Oath

(Pronounced by each guardsman in its own mother tongues)

« I, (name of the new guardsman), swear to diligently and faithfully abide by all this which has just been read to me; may The Almighty and His Saints be my witnesses. »

(ES) FÓRMULA DE JURAMENTO

(Pronunciada por el Capellán del Cuerpo)

«
Juro servir con fidelidad, lealtad y honor al Supremo Pontífice Benedicto XVI y a sus legítimos sucesores y dedicarme a ellos con todas mis fuerzas, sacrificando incluso, si es necesario, mi propia vida para defenderlos. Asumo el mismo compromiso con el Sacro Colegio Cardenalicio en el caso de que la Sede esté vacante. Prometo además respeto, fidelidad y obediencia al capitán comandante y a mis superiores. ¡Lo Juro! ¡Que Dios y nuestros Santos Patronos me ayuden! »

(Cada guardia por el nombre propio y, en su lengua natal, confirma el juramento)

« Yo, (nombre de la nueva guardia), juro observar con fidelidad, lealtad y honor todo que in questo momento mi è stato letto. ¡Que Dios y nuestros Santos Patronos me ayuden!. »

(PT) FÓRMULA DE JURAMENTO

(o Capelão lê o juramento)

« Juro servir com fidelidade, lealdade e honra o Supremo Pontífice Bento XVI e os seus legítimos sucessores, e dedicar-me a eles com todas as minhas forças, sacrificando inclusive, se necessário, a minha própria vida para defendê-los. Assumo igualmente este compromisso relativamente ao Sacro Colégio dos Cardeais durante o tempo da Sé vacante. Prometo ainda ao Capitão Comandante e aos outros meus superiores respeito, fidelidade e obediência. Juro observar tudo aquilo que a honra da minha posição exige de mim.
Que Deus e nossos santos patronos me assistam »

(Os guardas confirmam o juramento na sua língua materna)

« Eu, (nome do o novo membro da Guarda ), juro servir com fidelidade, lealdade e honra tudo o que foi aqui lido presentemente. Que Deus e nossos Santos patronos me assistam. »