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Zapatero e Bertone, incontro segreto per riaprire il dialogo

12 giugno 2008

CITTA’ DEL VATICANO – Giovedì, 12 giugno 2008 (Vatican Diplomacy). Riproponiamo un interessante articolo apparso quest’oggi sul sito della rivista “Panorama”:

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Il premier José Luis Zapatero

Prove tecniche di ricucitura tra Zapatero e il Vaticano. Secondo El Paìs, che cita un articolo apparso sulla rivista di ispirazione cattolica Vida Nueva, il presidente spagnolo ha incontrato il segretario di Stato Vaticano Tarcisio Bertone, a Roma la settimana scorsa durante il summit della Fao. Un incontro “discreto”, lontano dai riflettori, non confermato dal governo spagnolo. Ma l’autore dell’articolo sul settimanale cattolico è Antonio Pelayo, sacerdote e responsabile di questioni religiose nell’ambasciata di Spagna in Vaticano
Il premier socialista ha avuto in passato più di un dissapore con le gerarchie ecclesiastiche in Spagna, tanto che il segretario della conferenza episcopale iberica, l’arcivescovo di Madrid Antonio Maria Rouco Varela, si schierò esplicitamente contro il Psoe durante l’ultima campagna elettorale.”Non votate per chi disprezza la famiglia” esortò il milione di fedeli riuniti durante una manifestazione “per la libertà religiosa” convocata dai vescovi a Madrid lo scorso 30 dicembre per protestare contro le politiche del governo. Per non parlare degli strali che ogni mattina vengono lanciati dalla radio della conferenza episcopale, la Cope, (5 milioni di ascoltatori) dal polemico conduttore Federico Jimenez Losantos, ex comunista convertitosi nel più feroce oppositore del Zapaterismo, “rojo y masòn”. In particolare alla Chiesa sono andate di traverso l’approvazione del matrimonio omosessuale, l’ istituzione di una materia scolastica obbligatoria (educazione civica) considerata “laicista” e le polemiche sulle scuole private. Sempre durante la campagna elettorale Pepe Blanco, il coordinatore dei socialisti spagnoli, si diresse ai vescovi con durezza: “O si presentano alle elezioni o si tengano fuori dalla politica” e, riferendosi ai contributi statali per le scuole cattoliche, minacciò “bisognerà rivederli”.
Insomma, uno scontro a tutto campo. Poi, dopo le elezioni, vinte da Zapatero, un lento riavvicinamento con dichiarazioni più concilianti da parte del premier e della Chiesa. Un processo di cui l’incontro semisegreto tra il presidente spagnolo e il “numero 2″ Vaticano potrebbe essere l’inizio.

© Panorama – Edizione digitale – 12 giugno 2008, articolo disponibile qui.

Spagna, Zapatero andra’ a pranzo col nunzio apostolico martedi’

7 febbraio 2008

MADRID, 7 febbraio 2008 (Vatican Diplomacy/Apcom). Il capo del governo spagnolo José Luis Zapatero ha annunciato oggi che martedì prossimo pranzerà con il nunzio apostolico in Spagna, Manuel Monteiro de Castro. Zapatero ha confermato l’incontro – che ieri aveva definito imminente – in un’intervista all’emittente Punto Radio, in cui ha ribadito che dopo le elezioni del prossimo nove marzo i rapporti fra Stato e Chiesa cattolica dovranno cambiare.

Il pranzo con il rappresentante del Vaticano si terrà nella sede della nunziatura a Madrid, in un momento assai teso per i rapporti fra Spagna e Santa Sede. Con una ‘nota orientativa’ ai fedeli che ha suscitato una grande polemica, i vescovi spagnoli la settimana scorsa hanno di fatto sconsigliato di votare per il Partito socialista (Psoe) nelle prossime elezioni del nove marzo. Lo scorso 30 dicembre, l’ala più dura dell’episcopato spagnolo, capeggiata dall’arcivescovo di Madrid Antonio Rouco Varela, aveva organizzato a Madrid una manifestazione ‘per la famiglia cristiana’ che aveva riunito circa 160.000 persone per protestare contro le leggi del governo Zapatero su matrimonio omosessuale e ‘divorzio express’.

La congiuntura politica è delicata perché sia il governo che la Conferenza episcopale spagnola (Cee) vanno incontro ad elezioni all’inizio del prossimo mese. E in quelle dei vescovi (il 3 marzo) potrebbe essere eletto presidente proprio Rouco Varela, anche grazie all’appoggio del Vaticano. Zapatero ha affermato oggi che sarà “felicissimo” di pranzare con il nunzio, ed è sembrato emettere sottotraccia segnali di distensione nei confronti della gerarchia ecclesiastica. Come già ieri, infatti, il premier ha mantenuto un tono fermo e ha chiesto rispetto per il governo dello Stato, ma ha anche auspicato un chiarimento fatto “con serenità e calma”, dopo gli appuntamenti con le urne.

Due giorni fa il segretario organizzativodel Psoe José Blanco aveva agitato la minaccia di rinegoziare l’accordo finanziario fra lo Stato spagnolo e la Chiesa cattolica, ma già ieri Zapatero – pur non escludendo questa ipotesi – l’aveva definita solo come una “possibilità”, da affrontare eventualmente in un’ottica di “dialogo e consenso”. Secondo diversi osservatori, i reiterati attacchi dei vescovi più intransigenti contro il governo fanno in realtà il gioco del Psoe, perché gli spagnoli hanno in grande maggioranza accettato e ‘assorbito’ le riforme dei diritti civili attuate da Zapatero: anche, e soprattutto, quegli elettori ‘indecisi’ di centro che vanno conquistati.

Ma nell’ultima fase della campagna elettorale, il governo ha interesse a non iperreagire, e a mostrarsi deciso, ma abbastanza conciliante. Sempre che, naturalmente, non ci siano nuovi attacchi da parte dei vescovi più conservatori.

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Zapatero tratará con el nuncio del Vaticano el conflicto con la Conferencia Episcopal

MADRID – 7 de febrero, 2008 (Vatican Diplomacy/EFE). El presidente del Gobierno, José Luis Rodríguez Zapatero, ha anunciado hoy que el próximo martes almorzará con el Nuncio del Vaticano en España, Manuel Monteiro de Castro, después de la polémica generada por la Nota de la Conferencia Episcopal ante las elecciones del 9 de marzo.

Zapatero ha anunciado ese almuerzo, que tendrá lugar en la sede de la Nunciatura, en una entrevista en Punto Radio en la que ha insistido en que después de esas elecciones algo debe cambiar en la relación con la Iglesia católica porque ésta debe tener al Estado el mismo respeto que el Estado le tiene a ella.

El jefe del Ejecutivo ha informado de que la reunión con Monteiro de Castro se cerró en el acto en el que coincidieron ayer en Madrid y en el que ya avanzó que tenía intención de quedar la próxima semana para compartir el “caldito” que tenía comprometido con él desde hace tiempo.

Zapatero ha asegurado que irá “encantado” a la Nunciatura (lugar elegido para la comida después de que ambos barajaran también la posibilidad de reunirse en el Palacio de la Moncloa) porque tiene una buena relación personal con Manuel Monteiro.

El presidente del Gobierno ha insistido en la necesidad de que las autoridades eclesiásticas respeten al Ejecutivo elegido por los ciudadanos y ha subrayado que en las últimas semanas ha habido algunas actitudes de la Conferencia Episcopal que necesitan una aclaración. Algo que cree que debe hacerse “con serenidad y con calma” después de las elecciones.

Rodríguez Zapatero ha reiterado que él no acepta algunas de las consideraciones realizadas por obispos en la concentración a favor de la familia celebrada el pasado mes de diciembre en Madrid y en las que se acusaba a algunas leyes aprobadas esta legislatura de poner en riesgo la democracia y hacer retroceder derechos humanos.

Zapatero y el nuncio, Manuel Monteiro (EFE).

Spagna, Zapatero zittisce i vescovi: inaccettabile intromissione

7 febbraio 2008

MADRID – Sabato, 9 febbraio 2008 (Vatican Diplomacy). Non si placa lo scontro tra il governo spagnolo e la Chiesa. Zapatero non ha affatto mandato giù la nota della Conferenza Episcopale, con cui i vescovi iberici hanno di fatto consigliato ai fedeli di non votare per il partito socialista. E lo ha espressamente manifestato in un evento pubblico davanti al Nunzio Vaticano in Spagna, Manuel Monteiro de Castro. La situazione economica del paese è passata in un secondo piano, il premier ha voluto esprimere il suo dissenso per l'”insolita” nota della Chiesa contro il governo e per l’attacco al suo partito (Psoe) per la politica antiterrorista contro l’Eta.

“E’ la prima volta che in una nota della conferenza episcopale prima delle elezioni si fa una riflessione generale sulla legittimità o meno del dialogo (con l’Eta)”, ha detto Zapatero, rispondendo all’argomento con cui i prelati si sono difesi dalla polemica suscitata, cioè che avevano già emesso note simili alla vigilia delle elezioni del 2000 e del 2004.

Si preannuncia perciò una campagna elettorale caldissima in vista del voto. Il premier, José Luis Zapatero, non ha smentito le dichiarazioni fatte dal segretario organizzativo del Psoe, José Blanco, secondo cui il governo socialista potrebbe decidere – se riconfermato – di rinegoziare gli accordi finanziari con la Chiesa spagnola. “E’ evidente che questa possibilità è sempre aperta”, ha precisato il premier, ma poi ha sfumato la sua affermazione aggiungendo: “Ma se si aprirà, sarà con dialogo e consenso”. E già che c’era ha dissentito anche per la posizione dei vescovi sull’educazione civica (materia obbligatoria introdotta da Zapatero nella scuole).

Zapatero conclude il suo intervento dando un colpo al cerchio e uno alla botte. Esprime il suo apprezzamento al Nunzio e chiede però “più rispetto” da parte della gerarchia ecclesiastica. “Ho sempre detto che non sto mai zitto, ma non mi arrabbio” ha precisatto il premier.

E per stemperare un po’ gli animi e per evitare un evetuale effetto boomerang in vista del voto da parte dell’elettorato cattolico, il premier ha deciso di incontrare il Nunzio Vaticano in Spagna, Manuel Monteiro de Castro, martedì prossimo per un “caldito” (un brodino). Insomma un colloquio bilaterale del tutto informale e amichevole.

Fonte: Affari Italiani

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Zapatero abronca a los obispos

El presidente se queja en una intervención pública ante el nuncio del Vaticano de que la Conferencia Episcopal aluda ahora al diálogo con ETA y no lo hiciera con Aznar

Por L. R. AIZPEOLEA

MADRID – 7 de febrero, 2008 (El Paìs).

Manuel Monteiro, nuncio del Vaticano, se acomodó para escuchar a José Luis Rodríguez Zapatero hablar de la situación económica de España en el Foro de Europa Press y se topó con el indignado reproche del presidente a los obispos. Zapatero aprovechó para precisar, a escasos metros del nuncio, las razones de su malestar por la “insólita” nota electoral de los obispos contra la política de su Gobierno y contra su propio partido. El presidente afrontó la polémica por la vía más directa y reprochó el maltrato que la Conferencia Episcopal dispensa al PSOE en una materia tan sensible como la política antiterrorista.Zapatero recordó cómo en los consejos electorales de la Conferencia Episcopal para 2000 y 2004 no se introdujeron ataques al Gobierno, entonces del PP, por su política contra ETA. “Ésta es la primera vez que se hace una consideración general sobre el diálogo o no [con ETA], legitimidad o no [de ese diálogo], en una nota previa a las elecciones”, se quejó.

Unos meses antes de las elecciones de 2000, el Gobierno del PP había afrontado una negociación con ETA cuya única reunión versó sobre temas políticos y, en ningún caso, sobre el abandono de las armas de los terroristas, según el acta de las conversaciones que ambas partes han dado por válida. La Iglesia ha censurado en la nota electoral de 2008 la interlocución política con ETA, pero no lo hizo en 2000. Tras aquella tregua rota por la banda, los terroristas iniciaron una brutal campaña que costó la vida a 44 personas durante la siguiente legislatura.

Zapatero remachó ayer “que la nota preelectoral de la Conferencia Episcopal en 2000 no hizo ninguna referencia a los límites de la legitimidad y en qué circunstancias se tiene que dar el diálogo con el terrorismo”. Sin embargo, en esta ocasión, lo ha habido con un sentido crítico hacia el fallido intento de diálogo del Gobierno socialista. “Esto sí que es una diferencia y no me parece nada adecuado”, dijo. El repaso continuó cuando Zapatero recordó el ataque de la Conferencia Episcopal a la asignatura de Educación para la Ciudadanía. “Es una asignatura pura, que simplemente contiene materiales formativos y educativos sobre derechos humanos, Constitución, convivencia, de la Europa libre… Discrepo de manera contundente [con la nota de los obispos]”. Después señaló a los cardenales Rouco y García-Gasco para criticarles que dijeran que había leyes aprobadas en el Parlamento que disolvían la democracia. Terminó pidiendo “mayor respeto” por parte de la jerarquía eclesiástica hacia los poderes públicos. Pese a los reproches, Zapatero presumió de talante. “Siempre he afirmado que no me callo, pero no me enfado”. Después cerró una cita pendiente desde el 9 de enero con Monteiro para tomar un caldo en la Nunciatura el martes, y negó que su Gobierno fuera a tomar represalias contra la Iglesia en materia financiera.

José Luis Rodríguez Zapatero habla con el nuncio del Vaticano, Manuel Monteiro
ULY MARTÍN – 07/02/2008

 

Spagna, Zapatero non esclude di rinegoziare accordi con Chiesa

7 febbraio 2008

MADRID 6 feb. (Apcom) – Il premier spagnolo, José Luis Zapatero, non ha smentito oggi le dichiarazioni fatte l’altro ieri dal segretario organizzativo del Psoe, José Blanco, secondo cui il governo socialista potrebbe decidere – se rieletto il prossimo 9 marzo – di rinegoziare gli accordi finanziari con la Chiesa spagnola. Durante una conferenza sui temi economici in vista delle elezioni, il capo del governo di Madrid ha risposto a una domanda in merito dicendo che “è evidente che questa possibilità è sempre aperta”, ma ha sfumato la sua affermazione aggiungendo: “Ma se si aprirà, sarà con dialogo e consenso”.

Zapatero ha criticato nuovamente la nota della scorsa settimana della Conferenza episcopale spagnola, con cui i vescovi iberici hanno di fatto consigliato ai fedeli di non votare per il partito socialista, puntando il dito soprattutto contro il suo negoziato con l’Eta, finito l’anno scorso dopo nuovi attentati del gruppo terrorista: “E’ la prima volta che in una nota della conferenza episcopale prima delle elezioni si fa una riflessione generale sulla legittimità o meno del dialogo (con l’Eta)”, ha detto Zapatero, rispondendo all’argomento con cui i prelati si sono difesi dalla polemica suscitata, cioè che avevano già emesso note simili alla vigilia delle elezioni del 2000 e del 2004.

Secondo quanto riportato dai media spagnoli, il premier ha evitato toni duri, dicendo che non intende tacere ma neppure arrabbiarsi. Zapatero ha dissentito con la posizione dei vescovi sull’educazione civica, ma si è rivolto al Nunzio Vaticano in Spagna, Manuel Monteiro de Castro, che assisteva alla conferenza, per esprimergli il suo apprezzamento, e ha indicato di volerlo incontrare presto, non oltre la prossima settimana, per un colloquio bilaterale del tutto informale e amichevole.

Secondo fonti del governo citate oggi dal quotidiano di sinistra ‘Publico’, il Psoe sarebbe pronto a sfruttare elettoralmente l’attacco dei vescovi nei suoi confronti, che potrebbe allontanare dal Partido popular (Pp) l’elettorato indeciso di centro, ma non intende esagerare nella sua reazione per non provocare l’effetto opposto. E l’ipotesi di rinegoziare gli accordi con la Chiesa sarebbe più lontana di quanto la cassa di risonanza della campagna elettorale non faccia sembrare

Nessuna protesta dal governo spagnolo verso la Santa Sede dopo la presa di posizione dei vescovi contro Zapatero

4 febbraio 2008

CITTA’ DEL VATICANO – Lunedì, 4 febbraio 2008 (Vatican Diplomacy).

A quanto si apprende in Vaticano, nessuna nota di protesta è stata consegnata dal governo Zapatero alla Santa Sede, dopo la presa di posizione dei vescovi spagnoli sulle imminenti elezioni politiche in Spagna. Fonti vaticane precisano però che l‘ambasciatore spagnolo presso il Vaticano, Francisco Vasquez, ha avuto un colloquio con il sostituto alla Segreteria di Stato, Monsignor Fernando Filoni, che si e’ svolto – sottolineano sempre fonti del Palazzo Apostolico – in un clima ”sereno” e ”collaborativo”. Nell’incontro, si e’ auspicato che ”la buona convivenza in Spagna continui”, cosi’ come ”il dialogo costruttivo” tra conferenza episcopale spagnola e governo.