Posts Tagged ‘Pietro Parolin’

Per Hanoi un “successo” la visita della delegazione della Santa Sede

16 giugno 2008

Secondo l’agenzia ufficiale vietnamita, si è deciso di fissare “al più presto” la data di inizio dei lavori del gruppo misto che deve esaminare “il processo di sviluppo dei rapporti bilaterali”.

Hanoi (AsiaNews) – “Un successo” la visita della delegazione vaticana in Vietnam che, insieme al governo di Hanoi ha preso la decisione di fissare “al più presto” la data di inizio dei lavori del gruppo misto per accelerare “il processo di sviluppo dei rapporti bilaterali”, ossia la possibilità di stabilire normali relazioni diplomatiche. E’ il giudizio che l’agenzia ufficiale vietnamita, la VNA, dà dei risultati della missione della Santa Sede che ieri è ripartita per Roma. “La delegazione vaticana ha terminato con successo la sua visita in Vietnam” è il titolo con il quale ha dato la notizia.

La stessa fonte parla di atmosfera “franca, aperta, costruttiva e di reciproco rispetto” nei colloqui che la delegazione guidata dal sottosegretario per i rapporti con gli Stati, mons. Pietro Parolin, ha avuto con gli esponenti politici vietnamiti, compresi il vicepremier e ministro degli esteri Pham Gia Khiêm ed il capo del Comitato affari religiosi Nguyen The Doanh.
Nel corso degli incontri, le parti “hanno proceduto ad uno scambio di punti di vista su alcuni problemi relativi alla Chiesa cattolica del Vietnam e su altri problemi di interesse comune”. Oltre che sul gruppo misto, ci si è trovati d’accordo che “il dialogo in spirito di fiducia, rispetto reciproco e rispetto delle leggi è il metodo migliore per discutere e risolvere i problemi di interesse comune”. Una frase, quest’ultima che sembra alludere alle questioni sulle richieste di restituzioni di beni avanzate dalla Chiesa e da ordini religiosi.

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Visit by Holy See delegation a success

According to official Vietnamese news agency, the date for the start of a joint group will be set as soon as possible; its task is to examine the “process of developing bilateral relations”.

Hanoi (AsiaNews) – The visit by a Vatican delegation to Hanoi was a success. Together with the government it decided that as soon as possible the two will set a date for the start of a joint group to work on accelerating the “process of developing bilateral relations,” which includes the possibility of establishing normal diplomatic relations, this according to a report by Vietnam’s official news agency VNA. “The Vatican delegation had completed with success its visit to Vietnam,” the former said as it recapitulated the results of the Holy See mission which left for Rome yesterday.

The same source said that talks between the delegation headed by the Undersecretary for Relations with States Mgr Pietro Parolin and Vietnamese leaders, including Deputy Prime Minister and Foreign Minister Pham Gia Khiêm and Religious Affairs Committee Chairman Nguyên Thê Doanh, were held in an atmosphere that was “frank, open, constructive and based on mutual respect.”

During the talks the two sides “exchanged points of view on some issues concerning the Catholic Church in Vietnam and some issued of common concern.”

In addition to the joint group the two agreed that “a dialogue in a spirit of trust, mutual respect and respect for the laws is the best way to discuss and solve problems of common interest,” words that appear to hint at the demand by the Catholic Church and religious orders for the return of Church property seized by the authorities in the past.

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Un gruppo di lavoro per discutere di rapporti diplomatici tra Vietnam e Santa Sede

14 giugno 2008

Secondo l’agenzia ufficiale VNA, una decisione in tal senso sarebbe stata presa nel corso dei colloqui del sottosegretario vaticano per i rapporti con gli Stati con le autorità vietnamite.

Hanoi (AsiaNews) – Vietnam e Santa Sede hanno deciso di dar vita ad un “gruppo di lavoro” per esaminare la questione dei rapporti diplomatici, una volta costituito, il gruppo fisserà un calendario. La notizia è stata diffusa dall’agenzia vietnamita VNA che ne attribuisce la paternità a mons. Pietro Parolin, il sottosegretario vaticano per i rapporti con gli Stati, che resterà fino al 15 nel Paese del sudest asiatico.
 
Riferendosi agli incontri con le autorità di governo avuti nei primi giorni della sua permanenza nella capitale, mons. Parolin, a quanto scrive la VNA, ha detto che le parti si sono ascoltate ed hanno avvicinato i loro punti di vista su certe questioni. “Penso che il risultato sia il dialogo stesso, Siamo convinti che le due parti dovranno trovare una soluzione attraverso il dialogo, incontri e negoziati”.
 
Per quanto specificamente riguarda i rapporti diplomatici, l’esponente della Santa Sede ha sostenuto che le parti si orientano verso tale obiettivo grazie alle visite compiute da delegazioni vaticane in Vietnam (l’attuale è la 15ma) ed a quella compiuta a Roma nel gennaio 2007 dal primo ministro vietnamita Nguyen Tan Dung, che fu ricevuto dal Papa. “Ci si è accordati sulla costituzione di gruppi di lavoro. Una volta creati, stabiliranno i calendari”.
 
Affrontando poi il tema della politica religiosa in Vietnam, mons. Parolin ha evidenziato che è dovere dei governi creare condizioni favorevoli alle attività religiose dei cittadini e che si tratta di un esercizio della libertà religiosa. Nguyên Thê Doanh, capo del Comitato affari religiosi, ha difeso la politica verso la religione condotta dal suo governo, “cosciente che essa è un bisogno della popolazione”, “un fenomeno sociale oggettivo che esiste in seno alla comunità”.
 
A prova dell’attenzione riservata ai cattolici, egli ha citato il fatto che nel 2007 nel Paese sono state create 300 nuove parrocchie, portando il numero totale a 3mila e sono stati aperti sei nuovi seminari. Doanh ha anche sottolineato il grande contributo dei cattolici in numerosi campi, citando gli 11 miliardi di dong (circa 420mila euro) in favore di persone in situazioni difficili.

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Working group to discuss diplomatic relations between Hanoi and Holy See

According to official VNA news agency, a decision in that sense was taken during talks between the Vatican undersecretary for relations with states and Vietnam’s authorities.

Hanoi (AsiaNews) – Vietnam and the Holy See have decided to set up a “working group’ to examine the issue of diplomatic relations; once up and running, the group will establish a calendar, Vietnamese VNA news agency reported, which also attributed the initiative to Mgr Pietro Parolin, Vatican undersecretary for relations with states, who will remain in the South East Asian country till Sunday.In reference to his meeting with government authorities in the last few days during his stay in the Vietnamese capital, Monsignor Parolin, according to the VNA, said that the two sides heard each other out, and closed the gap between their respective positions. “I think that the dialogue is the result itself. We are convinced that both sides will have to find a solution through dialogue, meetings and negotiations.”

With regard to diplomatic relations in particular, the Holy See official said that the parties are moving towards that goal thanks to the visits by Vatican delegations in Vietnam (the current one is the 15th) and the visit in January 2007 in Rome by Vietnamese Prime Minister Nguyễn Tấn Dũng, who at the time was received by the Pope. “We agreed to working groups. Once set up, they will establish the calendars.”

On the issue of Vietnam’s religious policy, Monsignor Parolin said governments have a duty to create conditions favourable to the religious activities of their citizens, and that it is an issue of religious freedom.

Nguyên Thê Doanh, who heads the Religious Affairs Committee, defended his government’s religious policy, “conscious that it is a need of the population” and “an objective social fact within the community.”

To back up his views on the treatment of Catholics, he said that in 2007 300 new parishes were created in the country, bringing the total to 3,000, and that six new seminars were opened.

Mr Doanh also stressed the great contribution Catholics have made in various fields, citing the 11 billion dongs (about US$ 650,000) spent on helping people living in difficult situations.

Hanoi vuole rafforzare il dialogo con il Vaticano

11 giugno 2008

In tal senso si è espresso il Ministro degli esteri, che ha ricevuto la delegazione della Santa Sede, da ieri nel Paese. La frase, però, non compare nel resoconto del quotidiano del Partito comunista, così come un’altra sul rispetto dei diritti democratici e della libertà di religione.

Hanoi (AsiaNews) – Il Vietnam “vuole rafforzare il dialogo” con il Vaticano per “una reciproca comprensione”: è quanto ha sostenuto oggi il vice primo ministro e ministro degli Esteri vietnamita, Pham Gia Khiem, che ha incontrato la delegazione vaticana, guidata dal sottosegretario vaticano per i rapporti con gli Stati, mons. Pietro Parolin.
 
L’affermazione dell’esponente governativo è pubblicata dal governativo Vietnam News, ma non da Nhan Dan, organo del Partito comunista. Entrambi riportano poi che Gia Khiem ha illustrato ala delegazione della Santa Sede “le conquiste del Vietnam nella promozione dell’economia, della cultura e degli affari esteri, così come nell’attuazione della politica religiosa” e che mons. Parolin “ha lodato i progressi realizzati dal Vietnam dopo la sua adesione al Wto, (l’Organizzazione mondiale del commercio) e dopo che è divenuto membro non permanente del Consiglio di sicurezza dell’Onu”.
 
Altro “taglio” del quotidiano comunista sull’affermazione di Khiem che “il Partito ed il governo del Vietnam continuano a rispettare i diritti democratici e la libertà di idee e religione, secondo le leggi” del Paese.
 
La delegazione della Santa Sede, arrivata ieri (nella foto) resterà in Vietnam fino al 15 giugno. Da Hanoi, l’11, si recherà a Ho Chi Minh City, Da Lat e nelle province di Quang Tri e Thua Thien-Hue. In programma visite alle parrocchie ed anche al “villaggio della ceramica e della porcellana”, Bing Duong.

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Hanoi wants greater dialogue with the Vatican

Foreign minister refers to it after receiving the Holy See delegation, which arrived yesterday. Party newspaper fails to quote the minister on the matter as well as on the issue of respect for democratic rights and religious freedom.

Hanoi (AsiaNews) – Vietnamese Deputy Prime Minister and Foreign Minister Pham Gia Khiem said that his government wants to “strengthen the dialogue” with the Vatican in order to enhance “mutual understanding” after meeting with the Vatican delegation led by Mgr Pietro Parolin, Vatican Undersecretary of State for Relations with States, state-owned Vietnam News reported. Communist Party paper Nhan Dan did not report that part of Mr Khiem’s statement.

Both papers did however note that Mr Khiem told the Vatican delegation about Vietnam’s achievements in promoting the economy, culture and foreign affairs as well as implementing the government’s religious policies over the past year.

Parolin in turn praised Viet Nam’s progress after it joined the WTO and became a non-permanent member of the UN Security Council.

Unlike the state-run paper the party paper did not report Khiem’s claim that the party and government of Vietnam continued to respect democratic rights and freedom of religion and belief in accordance with state laws.

The Holy See delegation (photo) arrived yesterday and will remain in the country until 15 June. 

Tomorrow it will travel from Hanoi to Ho Chi Minh City, Da Lat City and the provinces of Quang Tri and Thua Thien-Hue.

It also plans to visit local parishes as well as the pottery village of Bing Duong.

© Copyright AsiaNews.it

In udienza dal Papa, nove ambasciatori presso la Santa Sede: sei dall’Africa, due dall’Asia e uno dall’Est europeo

30 maggio 2008

Benedetto XVI richiama la responsabilità dei governanti in tutto il mondo per garantire pace e dignità di vita ai popoli non solo nei loro Paesi. L’appello del Papa nel discorso di stamani ai nuovi nove ambasciatori presso la Santa Sede, ricevuti in udienza per la presentazione delle Lettere credenziali. Tra i nuovi diplomatici, sei africani da Tanzania (Ahmada Rweyemamu Ngemera), Uganda (Nyine S. Bitahwa), Liberia (Wesley Momo Johnson), Ciad (Hissein Brahim Taha), Nigeria (Obed Wadzani) e Guinea (Alexandre Cécé Loua), due asiatici dal Bangladesh (Debapriya Bhattacharya) e dallo Sri Lanka (Tikiri Bandara Maduwegedera) e un europeo dalla Bielorussia, Sergei F. Aleinik. Il servizio di Roberta Gisotti:

Che Dio vi sostenga nell’edificare una società pacifica. Così, il Papa ai nuovi ambasciatori, sottolineando l’interdipendenza degli Stati e dei loro Governi per il futuro dell’umanità:


“Dans le monde actuel, les responsables des Nations…

“Nel mondo attuale – ha detto – i responsabili delle Nazioni hanno un ruolo importante, non solamente nei loro Paesi, ma nelle relazioni internazionali, perché tutte le persone, laddove vivono possano beneficiare di condizioni decenti di vita. Per questo – ha continuato il Santo Padre – la principale misura in materia politica è la ricerca della giustizia, affinché siano innanzitutto rispettati la dignità e i diritti di ogni essere umano, e perché tutti gli abitanti di un Paese possano partecipare della ricchezza nazionale”.


E “lo stesso vale sul piano internazionale”. “I Paesi ricchi – ha ammonito Benedetto XVI – non possono appropriarsi, solo per loro, di ciò che proviene da altre terre. E’ un dovere di giustizia e di solidarietà – ha sottolineato – che la comunità internazionale sia vigile sulla distribuzione delle risorse, ponendo attenzione alle condizioni propizie allo sviluppo dei Paesi che sono nel maggior bisogno”. “Al di là della giustizia – ha aggiunto il Pontefice – è necessario sviluppare anche la fraternità per edificare delle società armoniose, dove regnino la concordia e la pace, e per regolare gli eventuali problemi che sorgessero, attraverso il dialogo e la negoziazione e non attraverso la violenza sotto tutte le sue forme, che non può che colpire i più deboli e i più poveri tra gli uomini”.


Infine, un richiamo alle Chiese locali perché “non manchino di fare tutti gli sforzi possibili per contribuire al benessere dei loro compatrioti”, “instancabilmente” a servizio “dell’uomo uomo, di tutti gli uomini, senza discriminazioni alcuna.”


Nei discorsi rivolti ai nuovi ambasciatori presso la Santa Sede di sei Paesi africani – Nigeria, Uganda, Tanzania, Ciad, Guinea e Liberia – Benedetto XVI ha indicato, tra le vie da seguire, quelle segnate dalla gioia nell’aiutare gli altri, dalla fiducia nel valore del dialogo e dalla solidarietà internazionale. Tra le insidie sulla strada dello sviluppo, il Papa ha ricordato la violenza, la povertà e il rischio della diffusione, con l’avanzamento dei processi di globalizzazione, di stili di vita superficiali. Il servizio di Amedeo Lomonaco:

Rivolgendosi all’ambasciatore della Nigeria, Obed Wadzani, il Papa ha affermato che non è solo “un dovere umanitario”, ma una reale “fonte di gioia” aiutare gli altri in uno spirito di “rispetto, integrità e imparzialità”. Le risorse economiche e la generosità del popolo nigeriano – ha osservato il Santo Padre – rendono la Nigeria uno dei Paesi più importanti del continente che ha l’opportunità unica di “poter sostenere gli altri Stati africani nel raggiungimento del benessere e della stabilità”. Dopo aver incoraggiato la Nigeria a continuare ad utilizzare le proprie risorse umani e materiali per promuovere la pace nei Paesi limitrofi, Benedetto XVI ha affermato che l’impegno della Chiesa nei settori dell’educazione, dei programmi sociali e della Sanità continuerà ad avere un impatto positivo nella lotta contro la povertà e le malattie.


Nel discorso all’ambasciatore dell’Uganda, Nyine S. Bitahwa, Benedetto XVI ha ricordato che in questo Stato sono stati raggiunti importanti obiettivi nei campi della formazione, dello sviluppo e della sanità, soprattutto nella lotta contro l’AIDS. Sottolineando che nessun Paese è immune dall’influenza della globalizzazione, il Papa ha poi aggiunto che questo fenomeno oltre a favorire il commercio, può anche promuovere “stili di vita superficiali” che insidiano comportamenti fondati su valori morali. In Africa, gli uomini e le donne di buona volontà – ha detto il Santo Padre – rifiutano prospettive distruttive associate alla corruzione e ad altre forme di disgregazione sociale e personale. La democrazia e la legge – ha osservato Benedetto XVI – non sono alimentate dal materialismo, dall’individualismo e dal relativismo ma dall’integrità e dalla fiducia reciproca.


Rivolgendosi poi all’ambasciatore della Tanzania, Ahmada Rweyemamu Ngemera, il Papa ha ricordato la generosa ospitalità offerta dal popolo di questo Stato ai rifugiati in fuga da Paesi limitrofi, nonostante le difficoltà economiche. Ma alcune tendenze negative, quali l’incremento del traffico regionale di armi e alcune interruzioni in importanti iniziative di dialogo e riconciliazione, hanno recentemente fatto sorgere dubbi sul processo di pace nella regione. La Santa Sede – ha aggiunto il Santo Padre – continua ad esortare i politici della regione a non perdere la fiducia nel valore del dialogo e ad esplorare tutte le possibilità per arrivare ad una pace durevole. Nessuno sforzo – ha precisato Benedetto XVI – deve essere risparmiato per promuovere lo sviluppo e l’avanzamento culturale.


Passando alla situazione del Ciad, il Papa ha ricordato il suo appello alla pace per il Paese africano levato il 6 febbraio scorso ed ha nuovamente auspicato che si realizzi “senza indugio una vera riconciliazione nazionale”, per la quale – ha osservato – un “elemento importante” è rappresentato dai buoni rapporti improntati alla “reciproca comprensione” che intercorrono tra le comunità cristiane e quelle musulmane del Paese. Benedetto XVI ha anche chiamato in causa l’attenzione della solidarietà internazionale, specialmente per la situazione dei rifugiati in Ciad e delle loro famiglie, che vivono – ha detto – “in condizioni talvolta drammatiche”. Ribadendo l’impegno della Chiesa cattolica “al servizio della società Ciad, senza distinzione di origine o di religione”, specie nei settori della sanità, dell’istruzione e dello sviluppo, il Papa – attraverso l’ambasciatore, Hissein Brahim Taha – ha sollecitato le autorità del Ciad a proseguire nella “corretta gestione” delle risorse economiche del Paese, con “giustizia ed equità”, così da “consolidare la stabilità e l’unità della nazione”.


Aspetti, questi ultimi, sollevati da Benedetto XVI anche al cospetto dell’ambasciatore di Guinea, Alexandre Cécé Loua. “Una giusta ed equa gestione dei beni materiali”, nel rispetto “dei legittimi diritti di tutti”, aiuta – ha affermato il Pontefice – a “preservare la pace sociale”. In questa prospettiva, ha osservato, “è necessario prestare particolare preoccupazione per le persone che conoscono molte forme di povertà e di vulnerabilità. Il dovere di rispettare il diritto di ciascuno a vivere in dignità è basato sulla volontà del Creatore, che ha dato a tutti un comune trascendente dignità”. Infine, Benedetto XVI si è soffermato sul lavoro di promozione umana e spirituale svolto dalle strutture cattoliche in Guinea, attualmente attraversata da violenze. “Spero che, grazie alle relazioni sempre più fiduciose tra Chiesa e Stato, queste opere – ha concluso – siano sostenute con sempre maggiore generosità, per il bene di tutti Guinea”.


Il Pontefice ha lodato infine i “significativi progressi” che sono stati fatti – negli ultimi due anni in Liberia – nell’immenso compito della ricostruzione di questo Paese, percorso da un violento conflitto che ha causato decenni di guerra armata e d’instabilità. Per questo, il processo avviato “per la verità e la riconciliazione” rispetto al passato “è un coraggioso e necessario passo lungo il cammino della rinascita nazionale” e se è perseguito con integrità e determinazione, ha affermato, può solo condurre “al rafforzamento dei valori dai quali dipende la società civile”. In quest’opera, non meno impegnati del popolo che servono – ha ricordato ancora il Papa rivolgendosi all’ambasciatore liberiano Wesley Momo Johnson – sono i sacerdoti, i religiosi ed i laici cattolici che operano oggi in Liberia, nel promuovere la giustizia, la coesistenza pacifica e la riconciliazione tra le fazioni in guerra nel recente passato. Con soddisfazione, il Santo Padre ha sottolineato pure la decisione del Fondo monetario internazionale di procedere verso la cancellazione del debito estero della Liberia.


L’importanza dell’educazione ai valori e un appello contro il fenomeno dei bambini-soldato sono stati alcuni fra i punti salienti dei tre discorsi rivolti dal Papa ai nuovi ambasciatori di Sri Lanka, Bangladesh e Bielorussia, ricevuti per la presentazione delle Lettere credenziali. Il servizio di Fausta Speranza:

Il rispetto dei diritti umani nella lotta al terrorismo è al centro delle parole del Papa al nuovo ambasciatore di Sri Lanka, Tikiri Bandara Maduwegedera. Ogni atto di terrorismo è sempre ingiustificabile e rappresenta sempre un affronto all’umanità, afferma Benedetto XVI, aggiungendo che attacchi arbitrari non aiutano ad esprimere rivendicazioni. Denuncia l’innescarsi di spirali di violenza che offuscano la verità e alimentano accuse. Il Papa esprime la propria preoccupazione per i continui episodi di violenza nello Sri Lanka, ribadendo che solo franchi e sinceri negoziati rappresentano la via per ottenere riconciliazione e una pacifica convivenza fondata sulla soluzione dei problemi. C’è poi una richiesta ai responsabili istituzionali dello Sri Lanka e del mondo a rimanere vigilanti sul dramma dei bambini-soldato, minori ingaggiati in combattimenti e in attività terroristiche. Devono ricevere un’educazione ai valori morali, dice il Papa, sottolineando che questo contribuisce a costruire la società di un Paese. Benedetto XVI ricorda poi fratel Jimbrown e il suo assistente scomparsi da quasi due anni. Ricordando l’apprezzamento ricevuto dalle autorità per l’aiuto prestato dalla Chiesa cattolica durante il dramma dello tsunami, il Papa sottolinea che la carità fa parte della missione della Chiesa cattolica. Dei rapporti tra Santa Sede e Stato dello Sri Lanka, il Papa auspica che i legami di amicizia che esistono vengano ulteriormente raforzati negli anni a venire.


I progressi fatti in Bielorussia dalla ritrovata indipendenza e il contributo che il Paese può dare nella “costruzione di una casa comune europea”, nella quale i confini siano motivo di incontro e non segni di divisione, sono stati affrontati dal Papa nel discorso al nuovo ambasciatore di Bielorussia presso la Santa Sede, Sergei F. Aleinik. In particolare, il Papa afferma che “la storia, le radici spirituali e culturali e la geografia della Bielorussia le assegnano un ruolo essenziale in questo processo”. Dei rapporti tra Stato e Chiesa cattolica Benedetto XVI dice che “le relazioni sono segnate dalla disponibilità da entrambe le parti a rafforzarle”. Il Papa ricorda che la Chiesa cattolica in Bielorussia festeggia quest’anno due significativi anniversari: 225 anni della Diocesi di Mohilev e i 220 della Diocesi di Minsk. Il Papa poi sottolinea che sia la Chiesa cattolica di rito latino che quella di rito bizantino non chiedono speciali privilegi, ma solo di contribuire al bene del Paese avendo la libertà di svolgere serenamente il mandato conferito da Dio.


All’ambasciatore del Bangladesh, Debapriya Bhattacharya, il Papa parla delle sfide del Paese ricordando la tendenza di un mondo sempre più connesso ma nel quale si evidenziano segni di nuove divisioni, di violenza e ingiustizia. Sottolinea come si debbano soddisfare le aspirazioni di tutti con la priorità per poveri e deboli. Benedetto XVI ricorda che 25 anni fa venivano stabilite le relazioni tra Bangladesh e Santa Sede. Esprime l’auspicio che in Bangladesh come nel resto del mondo anche grazie alle organizzazioni internazionali si riesca a costruire una cultura di pace. Al Bangladesh augura maggiore stabilità economica sottolineando che una robusta democrazia ha bisogno non solo di robuste regole, ma di cittadini che abbraccino valori fondanti, come la dignità della persona, un genuino rispetto dei diritti umani, un’inclinazione al bene comune, piuttosto che ai propri interessi da parte della classe politica. Il Papa ricorda che quest’anno in Bangladesh si svolgeranno le elezioni generali e chiama tutti, individui, famiglie, politici, professionisti, ad assumersi la loro parte di responsabilità per contribuire con integrità, onestà e spirito di servizio. Sottolinea come sia cruciale ricostruire la fiducia nelle istituzioni democratiche. Per una democrazia forte – aggiunge – è essenziale un valido sistema scolastico. In questo – afferma Benedetto XVI – la Chiesa cattolica che si occupa non solo dello sviluppo cognitivo degli studenti ma anche di una formazione improntata alla tolleranza e al rispetto dovrebbe essere sempre supportata anche finanziariamente In definitiva, stabilità economica a lungo termine ma anche orizzonti di crescita morale, civile, culturale.

© Radio Vaticana del 29 maggio 2008.

Testi dei discorsi reperibili qui.

Passi avanti della commissione bilaterale Santa Sede-Israele

30 maggio 2008


Si è tenuta in Vaticano la Plenaria per l’attuazione dell’Accordo fondamentale del 1993

CITTA’ DEL VATICANO – Giovedì, 29 maggio 2008 (ZENIT.org). Importanti passi avanti si sono registrati nella plenaria della Commissione bilaterale tra la Santa Sede e lo Stato di Israele per l’attuazione dell’Accordo fondamentale, che si è conclusa il 28 maggio in Vaticano.

E’ quanto si legge nel comunicato congiunto rilasciato mercoledì nel quale, pur tacendo i contenuti dei colloqui, si afferma che “i lavori dell’incontro plenario della Commissione si sono svolti in un clima di grande cordialità e buona volontà”.

“Significativi progressi verso un comune traguardo sono stati raggiunti, sia in termini sostanziali che nell’attuazione di procedure volte a migliorare l’efficienza dei negoziati ancora in corso”, si legge ancora.

L’Accordo fondamentale è stato firmato il 30 dicembre 1993 ed enuncia i principi regolatori delle relazioni tra la Chiesa e lo Stato, la cui applicazione è stata rimandata a dopo la firma di una serie di accordi complementari – da negoziare in seguito – che mirano ad assicurare la libertà e i diritti della Chiesa in territorio israeliano.

Un Accordo giuridico di valore internazionale, firmato nel 1997, non è mai entrato in vigore in territorio israeliano, mentre l’Accordo economico – previsto dall’Accordo fondamentale – non ha ancora visto la luce.

L’Accordo economico dovrebbe toccare soprattutto tre argomenti: “le proprietà della Chiesa espropriate o sottoposte a servitù; i servizi che la Chiesa rende alla popolazione israeliana, sia essa di origine ebraica o palestinese; la riconferma delle storiche esenzioni fiscali, che la Chiesa già possedeva al momento della nascita dello Stato di Israele, e che le Nazioni Unite avevano deciso dovessero essere onorate dallo Stato ebraico”.

I negoziati hanno prodotto finora solo il menzionato accordo del 1997, ovvero il riconoscimento civile della personalità giuridica della Chiesa e degli enti ecclesiastici (“Legal Personality Agreement”), ratificato da Israele il 16 dicembre 1998, ma non ancora trasformato in legge statale.

La delegazione della Santa Sede era guidata dal Sottosegretario per i Rapporti con gli Stati, monsignor Pietro Parolin, e ne facevano parte tra gli altri monsignor Antonio Maria Vegliò, Segretario della Congregazione per le Chiese Orientali, e il Nunzio apostolico in Israele, monsignor Antonio Franco.

La delegazione israeliana era guidata dal Direttore generale del Ministero degli esteri Aaron Abramovich, accompagnato tra gli altri dall’Ambasciatore israeliano presso la Santa Sede, Mordechay Lewy, e dal capo del Comitato ebraico mondiale e dei rapporti interreligiosi del Ministero degli esteri, Shmuel Ben-Shmuel.

La Commissione ha stabilito di incontrarsi ancora nella prima metà di dicembre a Gerusalemme, a conferma che i lavori per portare avanti i negoziati avranno ormai scadenze semestrali.

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Heiliger Stuhl und Israel: Diplomaten erzielen „bedeutende Fortschritte“

Vollversammlung der bilateralen Kommission gestern im Vatikan

ROM, 29. Mai 2008 (ZENIT.org).- Die Mitglieder der Ständigen bilateralen Kommission des Staates Israel und des Heiligen Stuhls, die gestern, Mittwoch, im Vatikan zusammenkamen, um die beidseitigen diplomatischen Beziehungen zu vertiefen und sich um eine Einigung hinsichtlich des Artikels 10 Absatz 2 des Grundlagenvertrages vom 30. Dezember 1993 zu bemühen, haben nach einer heute veröffentlichten gemeinsamen Erklärung „bedeutende Fortschritte“ erzielt.

Die neunköpfige Delegation aus Israel wurde vom Generaldirektor des israelischen Außenministeriums, Aaron Abramovich, angeführt. Die Delegation des Heiligen Stuhls, die ebenfalls aus neun Personen besteht, leitete der Untersekretär für die Beziehungen mit den Staaten, Msgr. Pietro Parolin. Auch Erzbischof Antonio Maria Vegliò, Sekretär der Kongregation für die Ostkirchen, und Erzbischof Antonio Franco, Apostolischer Nuntius in Israel, gehören der gemeinsamen Kommission an.

Das Arbeitsklima sei „von großer Herzlichkeit und gutem Willen“ geprägt gewesen, heißt es in der Erklärung. Mit Blick auf das gemeinsame Ziel habe man „einen bedeutenden Fortschritt“ erzielt, „sowohl inhaltlich als auch bezüglich der Konkretisierung von Maßnahmen zur Verbesserung der erwünschten Effektivität der laufenden Verhandlungen“.

Die nächste Begegnung der 18 Diplomaten ist für Dezember 2008 in Israel angesetzt worden. Bis dahin soll „auf Arbeitsebene“, das heißt in kleineren Arbeitsgruppen weiterverhandelt werden.

In Artikel 10 Absatz 2 des Grundlagenvertrages geht es um noch unklare, ungeregelte oder strittige Eigentumsfragen beziehungsweise wirtschaftliche und steuerliche Angelegenheiten der katholischen Kirche allgemein oder bestimmter katholischer Gemeinden oder Einrichtungen.

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Israeli-Holy See Panel Concludes Another Round

VATICAN CITY, MAY 28, 2008 (Zenit.org).- Members of the Bilateral Permanent Working Commission formed by representatives of the Holy See and Israel concluded a meeting with “cautious satisfaction,” according to AsiaNews.

The meeting ended today with plans for the next round of talks to be held in Jerusalem in December, the news agency reported.

Meetings of the commission are focused on the “comprehensive agreement,” mandated by the Fundamental Agreement, which Israel and the Holy See signed in 1993. Despite this agreement, negotiations since 1999 have had little progress.

The issues being discussed include the security of the Church’s religious properties in Israel and the confirmation of historical tax exemptions, which the Church had at the time of Israel’s establishment and that the United Nations ruled Israel must uphold.

The recent round of negotiations, which began in May 2007, followed a five-year stall. Another meeting was held last December.

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Pasos adelante en la Comisión Bilateral Santa Sede-Israel

Ha celebrado en el Vaticano su reunión plenaria

CIUDAD DEL VATICANO, jueves, 29 mayo 2008 (ZENIT.org).- Con “logros importantes” se ha celebrado el miércoles, en el Vaticano, la sesión plenaria de la Comisión de Trabajo Bilateral Permanente entre la Santa Sede y el Estado de Israel.

Un comunicado conjunto de ambas instancias -difundido desde la Sala de Prensa de la Santa Sede- da cuenta de la celebración de esta reunión “para proseguir las negociaciones relativas al artículo 10, párrafo 2 del Acuerdo Fundamental entre la Santa Sede y el Estado de Israel (30 de diciembre de 1993)”.

La delegación de la Santa Sede estuvo presidida por monseñor Pietro Parolin, subsecretario para las Relaciones con los Estados, y la del Estado de Israel por Aaron Abramovich, director general del Ministerio de Exteriores israelí.

“El trabajo de esta sesión plenaria se desarrolló en un clima de gran cordialidad y buena voluntad, y realizó logros importantes en vista del objetivo común, tanto en términos sustantivos como en la intención de poner en práctica medidas para implementar la eficacia de las negociaciones en curso”, explica el comunicado conjunto.

Publicado igualmente por la Embajada de Israel ante la Santa Sede, el comunicado se ha difundido con el título: “‘Progresos significativos’ en las conversaciones de cuestiones de financiación”.

La actividad de esta comisión se venía centrando en la negociación respecto a las propiedades eclesiásticas en Tierra Santa y a cuestiones fiscales. Las reuniones ya están teniendo periodicidad semestral.

La próxima cita plenaria tendrá lugar en Israel, en la primera quincena de diciembre. Mientras tanto, la comisión continuará con su actividad a nivel de trabajo ordinario. [M.L.]

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Progrès significatifs vers un accord entre le Saint-Siège et Israël

Réunion de la Commission entre Israël et le Saint-Siège à Rome le 28 mai

ROME, Vendredi 30 mai 2008 (ZENIT.org) – Les membres de la Commission bilatérale permanente de travail entre Israël et le Saint-Siège, qui s’est réunie au Vatican pour discuter de la mise en application de l’Accord fondamental, se sont quittés mercredi 28 mai sur des progrès significatifs.

Dans un communiqué conjoint publié à l’issue de leur réunion, la commission, sans révéler la teneur de leurs entretiens, affirme que les travaux se sont déroulés dans « un climat de grande cordialité et de bonne volonté ».

« Des progrès significatifs ont été accomplis vers la conclusion d’un accord commun, tant sur le plan substantiel qu’au niveau des procédures à mettre en œuvre pour améliorer l’efficacité des négociations encore en cours », précise le communiqué.

L’Accord fondamental, signé par les deux Etats le 30 décembre 1993, énonce les principes qui doivent régir les relations entre les deux Etats. Mais son entrée en vigueur a été suspendue tant qu’une série d’accords complémentaires, visant à garantir la liberté et les droits de l’Eglise en territoire israélien, n’auront pas été négociés et signés.

L’Accord sur la personnalité juridique de droit international dont jouit le Saint-Siège a été signé en 1997 mais n’est jamais entré en vigueur sur le territoire israélien, tandis que l’Accord économique, prévu par l’Accord fondamental, n’a encore jamais vu le jour.

Cet accord économique porte essentiellement sur trois points : « les propriétés de l’Église expropriées ou soumise à des servitudes ; les services que l’Église rend à la population israélienne, qu’elle soit juive ou palestinienne ; la confirmation des exemptions fiscales dont l’Eglise bénéficiait déjà au moment de la naissance de l’Etat d’Israël et qui, selon une décision des Nations unies, devaient être honorées par l’Etat hébreu ».

La délégation du Saint-Siège était conduite par le sous-secrétaire pour les relations avec les Etats Mgr Pietro Parolin, entouré entre autres du secrétaire de la Congrégation pour les Eglises orientales, Mgr Antonio Maria Vegliò, et du nonce apostolique en Israël, Mgr Antonio Franco.

La délégation israélienne, conduite par le directeur général du Ministère des affaires étrangères Aaron Abramovich, réunissait quant à elle, entre autres, l’ambassadeur israélien près le Saint-Siège, Mordechay Lewy, et le directeur de la Division des affaires juives mondiales au Ministère des affaires étrangères, Shmuel Ben-Shmuel.

La Commission a convenu de se rencontrer à nouveau dans la première moitié du mois de décembre à Jérusalem, confirmant ainsi la cadence semestrielle établie pour faire avancer les négociations.

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Progressos na Comissão Bilateral Santa Sé-Israel

Celebrou no Vaticano sua reunião plenária

CIDADE DO VATICANO, quinta-feira, 29 de maio de 2008 (ZENIT.org).- Com «conquistas importantes» se celebrou na quarta-feira, no Vaticano, a sessão plenária da Comissão de Trabalho Bilateral Permanente entre a Santa Sé e o Estado de Israel.

Um comunicado conjunto de ambas instâncias – difundido pela Sala de Imprensa da Santa Sé – dá conta da celebração desta reunião «para prosseguir as negociações relativas ao artigo 10, parágrafo 2 do Acordo Fundamental entre a Santa Sé e o Estado de Israel (30 de dezembro de 1993)».

A delegação da Santa Sé esteve presidida por Dom Pietro Parolin, subsecretário para as Relações com os Estados, e a do Estado de Israel por Aaron Abramovich, diretor geral do Ministério de Exteriores israelense.

«O trabalho dessa sessão plenária se desenvolveu em um clima de grande cordialidade e boa vontade, e realizou conquistas importantes em vista do objetivo comum, tanto em termos substantivos como na intenção de pôr em prática medidas para implementar a eficácia das negociações em curso», explica o comunicado conjunto.

Publicado igualmente pela Embaixada de Israel ante a Santa Sé, o comunicado se difundiu com o título: «‘Progressos significativos’ nas conversas de questões de financiamento».

A atividade desta comissão se vinha centrando na negociação com relação às propriedades eclesiásticas na Terra Santa e a questões fiscais. As reuniões já estão tendo periodicidade semestral.

A próxima reunião plenária acontecerá em Israel, na primeira quinzena de dezembro. Enquanto isso, a comissão continuará com suas atividades habituais.

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