Morto il cardinale Pio Laghi, il diplomatico delle missioni impossibili

CITTA’ DEL VATICANO – Lunedì, 12 gennaio 2009 (Vatican Diplomacy). Riportiamo l’articolo dell’Osservatore Romano sulla morte del cardinale Pio Laghi:

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Nelle prime ore di domenica 11 in un ospedale romano

La morte del cardinale Pio Laghi

Il Cardinale Pio Laghi, Prefetto emerito della Congregazione per l’Educazione Cattolica, è morto nelle prime ore di domenica 11 gennaio, in un ospedale romano dove era ricoverato da tempo a causa di una grave malattia. Il Cardinale Laghi era nato a Castiglione, diocesi di Forlì-Bertinoro, il 21 maggio del 1922. Ordinato sacerdote il 20 aprile del 1946 era stato eletto il 24 maggio 1969 alla Chiesa titolare di Mariana con la dignità di Arcivescovo, aveva ricevuto l’ordinazione episcopale il 22 giungo successivo. Il 6 aprile 1990 era stato nominato Pro-prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica (dei Seminari e degli Istituti di Studi). Fu creato Cardinale da Giovanni Paolo II nel Concistoro del 28 giugno 1991, della diaconia di Santa Maria Ausiliatrice al Tuscolano. L’8 maggio 1993 era stato nominato Patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta. Nel novembre del 1999 aveva lasciato il suo incarico in Congregazione. Il 26 febbraio del 2002 era stato trasferito all’ordine presbiterale e gli era stato assegnato il titolo di San Pietro in Vincoli. Le esequie del Cardinale Laghi saranno celebrate martedì 13 gennaio alle ore 11 nella Basilica di San Pietro.Il cardinale Pio Laghi

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Il cardinale Pio Laghi


“Ho percorso un lungo cammino da un capo all’altro del mondo guidato da un’unica consapevolezza:  quella di agire sempre in persona Christi”. Così sintetizzò la sua missione il Cardinale Pio Laghi nel celebrare il cinquantesimo dell’ordinazione sacerdotale. Ed è stata certamente questa la sua profonda essenza sacerdotale. Non amava molto parlare di sé. E quando si fermava nei crocicchi di giovani che, soprattutto in questi ultimi anni, gli si facevano intorno sui campetti di calcio dell’oratorio San Pietro, si presentava come “un vecchio girovago che porta a spasso Gesù sulle strade del mondo”. E poi tutte le domeniche dall’altare dello stesso oratorio, dove raramente mancava da quando era divenuto presidente, cercava di trasmettere a centinaia di giovani, dai sei ai vent’anni, allineati tra i banchi e vestiti delle loro divise sportive, quel suo amore per Gesù che lo aveva portato in vari Paesi del mondo.
Quei giovani hanno riempito il suo ministero da quando era rientrato a Roma:  sacerdoti, seminaristi, studenti, operai, sportivi nei quali ha trasfuso fede, fiducia, speranza.
Nato in Castiglione, diocesi di Forlì-Bertinoro, il 21 maggio 1922, da una famiglia contadina di radicata fede cristiana, compì gli studi elementari e secondari a Faenza, presso l’Istituto salesiano. Nella città del Lamone seppe da subito conquistarsi la simpatia dei suoi compagni di studio, dei suoi professori e di quanti lo frequentarono. Lui stesso conservò sempre ottimi legami con la popolazione di quella cittadina nella quale, tra l’altro, ha celebrato i passaggi più significativi della sua missione all’interno della Chiesa:  dalla celebrazione della prima Messa all’Ordinazione episcopale. E Faenza lo annovera nei suoi registri comunali come natione et moribus faentino.
Tra l’altro proprio qui avvenne l’incontro che avrebbe impresso la svolta decisiva alla sua vita, quello con monsignor Piero Costa. Frequentava assiduamente la parrocchia di Santo Stefano dove don Costa svolgeva il suo lavoro pastorale. “Mi raccontava la vita di Gesù – ricordò una volta ai bambini della Petriana – come si raccontava una storia meravigliosa. A poco a poco suscitò in me il desiderio di conoscerla più a fondo, quella storia. E quando la conobbi sentii nascere in me il desiderio di viverla in primapersona”.
Scelse così di proseguire gli studi nel seminario vescovile. Vi fece gli studi di filosofia. Poi si iscrisse alla facoltà di teologia presso la Pontificia Università Lateranense e nel 1942 conseguì la laurea in teologia.
Il suo cammino sacerdotale iniziò il Sabato Santo del 1946:  era il 20 aprile. L’Ordinazione avvenne a Faenza, nella cappella del vescovado. Lo ordinò sacerdote monsignor Giuseppe Battaglia. Celebrò la prima Messa proprio il giorno di Pasqua, un evento che considerò sempre “una grazia speciale”. Chi era presente il giorno della sua Ordinazione sacerdotale, ricorda che il “giovane chierico Laghi non riusciva, per la grande emozione, a pronunciare le parole chiave della consacrazione in persona Christi. Lo aiutò a farlo il sacerdote che gli era vicino e che lo aveva seguito negli ultimi anni della sua formazione sacerdotale”.
Nel 1950, portò a compimento gli studi in Diritto Canonico presso la Pontificia Università Lateranense. Di quel periodo conserva un forte ricordo il cardinale Achille Silvestrini. “Eravamo tre faentini – egli ricorda – don Monduzzi, don Laghi ed io. Eravamo legati da un’amicizia fraterna. Al Laterano don Pio era già noto per aver frequentato gli studi di Teologia ed era conosciuto come uno dei più quotati alunni, circondato di stima e considerazione. Ricordo che monsignor Violardo, prelato piemontese che aveva abbandonato la carriera diplomatica per l’insegnamento, gli affidò l’incarico di stendere le dispense del suo corso monografico De bonis Ecclesiae temporalibus”.
Dopo la laurea in Diritto canonico, proprio per la sua intelligenza e per la sua preparazione umana, fu chiamato a Roma per frequentare la Pontificia Accademia Ecclesiastica. Nel marzo del 1952 era stato assunto al servizio della Santa Sede ed inviato come addetto alla Nunziatura di Managua, in Nicaragua. Vi trascorse tre anni durante i quali, oltre agli impegni del suo ufficio, si dedicò alla pastorale nel barrio de Altagracia, uno dei più poveri quartieri della città. Vi fondò anche una parrocchia dedicata a Nostra Signora de Altagracia, e una scuola elementare per quattrocento bambini, poi affidata alle suore della Divina Pastora.
Tre anni dopo fu trasferito, prima come Segretario e quindi come Uditore, alla Delegazione Apostolica di Washington. Nel 1961, come uditore, alla Nunziatura di Delhi, in India. Anche in questa sua nuova destinazione, oltre che agli incarichi d’ufficio, si dedicò al lavoro pastorale. In particolare visitava spesso i lebbrosari. Fu durante queste visite che incontrò Madre Teresa, un’altra di quelle figure che lasciarono un’impronta indelebile nel suo animo.
Richiamato a Roma nel 1964 servì per un quinquennio presso la Segreteria di Stato nel Consiglio per gli Affari Pubblici, ora Sezione per i Rapporti con gli Stati. Nel 1968 fece, tra l’altro, parte della Delegazione della Santa Sede che partecipò alla conferenza delle Nazioni Unite sui diritti umani tenutasi a Teheran.
Eletto alla sede titolare arcivescovile di Mauriana il 24 maggio 1969 e designato Delegato Apostolico in Gerusalemme e in Palestina, ricevette l’ordinazione episcopale il 22 giugno 1969 nella cattedrale di Faenza. Consacrante fu il cardinale Cicognani; conconsacranti i Vescovi Casaroli e Battaglia. Ad assisterli due inseparabili amici del neo arcivescovo:  i sacerdoti Achille Silvestrini e Dino Monduzzi. Nei cinque anni trascorsi a Gerusalemme ricoprì anche l’incarico di pro-nunzio a Cipro e di visitatore apostolico per la Grecia. A Gerusalemme lasciò un’impronta indelebile. Si può dire che fu lui l’iniziatore, il catalizzatore del progetto di una Università Cattolica, maturato nell’animo di Papa Paolo VI a conclusione del suo storico pellegrinaggio in Terra Santa, nel 1964. Per la verità furono tre i progetti di Paolo VI per la Terra Santa, portati a compimento dal Cardinale Laghi e che tuttora sono fiorenti:  a Betlemme, l’istituto per sordomuti “Effeta”, l’unico che porta ancora il nome di Paolo VI, l’istituto ecumenico per gli studi teologici di Tantur e, appunto, l’Università Cattolica. Inoltre istituì il Segretariato di Giustizia e pace per la Palestina.
Nell’aprile del 1974 fu trasferito in Argentina in qualità di Nunzio Apostolico:  vi rimase fino al dicembre 1980, quando fu nominato Delegato Apostolico negli Stati Uniti. Nel marzo 1984, allacciati i rapporti ufficiali tra Santa Sede e il Governo di Washington, ne divenne Pro-nunzio Apostolico.
Il 6 aprile 1990 fu richiamato al servizio della Curia Romana come pro-prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica. Giovanni Paolo ii lo creò Cardinale nel Concistoro del 28 giugno 1991 della diaconia di Santa Maria Ausiliatrice al Tuscolano. Fu nominato presidente del Pontificio Oratorio di San Pietro il 5 dicembre 1992. Anche questa nomina in qualche modo costituì una tappa importante per la sua vita sacerdotale. L’8 maggio 1993 era stato designato Patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta.
Il 15 novembre 1999, aveva lasciato il suo incarico di Prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica. Il 26 febbraio del 2002 era stato passato all’ordine presbiterale e gli era stato assegnato il titolo di San Pietro in Vincoli. Da quando lasciò il suo incarico ufficiale dedicò tutta la sua vita sacerdotale al servizio dei giovani. Trascorreva diverse ore in oratorio. Difficilmente rinunciava a celebrare la Messa oratoriana delle Domeniche. Lo faceva solo quando, per incarico del Papa, doveva recarsi in luoghi in cui era richiesta una discreta opera di mediazione. Cosa che è avvenuta diverse volte in questi anni, almeno sino a quando una fastidiosa operazione agli arti non lo aveva costretto a limitare i suoi viaggi.

Pio Laghi e George W. Bush - 5 marzo 2003

Pio Laghi e George W. Bush - 5 marzo 2003

©L’Osservatore Romano – 12-13 gennaio 2009

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2 Risposte to “Morto il cardinale Pio Laghi, il diplomatico delle missioni impossibili”

  1. onofrio solari bozzi Says:

    E’ stato un uomo santo,buono,compassionevole. Di altissima cultura ed ingegno. Ha sofferto gli insulti di una certa stampa tendenziosa. Mi ha unito in matrimonio,gli ho voluto molto bene. Prego per il Suo riposo eterno.

  2. Dan Foley MD Says:

    I came to know Cardinale Pio Laghi as a patient and a friend. He was a gentle and gracious person. He had great insight into many of todays ills and we are better for his efforts.
    I will miss this great citizen of the world.

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